Ricomincio da capo

Era tutto pronto.

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L’immagine non fa presupporre altro

 

La convocazione dell’assemblea dei soci era stata confermata. Giornalisti, provenienti da ogni parte del globo, erano pronti a salire su un aereo e fare scalo in Italia, per assistere a un evento destinato a diventare una pietra miliare nella storia del calcio: la fine dell’era di Silvio Berlusconi al comando del Milan. I soci di Sino Europe Sports, attraverso una spettacolare conferenza stampa in programma prima di Milan-Chievo, si sarebbero finalmente mostrati ai tifosi. Sempre nel corso della conferenza, avrebbero svelato composizione e ruoli della nuova società, e presentato i loro progetti per riportare il Milan tra le più grandi squadre d’Europa. Persino il sindaco di Milano, l’interista Beppe Sala, era stato allertato: “Tieniti libero, i nuovi proprietari del Milan vorrebbero incontrarti”.

Era tutto pronto e sembrava, davvero, che potesse essere la volta buona.

E poi…il colpo di scena.

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ehm…

 

Non ci sono tutti i soldi necessari per concludere l’acquisto.  Niente conferenza stampa, niente presentazione, niente incontro con Beppe Sala.

Niente closing.

 

IL COPIONE

Che poi, a scriverla tutta, non si tratta di un colpo di scena riuscito benissimo. Non può esserlo, perché questo stesso effetto era già stato utilizzato in precedenza, peraltro nella stessa situazione. Come se non bastasse, tutta questa lunga storia sembra seguire un copione nel quale ogni evento si ripete sempre ciclicamente nello stesso modo e secondo lo stesso ordine.

 

Avete presente il film “Ricomincio da capo” ?

 

Il nostro film, anticipato da un prequel che ha visto come attore non protagonista il thailandese Mr. Bee, ha inizio nell’Agosto del 2016, e si divide fondamentalmente in 3 atti.

ATTO I: il fondo cinese Sino Europe Sports si impegna a versare a Fininvest una caparra da 100 milioni di euro (non necessariamente in un’unica tranche) che serve a certificare la solidità economica degli acquirenti e la serietà delle loro intenzioni.

ATTO II: si comincia a ipotizzare sulla data del closing, ovvero al giorno in cui deve essere ufficializzato il passaggio di proprietà tra le due parti. Una volta ricevuta la caparra, Fininvest stabilisce una scadenza definitiva.

Nel passaggio dall’ Atto II all’ Atto III abbiamo il colpo di scena, come la poetica aristotelica prevede: sopraggiungono dei problemi che impediscono il versamento dei soldi necessari a completare l’operazione, cosicché non è più possibile concludere l’affare per la data fissata.

ATTO III: in seguito a questo imprevisto, il fondo cinese chiede di rinviare la data del closing, ma giustamente Fininvest esige nuove garanzie, e chiede dunque il versamento di una nuova caparra da 100 milioni di euro.

 

Arrivati a questo punto il nostro film ricomincia da capo.

Non ci credo, di nuovo.

 

I DUBBI

Sono ormai 2 anni che Silvio Berlusconi sta cercando di vendere il Milan a causa della sua mancata capacità (o volontà) economica di mantenerlo competitivo ad alti livelli. Prima la trattativa con Mr. Bee, rivelatasi un clamoroso bluff, poi quella con un gruppo di investitori capeggiato dalla premiata ditta Galatioto e Gancikoff. Ed è proprio da una costola di questo gruppo che nasce la cordata cinese attualmente in trattativa con il Cavaliere.

Già, i cinesi.

È curioso, ma per tutta la durata della trattativa sono sempre stati indicati in questo modo, molto colloquiale e non certo idoneo a essere utilizzato in situazioni formali. Di questi acquirenti cinesi non si sa nulla, né chi siano né di quale società facciano parte. Quel poco emerso lo dobbiamo o alle indagini dei giornalisti o alle notizie giunte da fonti che operano negli ambienti economici, ma dai canali ufficiali nulla è mai stato confermato. Quello che più preoccupa in tutta questa faccenda è proprio la mancanza di un minimo di trasparenza e di chiarezza, da parte di ambo le parti.

 Trasparenza e chiarezza

 

Basti pensare a quanto accaduto nelle ultime ore: tutto ciò che si sa è basato esclusivamente su ricostruzioni e su ipotesi, perché né dal Milan né dai cinesi è trapelato qualcosa.
A quanto sembra, questo nuovo ritardo è stato causato dall’improvviso dietrofront di 2 soci della cordata che, proprio all’ultimo, hanno deciso di tirarsi indietro. E così Sino Europe Sports non si è presentata di fronte a Fininvest con i soldi necessari per concludere l’operazione, e ha richiesto un nuovo rinvio a fronte del versamento di una nuova caparra da 100 milioni di euro.

 No, non bastano…

 

QUALE FUTURO?

Cosa può spingere 2 soci a tirarsi indietro poche ore prima che venga conclusa un’operazione di questa portata economica? Che solidità e quali garanzie può offrire, anche in avvenire, un consorzio che già in due occasioni non è riuscito a portare a termine la trattativa, e che perde pezzi a 3 giorni dalla chiusura della stessa? Ricordiamoci che non si tratta soltanto di comprare il Milan, ma anche di garantirgli solidità e forza economica negli anni che verranno. È anche la condicio sine qua non posta da Silvio Berlusconi per cedere la società, e forse anche a lui stanno iniziando a sorgere dei dubbi. Forse le mani a cui sta lasciando “il suo giocattolo” non sono mani così sicure, ma appartengono a persone che gli hanno promesso di riportare il Milan ai fasti del passato, di mettere a disposizione 150 milioni in fase di mercato, ma che al momento non hanno nemmeno la forza di acquistare il club.

E nel frattempo la squadra viene lasciata a sé stessa, in lotta per non restare fuori dalle competizioni europee per la quarta stagione di fila. E non era necessario consultare dei luminari per vedere come fosse indispensabile intervenire seriamente sul mercato già durante la sessione invernale per non buttare al vento i buoni risultati ottenuti fino alla sosta pre-natalizia, e per cominciare a costruire un futuro fin da subito. E, purtroppo, nemmeno guardando i bilanci viene da sorridere: il Milan si avvia a chiudere quello del 2016 con una perdita di 75 milioni di euro, dopo che nel 2015 aveva già chiuso con un passivo di 89 milioni.

L’ultimo trofeo dell’Era Berlusconi?

 

Nel film che abbiamo citato, il protagonista Bill Murray riesce, dopo innumerevoli tentativi, a rompere l’incantesimo che lo teneva imprigionato nel vortice temporale. In questo film che vede il Milan come protagonista, invece, quale evento giungerà a dare una svolta? Cosa permetterà di rompere il ciclo e di evitare che ricominci da capo per l’ennesima volta?

Le ipotesi non mancano. Tra le altre, quella secondo la quale Berlusconi potrebbe far saltare la trattativa mantenendo la proprietà del Milan e intascando i 200 milioni (o forse 300) arrivati dalle diverse caparre. Esito che appare inverosimile, a scrivere il vero, poiché nessuno al mondo darebbe in regalo una cifra del genere senza ottenere nulla in cambio.

Ma siamo sicuri di aver già visto tutto?

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