Che fine ha fatto l’Udinese?

Il tracollo della squadra friulana in campionato, sconfitta anche dal Cagliari in casa nell’ultimo turno, fa riflettere su quante potenzialità abbia perso l’Udinese negli ultimi anni. Dov’è finita quella squadra che sfornava talenti di caratura mondiale, sempre in lotta per posizioni alte in classifica e per tutti esempio di società verde e pulita?

Da tre anni a questa parte, ormai, i bianconeri del Friuli non si classificano più nella parte sinistra della classifica, e sembra proprio che i vecchi obiettivi e progetti siano andati svaniti.

Sanchez e Di Natale, stelle dell'Udinese | numerosette.eu
L’Udinese dei sogni, un lontano ricordo per i tifosi friulani.

Con la testa in Inghilterra

Le ragioni potrebbero essere molteplici: la famiglia Pozzo, storica proprietaria dell’Udinese, da un po’ ha deciso di concentrarsi anche su altre realtà come il Watford e il Granada, società acquistate recentemente. Far eccellere tre squadre differenti è molto difficile: la squadra londinese, club del cuore di Elton John, ha un progetto serio ed ambizioso e pare proprio al primo posto nei pensieri dei Pozzo: in Premier League, sotto la guida di Marco Silva e con una squadra attrezzata, sta facendo sognare i tifosi.

Da quando la famiglia Pozzo ha acquistato il Watford, la squadra ha conquistato in breve tempo la promozione in Premier League ed ha sempre centrato l’obiettivo salvezza, fino a quest’anno in cui un posto in Europa non sembra essere un miraggio.

Le altre due squadre, invece, non sembrano dare segnali di un progetto a lungo termine e, anzi, non sono mancate le polemiche con i tifosi negli ultimi tre anni: l’Udinese ha fallito con Stramaccioni, con Colantuono, con De Canio, con Iachini e Del Neri, pur avendo a disposizione un organico decisamente superiore ad altre squadre di Serie A.

Il Granada invece, dopo svariati anni a lottare per non retrocedere, è sceso in Segunda Divisiòn proprio nella scorsa stagione, anno travagliato in cui i Pozzo hanno ceduto la società ad una cordata cinese.

Pozzo "investe" Watford, mentre l'Udinese arranca | numerosette.eu
I ragazzi del Watford, l’unico progetto ambizioso dei Pozzo al momento.

Totò, poi il nulla

L’addio di Totò Di Natale, la personificazione dell’Udinese, ha poi comunicato la fine dell’era d’oro bianconera: dopo i grandi risultati ottenuti con il centravanti napoletano e con l’encomiabile lavoro di Francesco Guidolin, non si è più sentita la necessità di costruire qualcosa di duraturo, serio ed ambizioso.

L’Udinese si è spenta.
E dire che c’erano tutti i presupposti per far sì che questa squadra potesse finalmente entrare a far parte di quelle squadre diventate grandi nel corso degli anni (vedi il Napoli sotto la presidenza di De Laurentiis): uno stadio nuovo ed efficiente, la Dacia Arena, una famiglia solida e dei buoni finanziamenti alle spalle. Ma nulla, non si sono fatti investimenti importanti, non sono più usciti giovani fenomeni del calibro di Sanchez, Inler, Asamoah e via dicendo, e i risultati sono diventati un triste ensemble di compitini, con qualche sussulto di tanto in tanto.

Da verde a grigio

L’Udinese è diventata una squadra da lotta salvezza, una squadra senza ambizioni e, addirittura, un porto sicuro dove approdare per i più anziani. Lo scorso anno si è fatta un’enorme fatica anche con una coppia d’attacco formata da Thereau e Zapata, che adesso stanno facendo le fortune di Fiorentina e Sampdoria. Il giovane Rodrigo De Paul, talento dalle doti indiscusse, non è esploso come facevano un tempo ad Udine i ragazzi, e questo spiega quanto sia diventato ormai difficile e spento l’ambiente.

Oltre all’argentino, altri prospetti si sono rivelati niente più che buoni giocatori: Fofana, Widmer, Bruno Fernandes, Perica, Jankto e molti altri non sono riusciti ad eccellere e si ritrovano ancora ad Udine dopo molti anni, o in dimensioni modeste.
L’unica eccezione di questi anni fallimentari, forse, è costituita da Allan, possente centrocampista brasiliano da due anni e mezzo titolare inamovibile del Napoli.

Allan, perno del Napoli, lanciato dall'Udinese | numerosette.eu
Allan, l’unico diamante degli ultimi quattro anni

Oddo, spazio ai dubbi

Anche l’ultimo allenatore dell’Udinese, Gigi Del Neri, è stato cacciato, accusato di cattive prestazioni e gestione non all’altezza.
Ma per affidarsi a chi? A Massimo Oddo, un allenatore con un’unica esperienza alle spalle, a Pescara, di altissimi e bassissimi. In Abruzzo, infatti, l’ex campione del Mondo 2006, ha condotto due stagioni e mezzo in cui ha raggiunto una finale playoff, una promozione e un esonero dopo 24 partite senza nessuna vittoria in Serie A.

4-3-3 alla Oddo | numerosette.eu

Una possibile interpretazione del 4-3-3 di Oddo

I dubbi ci sono e sono leciti, ma forse con Oddo l’Udinese potrà tornare ad un gioco offensivo che sfrutti a pieno le potenzialità dei giocatori in rosa. Ricordiamo che l’ex allenatore del Pescara ha fatto segnare 30 gol a uno come Lapadula e ha fatto esplodere Lucas Torreira, per cui le idee non gli mancano. E soprattutto sa parlare… e convincere.

Rialzati Udinese.

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