Celtics: là dove conta il cuore

L’altezza è solo un numero

La prima partita tra Warriors e Spurs ha messo le basi per una serie che rimarrà nella memoria di molti. A Est, invece, stanotte si sono concluse le semifinali con Gara-7 al TD Garden, tra Boston Celtics e Washington Wizards. Tutto si potrebbe dire, tranne che non sia stata combattuta. Ognuno ha sputato sangue e ha dimostrato di avere le capacità di competere in Finale di Conference, dove il fattore campo è stato fondamentale. Alla fine a spuntarla sono stati i Celtics del folletto Isaiah Thomas, dopo una Gara-6 che aveva ridato grandi speranze per il passaggio del turno ai Wizards.

Il Leader del TD Garden.

Il “King of the Fourth“, ha dato grande prova di avere un fuoco passionale e un impegno da vero fuoriclasse. La morte della sorella Chyna a soli 22 anni in un incidente stradale, sembrava aver fatto crollare tutto quello costruito in una stagione intera, molto impegnativa. Il tragico evento accade all’inizio della serie contro i Chicago Bulls, e l’aria che si è respirata attorno è stata a lungo tesa e piena di dolore. Non si è arreso il numero 4, scendendo in campo per trascinare i suoi compagni. Gara-1 si concluse con la vittoria di Butler e compagni, ma Isaiah mise a referto una prestazione da top scorer dei suoi, con 33 punti, 6 rimbalzi e 6 assist. Sconfitta, ma chiari segnali a tutta la Lega, stretta attorno al suo dramma: il suo carisma è più presente che mai.  Un qualsiasi altro giocatore sarebbe crollato se non avesse avuto le motivazioni e le responsabilità di cui il folletto Celtics si è fatto carico. La sua anima è superiore alla sua altezza naturale, perchè è quello ciò che conta nei momenti decisivi.

Le lacrime di Isaiah Thomas, dopo la morte della sorella.

Gioco di Strategia

Dopo le prime due sconfitte consecutive contro Chicago, è suonato un campanello d’allarme che ha ridato vita a chi aveva perso le speranze. Da 2-0, al 4-2 finale per Boston. Una squadra con tante qualità e, soprattutto, coesione e affiatamento, elementi fondamentali nella serie contro John Wall e i suoi Wizards. Sono state 7 gare ad armi pari, che ha messo di fronte due veri e propri fenomeni, dotati di grandissime capacità tecniche e di uomini “clutch“. Si parla sempre troppo poco del trascinatore della città della Casa Bianca, quel numero 2 che ha reso spettacolare i continui scontri tra le due franchigie, che ha contribuito come barometro della sua squadra e ha solo confermato l’enorme talento a disposizione del Playmaker Wizards.

Il fattore psicologico è stato determinante, forse più di quello tecnico e tattico: reggere, controllare, rimontare partite decisive per la stagione. L’ultimo incontro, ha messo in evidenza le doti di una squadra molto giovane e ben predisposta, come quella di Boston; l’analisi di Brad Stevens è stata decisiva per determinare la vittoria dei suoi ragazzi, dopo aver perso allo scadere in Gara-6 con un capolavoro di John Wall: uscita dai blocchi di Beal, Wall che dalla linea dei tre punti potrebbe passare a Beal allargatosi e Gortat in blocco su Marcus Smart. Canestro e via verso Gara-7. Il gioco veloce in contropiede e in isolamento di Washington ha messo in difficoltà la difesa dei verdi in più occasioni, e sul piano fisico con Gortat e Porter pronti a portare via uomini ed eseguire i tagliafuori la ricezione di gioco e il ritmo di partita sono stati sempre alti, con continui azioni offensive da una parte e dall’altra, a tener testa alle pericolosità dei velocisti in campo.

Scontro aereo fra titani.

Quando si arriva cosi lontani, si fa la felicità di ogni appassionato. Perfetta parità e tanta voglia di arrivare fino in fondo. Si è messi in gioco tutto. Le prestazioni individuali hanno deciso la partita: il solito Thomas con 29 punti e 12 rimbalzi, Al Horford a supporto con 15 punti e 6 rimbalzi ma il protagonista inaspettato è stato Kelly Olynyk con 14 punti, 2 rimbalzi e 2 assist solo nell’ultimo quarto sui 26 totali. Per entrambe le squadre, errori banali che possono compromettere i momenti più importanti e ora, con i Cleveland Cavs del Re James, si dovrà aumentare la guardia ai massimi livelli. Imprevidibilità e forza tecnica.

Adesso i Celtics, considerati sfavoriti nonostante abbiano accanto il numero nel tabellone dei Playoffs, dovranno affidarsi non solo alle magie di Isaiah o alla fantasia sporadica di Olynik, pregando per qualche tripla di Smart. Adesso, oltre alle doti tattiche e tecniche, i ragazzi di Boston dovranno usare il cuore, l’unico strumento che permetterà loro di andare oltre l’ostacolo, in una serie che a molti sembra proibitiva, che loro cercheranno di rendere abbordabile.

James, l’ago della bilancia

E i campioni in carica, che fanno?  Lebron James è più carico che mai a mantenere il posto sul trono e la città di Cleveland si fida ciecamente del suo figliol prodigo.

Come per i Golden State, i Cavs hanno spazzato via in 4 gare, senza discussione, i Toronto Raptors di Demar DeRozan. Dopo le prime partite vinte sul filo del rasoio, Gara-4 ha messo fine alle speranze dei canadesi; il solito Re ha messo a referto una prestazione da 35 punti, 9 rimbalzi e 6 assist, ma soprattutto giocate di estrema qualità e bellezza tecnica. I continui pick and roll con Thompson hanno mandato in tilt la difesa Raptors, che più di una volta ha lasciato ampio margine di tiro dagli angoli ad un Korver in stato di grazia. La guardia arrivata dagli Hawks, ha regalato un grande contributo per la vittoria dei Cavs;  i suoi movimenti di piedi e mani, sono stati determinanti in prima linea, per il gioco fluido dei suoi compagni e le penetrazioni a seguire.

Il tiro in sospensione. La specialità della casa.

Ma come ben sappiamo, il vero ago della bilancia, è stato, è e sarà James. La sua forza cresce esponenzialmente ad ogni incontro, tanto che riesce a ricoprire anche ruoli non di sua competenza. Il leader più carismatico della Lega, a mani basse. In molti casi, la difesa si è dimostrata troppo sconnessa tra i vari componenti del reparto, ma le ultime partite hanno registrato una crescita degli addetti al reparto. JR Smith, Shumpert e Thompson stanno continuando a migliorare la loro sinergia per evitare di veder nuovamente sfuggire l’incontro per difese troppo molli o confusionarie.

Tyronn Lue ha capito dove dover lavorare in modo più pesante e sta riscontrando risultati che dovranno mostrarsi costanti e non sporadici. E James ha fatto capire che perdere incontri in modo banale lo mette di malumore, con catastrofiche conseguenze tutte sulle sue spalle; mentre, nel suo silenzio, Kyrie Irving è sempre pronto a rispondere ad ogni necessità e in modo meticoloso. Non a caso Lebron lo considera il suo braccio destro.  E non scordiamo che proprio “Uncle Drew” è stato decisivo con la sua tripla in Gara-7 su Curry, l’anno passato, per la vittoria del titolo. Ora dall’altro lato c’è un Isaiah Thomas più carico che mai e si preannuncia uno scontro da godere per intero.

Uno di quelli da raccontare alle generazioni future, seduti sul divano e con gli occhi chiusi, gustando ogni passaggio, tiro, penetrazione fino all’ultimo morso.

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