Casemiro, il fedelissimo

Ci sono allenatori che, entrando in un nuovo ambiente, piombando in uno spogliatoio con gerarchie e leader già designati scelgono alcuni elementi come pilastri per il proprio stile di gioco. Dinamica questa da cui non sfuggi neanche se ti chiami Zinedine Zidane, neanche se l’ambiente è uno a te stranoto. Tra i Blancos è facile trovare come uomini guida quali CR7 e Sergio Ramos, ma la personalità di un allenatore sta anche nel dare fiducia a un giocatore che con la giusta dose di responsabilità può fare il definitivo salto di qualità. È questo il caso di Casemiro

Nato e cresciuto calcisticamente nel San Paolo, il centrocampista brasiliano ha sempre avuto l’Europa nel destino. Come spesso e volentieri accade per i giovani talenti sudamericani, quando all’estro riescono a coniugare la costanza, l’eco mediatico delle loro prestazioni non tarda ad arrivare. Il gioiellino classe ’92 ha presto gli occhi del vecchio continente addosso. I più lesti ad aggiudicarsene le prestazioni sono i dirigenti del Real. Acquistato con un prestito con opzione di riscatto, Casemiro sotto la guida di Ancelotti vince Coppa di Spagna e Champions al primo anno, in un ruolo ancora marginale, da comparsa nella compagnia teatrale blanca.

Fondamentale per lui è l’anno in prestito in Portogallo, tra le file del Porto, dove matura consapevolezza nei propri mezzi e doti di leadership prima difficili da riscontrare. Fa ritorno alla casa madre un giocatore diverso, un Casemiro 2.0. Nel frattempo al Real sono cambiate diverse cose, a cominciare dall’allenatore: ora sulla panchina del Real siede Rafa Benitez. Con l’ex tecnico del Napoli non nasce un buon feeling, col giocatore che passa da partite da titolare ad altre in cui non vede il campo per scelta tecnica. Una confusione nella gestione della squadra da parte di Rafa che coinvolge anche  altri giocatori. Confusione che rende breve la permanenza dell’iberico ai Blancos. Al suo posto arriva un tipo più deciso, che non ha paura di prendere decisioni anche contro il parere di tutti e portarle avanti con inguaribile coerenza. Arriva Zinedine Zidane. E con lui, arriva la svolta nella carriera di Casemiro.

Il tecnico francese pone Casemiro al centro del suo progetto, affidandogli le chiavi del centrocampo. E il brasiliano ripaga la sua fiducia. Coadiuvato dai compagni di reparto Modric e Kroos, rende la squadra più solida e coesa, garantendo aiuto alla difesa e coprendo le spalle ad un attacco spesso spregiudicato. È stato tra gli artefici dell’incredibile cavalcata che ha permesso di conquistare la Champions e di andare ad un soffio dal trionfo anche in Liga. Ed è stato titolare inamovibile anche nelle prime partite di questa stagione, che ha visto un Real schiacciasassi, con 4 vittorie sulle prime 4 partite. Poi la brusca interruzione per i Blancos. Quali possono esserne le cause?

Una proviamo a indicarla noi. Durante la 5ª giornata, nell’ 1-1 contro il Villareal che ha interrotto il percorso netto degli uomini di Zidane, Casemiro esce per infortunio. Dopo i primi accertamenti, il referto medico è impetuoso: frattura del perone, almeno 1 mese di stop. Notizia dura, durissima da digerire, un‘assenza che si farà sentire. Anzi, che già fa intravedere le sue conseguenze. Nelle 2 partite successive il Real non ha vinto (2-2 a Las Palmas e 1-1 interno contro l’Eibar), lasciando spesso gioco e iniziativa ad avversari sulla carta facili da affrontare.

Nella heatmap gentilmente fornita da WyScout.com notiamo come il vagare in campo del centrocampista agli ordini di Zidane formi una sorta di 3 al contrario, esattamente come i punti che le Merengues solitamente ottengono con lui in campo.

CASEMIRO REALcasemiro-statistiche

In ultimo, ma non per importanza, si distingue dagli altri centrocampisti – Modric e Kroos su tutti per un gioco decisamente meno sfarzoso, come dimostrato da quel “gioco individuale 4%” che è sinonimo di quantità, senza però limitarne la qualità.

Paragonato a Toninho Cerezo, Casemiro può essere visto, per tornare a tempi a noi più vicini, ad un Emerson più completo. Centrocampista centrale completo, all’occorrenza schierato da difensore centrale, svolte in modo pregiato sia la fase difensiva sia quella offensiva, mostrando buon fiuto negli inserimenti e un buon tiro dalla distanza. Non è difficile intuire come possa essere un giocatore indispensabile nell’economia di qualsiasi squadra. I Blancos fremono in attesa di un suo rientro. Zidane sa che senza Casemiro non può essere la stessa cosa.

Senza il suo talismano, cosa potrà fare questo Real?

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