Duvan Zapata è incontenibile

Quando nell’estate del 2013 Duvan Zapata fu acquistato dal Napoli, in molti furono mossi dalla curiosità per un sud americano tendenzialmente atipico per sembianze e modo di giocare. La Colombia ha sempre prodotto giocatori sudamericani diversi dal prototipo standard del calcio latino. Fu una delle ultime intuizioni di Bigon alle pendici del Vesuvio, con la supervisione di Rafa Benitez. Lo spagnolo lo ha marcato stretto grazie al suo ex allenatore ai tempi dell’Estudiantes: Mauricio Pellegrino, che fu il suo vice a Liverpool.

Zapata, complice la presenza ingombrante di Gonzalo Higuain e una maturità ancora tutta da acquisire, è una riserva di quel Napoli, nonostante una buona considerazione da parte dell’allenatore iberico.

Duvan è un armadio

Volendo attribuire un identikit usa e getta al colombiano, si può dire che sia un armadio di 1.85 m per un’ottantina di chili di massa muscolare largamente sviluppata. La cosa che sorprende è che fin, dagli albori, fosse dotato di buona tecnica. Uno di quei nuovi attaccanti che il calcio geneticamente modificato sta producendo senza sosta, per via dell’evoluzione fisiologica del gioco. Cinque anni fa fu una novità per il nostro calcio, motivo per cui Zapata nel 2013 apparve un po’ a tutti come una figura sinistra ancora difficile da contestualizzare nel rettangolo verde.

Intanto, gol decisivo all’esordio in Champions League contro il Marsiglia. Zapata lascia già intravedere una sensibilità di piede notevole dopo pochi mesi dal suo arrivo in Italia.

Benitez nei suoi due anni di gestione ne fa di Duvan una carta da giocare prevalantemente nei finali di partita o nel turnover scientifico, sfruttando le sue doti fisiche prima ancora che quelle potenzialmente tecniche. Un utilizzo razionale e pragmatico, che preclude la possibilità di capire fino in fondo i margini di miglioramento in un campionato estremamamente tattico come quello italiano. Zapata fino al 2015 resta agli occhi di tutti, un giocatore di una potenza incontrollabile che non si adatta alla manovra, ma che può creare panico tra le difese in situazioni di abbassamento della linea avversaria e di palloni spioventi in area di rigore.

I problemi giungono con Maurizio Sarri, che, per le ragioni elencate di cui sopra ed il suo integralismo tattico, relega il colombiano ai margini della rosa, vista anche la presenza di Gabbiadini. Troppe polemiche da gestire con un Higuain in versione record di gol nella Serie A, Zapata non ha futuro a Napoli e deve fare un passo indietro per rilanciare la sua carriera.

Duvan è un carroarmato

La crescita di Duvan è stata graduale nel nostro campionato, seppur con discontinuità, ogni anno ha alzato l’asticella delle sue prestazioni. Nelle ultime tre stagioni ha indossato le maglie di Udinese, Sampdoria, Atalanta: concorrendo per obiettivi progressivamente più alti in base alla maglia che ha indossato. Sintomo di un percorso naturale per un giocatore che raggiunti i 27 anni di età, è al pieno della sua maturazione, direi con prospettive allettanti vista l’annata in corso.

Zapata migliora in un fondamentale cruciale per la sua stazza fisica, e ne fa la specialità della casa: il controllo della sua potenza. Per una squadra di seconda o terza fascia del nostro campionato, si rivela un’arma letale. Il colombiano in giornata può fronteggiare qualsiasi difensore e bruciarlo in esplosività, qualunque sia il prestigio e la prestanza fisica di quest’ultimo.

Duvan Zapata Udinese Juventus gol | Numerosette Magazine
Con la maglia dell’Udinese un gol abbastanza esplicativo: parte da sinistra e punta un difensore esperto come Chiellini, il quale cerca con mestiere di portarlo sull’esterno. Duvan entra in modalità carroarmato con controllo assistito. Palla al piede se lo trascina fino ad arrivare davanti a Buffon. Fa gol, dimostrando lucidità sotto porto nonostante il capo chinato in progressione.

Così come gradualmente salgono di livello le sue prestazioni, anche i suoi gol e l’evoluzione del suo marcho di fabbrica si affina, raggiungendo l’apice in un Sampdoria-Udinese dello scorso anno. Il colombiano ha cambiato maglia e farà un gol dell’ex che verrà ricordato per molto tempo.

Zapata si fa portavoce di un manifesto alla fisicità: parte dalla sua area recuperando il pallone e si fa 60 metri in 7 secondi: roba da sprinter di alto livello, ma con un pallone tra i piedi. Probabilmente è il record del mondo di quella distanza con partenza lanciata, fatto sta che per pochi istanti Duvan si trasforma in un running back da football americano e sigilla il tutto con un touchdown di una sensibilità estrema. Pallonetto da posizione improbabile. Chapaeu.

Duvan è un catalizzatore

L’Atalanta di Gasperini è un’isola felice. Un microcosmo idilliaco dove giocatori in rampa di lancio o giovani speranzosi si esprimono al massimo delle loro potenzialità grazie ad un contesto di gioco ben preciso. L’apporto di Duvan Zapata è stato impattante, oltre che per la prolificità in zona gol, anche per aver cambiato qualcosa nella fase offensiva della Dea. Nella passata stagione l’ex tecnico del Genoa disponeva di Petagna e Cornelius nel reparto offensivo. Con i due il Gasp faceva un lavoro ben differente: molto spesso agivano da falso centravanti nonostante entrambi avessero caratteristiche della punta classica. Abili nelle sponde e a supporto degli inserimenti a rimorchio, non avevano paradossalmente il compito principale di fare gol, ma di attrarre su di se le marcature e liberare l’area di rigore.

Il colombiano, invece, sta dimostrando che per rendere al meglio ha bisogno di essere un catalizzatore, e i dati della sua carriera dicono questo: nell’anno precedente con Giampaolo alla Sampdoria, Zapata non era titolare indiscusso. Ha totalizzato 24 presenze segnando 11 gol, giocando in coppia con Quagliarella nel 4-3-1-2 rodato dei blucerchiati. Tornando un anno indietro, all’Udinese, Duvan ha saltato soltanto due partite mettendo a segno 10 reti, giocando sempre assieme ad una seconda punta, in questo caso Cyril Thereau. Una crescita progressiva dunque, con una media gol negli ultimi due anni sensibilmente migliorata, arrivando a segnare di più con la Sampdoria ma giocando meno partite.

Statistiche Duvan Zapata | Numerosette Magazine
Dati: Sofascore

Analizzando i dati di Sofascore, da sinistra verso destra le ultime tre stagioni, rispettivamente con le maglie di Udinese, Sampdoria e Atalanta. Balza agli occhi la progressiva crescita della sua media reti, evidenziata da una maggiore precisione sotto porta in relazione ai tiri tentati. Altro dato significativo nella sua splendida stagione all’Atalanta è l’essere costantemente nel vivo del gioco, maggiore precisione nei passaggi e nelle occasioni create per la squadra. Questo perchè il gioco di Gasp è totalmente collettivo, e Zapata si è calato perfettamente nella dimensione giovandone in zona gol. Attualmente è a segno da 8 partite consecutive con 14 reti, in piena lotta nella classifica marcatori.

Il passo successivo della sua carriera sarà quello di confermare la sua crescita in una squadra con obiettivi più importanti. Un aspetto assolutamente da migliorare è quello nella protezione palla, dove il colombiano è tutt’ora carente, troppi i palloni persi. In una big, ragionando in ottica futura, in partite di livello, è un dato che può pesare molto nella bilancia della sua carriera. Ha imparato a controllare la sua forza, lo step seguente è quello di usare quel dono di dio che gli è stato concesso ed usarlo in maniera intelligente.

 

 

 

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