Assai: Numerosette Film Festival [1×03]

La rassegna

Comodi, comodi. Sedetevi tutti, il film sta per cominciare. Assai, per questa volta, va sul grande schermo. La settima arte al servizio dell’altrettanto nobile arte dello sport. Pulp, thriller, commedia, dramma e fantasy, tutti raccolti tra le linee del campo o della pista. Prendete posto, allora, e benvenuti al Numerosette Film Festival.

Lauri Markkanen – Neverending story

A volte viene quasi da non crederci. Sì perché vedere un sette piedi (non è un nuovo animale, ma è come gli Americani indicano i 2 metri e 13) segnare otto triple in una partita non è cosa da tutti i giorni. Anzi non era proprio mai successo. La mascella, in questo caso, cade ancora più in basso per lo stupore quando ci rendiamo conto che a farlo è stato un ragazzo alla prima stagione in NBA. Viene da non crederci. Eppure dobbiamo farlo, perché è l’evoluzione del gioco che va in questa direzione e provare a ostacolarla porta solo a una cosa: il Nulla. Come in Neverending story, allora, dobbiamo credere nell’irreale per non farlo scomparire. E Lauri, il personaggio più assai del regno di Fantasia, è il Fùcur che dobbiamo cavalcare.

Fùcur e Markkanen: fantasiosi. incredibili, assai | numerosette.eu

Filippe Coutinho – La grande scommessa

Fabio Caressa non l’ha presa decisamente bene. Il trasferimento di Coutinho al Barcellona ha fatto molto rumore per i 160 milioni messi sul piatto dai Catalani. Una cifra probabilmente troppo alta anche per un giocatore di quel talento e forse non compensata da introiti legati al marketing o comunque extrasportivi. Ormai, però, per parlare di calcio bisogna conoscere la finanza e per questo proiettiamo il film con Christian Bale. Ora toccherà a Coutinho dimostrare di valere l’investimento assai impegnativo. Anche perché, da bola a “bolla” finanziaria il passo è breve.

L'affare Coutinho come la Grande Scommessa di Christian Bale | numerosette.eu

Marek Hamsik – L’attimo fuggente

Capitano, mio capitano. A Napoli l’avranno pensato tutti (anche noi in questo articolo, per la verità). E l’invocazione, così come nel film con Robin Williams, si è alzata nel momento più difficile della squadra partenopea, quando veniva messa in dubbio la poesia di tutto il sistema. Il capitano, quello azzurro, la porta non la chiude come il professor Keating, ma la gonfia, ancora una volta. Sono 116. 116 gol per superare Maradona, lì in cima al Vesuvio, guardando tutto il golfo dall’alto. Manca solo una cosa per rendere il tutto più assai, per far sì che Prometeo rubi il fuoco agli dei. Conoscendo la scaramanzia dei Napoletani, però, forse è meglio non scriverlo…

Lou Williams – Boyz n the Hood

Se mi venisse chiesto di scrivere un dizionario, sotto la voce gangsta metterei senza ombra di dubbio una foto di Ice Cube. In ogni ramo della sua carriera l’attore/rapper di Compton ha sempre mantenuto quell’atteggiamento, quell’attitude. Questo film ne è la riprova. Ecco, prendiamo quel modo di fare lì e portiamolo su un campo da basket e abbiamo Lou Williams. L’ex sixth man of the year è uno al quale piace decisamente esagerare (altrimenti non si spiegherebbero le due fidanzate). Il 10 gennaio ha deciso di farlo con una prova da 50 punti, career high e vittoria dei Clippers. Ah, contro chi? Ma contro i Golden State Warriors, of course. Perché sì, dominare è bello sempre, ma vuoi mettere contro la migliore squadra della lega? Always Sweet Lou, gangsta assai.

Boyz n the Hood e Lou Williams: un legame assai stretto | numerosette.eu

LaMelo & LiAngelo Ball – Il Circo

Non me ne voglia Charlie Chaplin, ma quello che è stato messo su dalla Ball Family non può ricordarmi altro che il titolo del suo film del 1928. LiAngelo e LaMelo Ball, fratelli della pointguard dei Lakers Lonzo, sono sbarcati in Lituania, precisamente al Vytautas, con un’operazione che ha più a che fare col marketing, e quindi col padre LaVar, che col basket. Il circo, come l’abbiamo definito, ha chiamato a raccolta però un bel po’ di spettatori. Alla diretta su Facebook della loro prima apparizione si sono collegate in totale un milione e mezzo di persone, pronte o a invocare al miracolo a ogni giocata giusta o al plotone d’esecuzione ad ogni errore. Alla fine il vincitore è proprio papà LaVar e il suo Big Baller Brand perché, potete starne certi, sentiremo parlare assai di loro.

Il Circo di Chaplin. fuori dagli schemi come la famiglia Ball: assai! | numerosette.eu

Kartodromo di Kerpen-Manheim – The 33

Sporcare i ricordi con il nero del carbone e seppellirli sotto metri di terra. Vicino Colonia, a Kerpen-Manheim, la storica pista sulla quale è cresciuto Michael Schumacher verrà abbattuta. Al suo posto ci sarà una miniera. In questi casi c’entra poco cosa è giusto e sbagliato, si tratta solo di ciò che ci fa dispiacere (soprattutto viste le attuali condizioni del campione tedesco). Così come rimasero intrappolati i minatori di San Josè, dei quali parla il film con Banderas, ora è la memoria di una leggenda a finire sottoterra. Sarebbe stato bello pensare a dei bambini in pista col sogno di diventare come lui, invece sarà un peccato. Un peccato assai.

Una miniera. come quella di The 33, al posto del kartodromo di Schumacher: assai brutto | numerosette.eu

Radja Nainggolan – Un giorno di ordinaria follia

Si passa da uno Schumacher all’altro, da Michael a Joel, regista del film con Michael Douglas. Protagonista d’eccezione, anzi d’assai, Radja Nainggolan. La sceneggiatura della pellicola con il belga, trasmessa in diretta Instagram a capodanno, per la verità, sembra presa in prestito da un cinepanettone. La Roma di certo non ha reagito con qualche risata. Il numero 4 dei giallorossi è rimasto fuori per una partita, dopo essersi tirato addosso le ire dei social e del web in generale, principalmente per una poco spiccata reticenza al lasciarsi andare a sonore bestemmie. Qualche bicchiere di troppo e Radja pare proprio aver passato il punto di non ritorno.

The show must go on

Si riavvolge il red carpet del primo festival cinematografico targato Numerosette. Alla fine vanno via anche le nostre star, protagoniste indiscusse della rassegna. Ci aspetta ora un altro anno di sport con copioni stravolti in corso d’opera. Premi? Zero. Finali a sorpresa? Assai.

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *