Giocatori che un allenatore dell’Inter preferirebbe a Gabigol

Che questa sarebbe stata una stagione difficile, per Gabriel Barbosa, si era capito sia dalle premesse, ovvero quelle di un giovane ventenne alle prese con un nuovo continente e un nuovo modo di intendere il calcio, sia dalle ventiquattro partite, di cui diciannove osservate solo dalla panchina, prima di segnare un goal (per altro decisivo, quello col Bologna). Gabigol, per rinfrescare la memoria, è stato pagato 30 milioni di euro dall’Inter, tanto quanto Morata e Paco Alcácer (quindi in linea con il costo di un panchinaro, ma di Real e Barça) e più, tanto per capirci, di uno come Gündoğan.

Tornando indietro, all’ultimo derby finito 2-2, Pioli ha preferito dare spazio a Biabiany anziché a lui. E Biabiany non è più una giovane saetta di buone speranze che a Fifa spacca di brutto, ma un ventottenne con problemi cardiaci alle spalle, la cui ultima stagione titolare risale al 2013-14, l’anno prima del fallimento del Parma. Contro la Fiorentina, nella storica prima partita di Serie A senza difese, gli è stato, invece, messo davanti per l’ennesima volta Éder.

Gabigol ha collezionato finora 81 minuti in campionato e 153 totali contando anche quelli di Coppa Italia. L’Europa League non ha potuto giocarla per le sanzioni UEFA. Ha segnato un goal (decisivo) per il resto nulla in più, con statistiche su tempi troppo risicati per essere prese sul serio. Le gerarchie, arrivati ormai a maggio, sembrano metterlo all’ultimo posto, forse ingiustamente, in un calcio in cui sembra sempre più difficile, per un giovane, semplicemente aspettare.

Alla luce di ciò, ecco qualche giocatore che, giustamente, un qualsiasi allenatore dell’Inter preferirebbe al giocatore brasiliano. E perché.

Alessio Cerci

Cerci è quel tipo di giocatore che fai fatica a vedere in campo, anche se tra gli avversari, anche se sei uno spettatore neutro e stai guardando un’amichevole, in un bar, in riva al mare, con un paio di mojito al fianco e la pace dei sensi nel cuore. Cerci riuscirebbe comunque a darti fastidio. Perché dà l’aria di essere quel tipo di persona che starebbe antipatico anche a sua mamma.

Nell’ultimo periodo, cioè quello che dalla moglie è stato battezzato come l’andare a giocare nel calcio che conta, Cerci è diventato quasi un ricordo, qualcosa che ogni tanto qualcuno tira fuori come una brutta storia di fantasmi. Si parla di mercato solitamente, visto che ha collezionato due sole presenze con l’Atletico. Se andasse all’Inter farebbe concorrenza sulla fascia destra a Candreva e Gabigol, posizionandosi in mezzo, giocando più del brasiliano e forse segnando un goal a qualche ex-squadra tanto per farsi odiare ancora di più.

Perché preferirlo a Gabigol: perché l’essere umano è masochista.

Trent Sainsbury

Sainsbury è un piccolo miracolo della globalizzazione. Un venticinquenne australiano, molto dotato per giocare a Football (australiano) ma che si è dato al calcio perché pagava di più. Ha giocato per il Central Coast, per il PEC Zwolle e per il Jiangsu Suning. Poi, dopo essere diventato un pilastro difensivo della squadra cinese, con l’apertura del mercato di gennaio la società ha pensato bene di parcheggiarlo all’Inter per liberare un posto da extracomunitario nella speranza di ingaggiare qualche giocatore europeo (che non è arrivato) e a venticinque anni, Sainsbury, si è trovato a giocare in una delle squadre più titolate d’Italia, una squadra che ha vinto tre Champions. Il primo australiano a farlo.

Tutto ciò se lo aspettava talmente poco che ha finito per dichiarare che «L’Inter è stata uno shock» che fa capire bene la situazione, e fa sorridere. Attualmente ha più probabilità lui di giocare di Gabigol.

Perché preferirlo: perché Sainsbury fa rima con Bradbury.

Hernanes

C’era un periodo neanche molto lontano in cui Hernanes era considerato uno dei migliori talenti della Serie A, giuro. Sono state le stagioni dal 2010 al 2013, in cui vagava per l’Olimpico con la maglia numero 10 e si girava solo se chiamato Profeta.

Poi è accaduto qualcosa alla sua carriera, come un piccolo mancamento che è diventato un ictus e ha lasciato danni irreversibili: passa all’Inter, poi alla Juve, ed Hernanes diventa il giocatore più denigrato d’Italia. E in questa classifica, che di giocatori denigrati ne ha, è forse il più clamoroso.

Ora, devo essere sincero, pensavo che Hernanes fosse ancora un giocatore della Juventus, che poltrisse in tribuna insieme a Rubinho (anche lui non c’è più) e invece ho scoperto che si è trasferito in Cina, per 10 milioni di euro, in una squadra allenata da Manuel Pellegrini. Probabilmente affascinato dal progetto. Se Hernanes volesse ritornare in Italia, penso che l’Inter sarebbe una buona scelta. Anche solo per togliere un po’ di spazio a un giovane connazionale che deve ancora capire come funziona l’Europa.

Perché preferirlo: perché Hernanes ha un soprannome di un certo spessore.

Paolo De Ceglie

Chi invece nella Juventus ci gioca ancora è De Ceglie. E anche qui ho dovuto controllare. De Ceglie è uno di quei giocatori che, se non esistesse Internet, non sapresti neanche ancora in attività. L’ultima partita giocata nel nostro campionato non è poi così distante, era il 9 maggio 2015, e giocò 27 minuti contro il Cagliari. Ma nessuno se ne accorse. Poi, non trovando spazio alla Juventus, di cui rimane uno dei pochi rinnegati, passa al Marsiglia, e al suo ritorno, a causa del mancato riscatto, De Ceglie rifiuta qualsiasi offerta dalla Serie B, preferendo la tribuna a vita.

Il momento più alto della carriera di De Ceglie.

 

Sono sicuro che in spogliatoio troverebbe in Gabigol un buon amico, o una buona spalla su cui piangere. E viceversa.

Perché preferirlo: perché ha bisogno di minutaggio in vista del prossimo Europeo U21.

Bogdan Lobonț

La Roma, almeno nella sua storia recente, ha tre simboli fondamentali: Totti, De Rossi, e Lobonț. Il rumeno fu scoperto da Pantaleo Corvino nel 2006, portato alla Fiorentina a gennaio, il tempo per giocare diciassette partite ed essere spedito a Bucarest. Nel 2009, però, c’è il trasferimento che gli cambia la vita: arriva la Roma, dove in otto stagioni colleziona ventotto presenze, l’ultima delle quali nel 2013.

Quando l’anno scorso la società gli ha rinnovato il contratto, lui ha tenuto a mettere in chiaro le cose su Facebook, affermando che: «questo rinnovo non lo vivo come gli ultimi due anni per finire la carriera in modo “comodo”, ma come i più importanti della mia carriera per aiutare la mia squadra a raggiungere gli obiettivi».

Perché preferirlo: buttali via nove anni di esperienza in A.

Gerson

Gerson è il Gabigol della Roma, anzi, forse è messo peggio, perché di Gerson non si sa ancora precisamente né il ruolo, né per cosa dovremmo considerarlo un giovane talento destinato a esplodere.

Le poche volte in cui si è visto, è apparso a disagio con il campo da calcio. Si è vista una corsa dinoccolata, un fisico minuto, un modo di giocare troppo molle, mille retropassaggi e una totale anestesia fantasistica che ci si aspetterebbe da un trequartista brasiliano. Il contrario di Gabriel Barbosa. Ma se Gerson giocasse nell’Inter? Beh, contro la Juventus è riuscito a tenere a bada Alex Sandro, quindi Gerson è più dedito al sacrificio di Gabigol e più utile in fase di contenimento, quindi qualsiasi allenatore dell’Inter lo preferirebbe in campo, se non altro per mantenere una vittoria.

Perché preferirlo: il nuovo Pogba, dicevano dal Brasile.

Egidio Arévalo Ríos

Non so, ma lui mi dà l’impressione di avere più chance di giocare al posto di Gabigol. Arévalo Ríos è probabilmente il calciatore più brutto del mondo (Ribery non conta perché è stato sfortunato): basso e tracagnotto, con il fisico da muratore e una vaga somiglianza a Enrico Ruggeri, in salsa plata o plomo.

Eppure giocherebbe qualche minuto in più di Gabigol se non altro per la “buona tecnica di base e senso della posizione” che gli attribuisce Wikipedia.

Perché preferirlo: maniglie dell’amore > six pack

Rolando

Non intendo il difensore brutto portoghese, ma il Rolando che regala sempre un po’ di nostalgia.

Perché preferirlo: perché non ci posso credere.

Sé stesso

In definitiva, qualsiasi allenatore dell’Inter preferirebbe sé stesso piuttosto che far scendere in campo Gabriel Barbosa. Specialmente se si trattasse di grandi ex-giocatori come Simeone o Conte: è quasi sicuro che si darebbero molte più possibilità di quante ne darebbero a lui.

Perché preferirlo a Gabigol?

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