Regina di Torino

Torino, di eccellenze, ne ha a bizzeffe: da Porta Nuova si può prendere tranquillamente Via Roma per arrivare a Piazza Castello, perdersi tra quei giardini Reali che in primavera regalano gioia agli occhi; per poi scegliere di virare verso la punta della Mole Antonelliana, magari facendo un tour del museo del cinema, passando per l’ascensore panoramico. Ma c’è pane anche per chi, sotto i denti, vuole mettere storia più antica di questa, con i sarcofagi del Museo Egizio, con la visita alla Sindone o magari passeggiando per le sale di Palazzo Madama. Ma, ormai da molti anni, e ancora per i prossimi a venire, il capoluogo piemontese ospita anche una delle tappe di Coppa del Mondo di fioretto maschile e femminile che, quest’anno, ha visto trionfare Alice Volpi e Race Imboden.

Le certezze di Alessio ed Elisa

Nelle scorse uscite sono stati Alessio Foconi ed Elisa Di Francisca a restare sotto i riflettori: il primo per un inizio di stagione agonistica costellata di podi con l’onore e l’onere di portare in dote il titolo di Campione del Mondo; l’altra perché sta provando a stupire tutti, forse anche se stessa, mettendosi alla prova oltre ogni limite, vedendo fin dove può arrivare il cuore di una mamma atleta.

Dire che anche stavolta sia Alessio che Elisa sono saliti sul podio (3° il ternano, 2° la jesina), sarebbe tanto scontato quanto elogiante per la tradizione schermistica italiana. Allo stesso tempo vale la pena spendere ben più di due parole per chi sotto la luce del riflettore del “mondo scherma” c’è da tempo, ma non abbastanza da apparire come i campioni di cui sopra.

La Regina di Torino, per un giorno è stata Alice Volpi. Con quell’eleganza e quella strepitosa capacità di cambiare sempre marcia nel momento più opportuno, ha conquistato una folla completamente ammaliata dalle sue prodezze. Così come il Re, l’americano Race Imboden, che della grinta ha fatto il suo partner ideale, riuscendo finalmente a conquistare quel primo posto che da troppo tempo mancava e che finalmente ha preso.

Alice Volpi sul gradino più alto del podio | Numerosette Magazine
Il podio perfetto. Da sx: Elisa Di Francisca, Alice Volpi e Francesca Palumbo

Il personaggio femminile: Alice Volpi

Il talento, senza l’allenamento, non è nulla. Alice Volpi è la rappresentazione perfetta di questa massima dello sport. È talentuosa. Si allena tanto. Vince. E ha vinto anche l’edizione dell’ultimo mondiale, quello di Wuxi del 2018. Ma ancora più importante, all’ombra di quella Mole che le porta sempre particolarmente bene, Alice ha messo la sua firma sul gradino più alto del podio, precedendo le due compagne azzurre Elisa Di Francisca e Francesca Palumbo.

Con a fondo pedana un pilastro della storia del fioretto femminile, cioè Giovanna Trillini, la classe ’92 senese di nascita, jesina-frascatana d’adozione, ha annichilito una fiorettista dopo l’altra, arrivando immacolata a fine giornata. Un oro al collo e un sorriso sul volto, lo stesso che le è apparso quest’estate dopo aver vinto la rassegna mondiale, lo stesso che indossa ogni qual volta riesce a surclassare quelle atlete, vittime inermi, di quella punta che tocca davvero tanto.

Alice Volpi in trionfo a Torino | Numerosette Magazine
Si, è lei la Regina

Sarà che da sempre ha dato l’idea che sarebbe potuta arrivare, sarà che forse a Torino c’è l’aria buona, la Volpi è riuscita a ricucire uno strappo che aveva nella testa tempo fa, grazie alle vittorie e forse anche grazie al suo compagno di vita e di palestra Daniele Garozzo. Il siciliano è il campione olimpico in carica e con Alice stanno vivendo un sogno che porta sempre entrambi a riempire la loro casa di medaglie e targhe; e di sorrisi.

Per ora, Alice si accontenta della gioia che le regala la scherma, con queste vittorie che l’hanno ormai portata a essere il nuovo punto di riferimento della scherma italiana e internazionale.

Il personaggio maschile: Race Imboden

Se all’inizio degli anni 2000 avessero provato ad affermare che un americano sarebbe potuto diventare campione del mondo, nessuno avrebbe creduto allo stolto che avrebbe pronunciato quelle parole. Bravini nel calcio, fenomenali nella pallacanestro, strepitosi nel “loro” football americano e nel baseball. Ma la scherma, quella non sembrava potesse essere roba loro. Eppure, in questo mondo che risucchia chiunque verso una globalizzazione sempre più pressante, anche l’America ha fatto vedere che investendo tempo e denaro in qualcosa in cui credono, si ottengono risultati.

Race Imboden è in qualche modo l’emblema di questa corsa agli armamenti schermistici, culminata con la vittoria nella gara di Coppa del Mondo di Torino di ieri.

Alice Volpi è la vincitrice nel femminile, ma nel maschile è Race Imboden il campione | Numerosette Magazine
Tutta la grinta di Imboden

L’atleta californiano ha sbaragliato chiunque, dimostrando che quella corsa che ha nel nome, non è soltanto un insieme di lettere, ma una costruzione che ha preso il via nelle gare Under 20 e che è arrivato a cementare a 25 anni. Sgomitando è arrivato ad essere il fiorettista americano più forte, dopo che i suoi compagni di squadra Chamley-Watson, Massialas e Meinhardt erano già riusciti a conquistare il podio in un mondiale. Chamley lo vinse addirittura. Ma dopo questi anni da scudiero, passati a guardare e ad allenarsi duramente per un sogno che sembra finalmente arrivato, è motivo d’orgoglio e vanto nazionale poter dire che sotto traccia è stata anche la mano di Stefano Cerioni a far lavorare meglio l’ingranaggio. L’ex tecnico della nazionale italiana e russa, ha risolto i piccoli problemi che Race continuava a dimostrare di avere, fino a giungere al risultato massimo: la vittoria in Coppa del Mondo.

Un podio misto

Non è più un segreto che tutti questi atleti  di calibro mondiale, dall’Italia con la sua tradizione, passando per la nuova frontiera dell’America, ritornando dalla parte asiatica dal lato di Honk Kong, sono ormai interconnessi tra loro. Mentre prima erano delle vere e proprie “scuole” presenti in ogni paese a portare in dote le peculiarità di quella nazione tramite le caratteristiche dell’atleta e dei maestri, adesso ogni paese ha qualche elemento di un altro.

Sono rimaste le basi dell’insegnamento, ma i maestri di ogni nazione spaziano e viaggiano per il pianeta, arrivando a trovare fortuna in Giappone, in Inghilterra o in America appunto. Un vero e proprio cambiamento che ha trasformato la scherma da sport di nicchia a realtà mondiale, dove tutti sono in grado di tirare con tutti.

E la dimostrazione è un podio che vede tre nazioni in quattro posti. Come fosse una barzelletta che fa sorridere più che ridere. E neanche troppo amaramente…

Imboden con la medaglia d'oro maschile, quella femminile è di Alice Volpi | Numerosette Magazine
Ci stanno due americani, un cinese di Honk Kong e un italiano…

In questa globalizzazione sportiva che avanza la tradizione italiana continua a produrre talenti. Oggi, il nostro orgoglio nazionale ha un nome e un cognome. Torino chiama, Alice Volpi risponde.

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