Volver a empezar: Aleix Vidal

Mejor tarde que nunca.

O, per dirla in catalano, visto che si parla di Barcellona, millor tard que mai. Ci è voluto quasi un anno intero, poco più di 365 giorni, per far sì che Aleix Vidal si prendesse finalmente il Barcellona. Un anno fatto quasi interamente da momenti no, in cui è sembrato che il terzino (catalano di nascita) avesse definitivamente lasciato passare il treno che conta, quello che capita una volta nella vita.

Poi, come si suol dire, anno nuovo vita nuova.

Nel suo caso però non è stato un semplice modo di dire, perché qualcosa in questo 2017 è cambiato per davvero: nella manita interna che il Barcellona ha rifilato al Las Palmas Aleix ha giocato tutti e novanta i minuti, risultando imprendibile sulla fascia destra, segnando un gol e alla fine proclamandosi migliore in campo. Nell’ultimo turno contro l’Eibar non ha giocato invece titolare ma negli ultimi 25 minuti è entrato in campo e ha lasciato il segno con la sua vivacità, permettendo a Neymar di chiudere la partita con un preciso assist.

 La prima volta non si scorda mai…

Tutte le chiacchiere di calciomercato che da settembre a oggi hanno accompagnato il nome di Aleix Vidal (accostato tante volte all’Inter, ma anche al Milan e ultimamente al Sevilla, come si evince dal tweet qui sotto con annessa etichetta di flop) sono evaporate e dal club blaugrana il messaggio è chiaro: il calciatore non si muove da qui. Per fortuna, aggiungiamo noi: con la fatica che Aleix ci ha messo per arrivare fin qui, sarebbe stato un peccato, una beffa.

Sì, perché non è stato un predestinato del calcio e per arrivare fin dove si trova adesso la strada è stata spesso e volentieri tortuosa: ha ricevuto molte porte in faccia anche solo per riuscire a diventare un calciatore professionista. Con alcuni rifiuti eccellenti: lo stesso Barcellona e il Real Madrid per motivi diversi non lo inclusero nelle proprie giovanili. Altri invece fanno un po’ sorridere: non venne selezionato neppure dal poco celebre Rapid de Ibiza al termine di un provino durato 5 giorni…

 Aleix ai tempi del Sevilla, contro CR7: avrebbe preferito averlo come compagno, ci ha confidato

Insomma, scartato a destra e a sinistra, il sedicenne Aleix non ha certamente abbandonato il sogno di fare il calciatore, ma capisce che forse quella non è la sua strada. Comincia a lavorare in una tipografia e studia per diventare elettricista. Il treno però alla fine arriva, non sarà lussuoso come quelli su cui non l’hanno lasciato salire ma intanto Aleix non se lo fa scappare: è il Reus la squadra in cui riesce a farsi scegliere, e qui viene notato dagli osservatori dell’Espanyol.

Nel 2008-2009 esordisce con la squadra B dei pericos ma non rientra nei piani della stagione successiva. Aleix fa le valigie e senza smettere di credere nel sogno ancora una volta riparte da capo, in Grecia stavolta, in una squadra che conoscono solo i calciofili più incalliti o i giocatori di Football Manager amanti dei campionati esotici: il Panthrakikos. Soddisfazioni poche, minuti in campo pochi, voglia di tornare a casa tanta.
Tornato in terra iberica non si aprono certo grandi porte per lui, che gioca prima con il filiale del Gimnàstic de Tarragona e poi con la squadra B del Mallorca in terza serie dove riesce finalmente a mettersi in luce realizzando sei reti. Nella stagione 2011-2012 arriva la chiamata dell’Almeria, ed è qui che il suo talento sboccia e comincia a diventare un giocatore di alto livello: tre stagioni tra Segunda e Primera, in cui mette a segno ben 17 reti e offre un contributo determinante nell’anno della promozione in Liga nel 2012-2013.

 “Come fa ad essere così…così…capelluto?”

È ora di fare un passo in avanti, e nel 2014-2015 Aleix si trasferisce al Sevilla agli ordini di Unai Emery. Diventa subito un elemento imprescindibile nell’undici andaluso: gol, assist e una presenza costante sull’out destro. Se lo ricordano senz’altro benissimo i tifosi della Fiorentina, a cui realizzerà due reti nell’andata della semifinale di Europa League, decidendo praticamente la qualificazione alla finale che il Siviglia vincerà contro il Dnipro.

Un fulmine sull’out destro; la Viola è al tappeto

Dopo aver esordito con la nazionale spagnola, arriva una chiamata a cui è impossibile dire di no: quella del Barcellona. C’è un però: i blaugrana hanno il mercato bloccato fino a gennaio dunque Aleix viene acquistato (assieme ad Arda Turan) ma non verrà tesserato fino a gennaio. Per un calciatore che fa dell’esplosività e della rapidità il suo punto di forza non giocare per quattro mesi può costituire un handicap non di poco conto.
Dopo un inizio in cui trova spazio, piano piano Luis Enrique comincia a lasciarlo sempre più ai margini e da più parti si mugugna: “non è un giocatore da Barcellona”. Il resto è storia di oggi: le valigie già pronte ma sorprendentemente disfatte, un protagonismo ritrovato e la voglia di scrivere una nuova storia a tinte blaugrana, Luis Enrique permettendo.

È presto per parlare di giocatore ritrovato, ma di certo la nuova considerazione di cui sembra godere ora Aleix potrebbe restituire un giocatore importante ai blaugrana e alla Roja, perché no.

 Gli era appena stata posta una domanda su Aleix…

Riuscirà a vincere anche questa sfida che sembrava persa? Aleix ricorderà le parole che una in uno dei tanti momenti difficili gli disse suo padre?

“Lavora duro: se devi allenarti alle nove, arriva alle otto, se l’allenamento finisce alle dodici, vattene all’una”

Per uno partito dal basso, che ha dovuto superare mille ostacoli, non esistono sfide impossibili; ecco perché Aleix ha creduto, crede e crederà di riuscire a ritagliarsi il suo spazio con il Barcellona. Una volta salito sul treno giusto d’altronde, perché scendere?

 Che sia solo la prima di una lunga serie di reti? Aleix lo spera, e con lui tutto il mondo blaugrana…

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