Alaves, matador de gigantes

Tra gli episodi biblici più noti, troviamo sicuramente la storia di Davide e Golia, esempio più famoso di come il coraggio e la fede, in questo caso di un giovane pastorello armato soltanto di un elmo e una fionda, possano trionfare sulla forza bruta di un avversario apparentemente invincibile, come un violentissimo gigante. In una nazione cattolicissima qual è la Spagna, possibile che qualcuno si sia dimenticato di una vicenda narrata nelle Sacre Scritture, commettendo lo stesso peccato di superbia del gigante Golia?

La risposta è si. Ovviamente, non è stato ucciso nessuno, si parla di calcio; in particolare delle squadre di Liga spagnola: se rivolgessimo la stessa domanda a quelle che giganteggiano sulle altre e occupano i posti più in alti in classifica, beh, ci sorprenderemmo non poco a notare che tre di loro alzerebbero timidamente la mano, rosse in faccia per l’imbarazzo. Si parla di Atletico Madrid, Barcelona e Villarreal, i tre Golia caduti sotto i colpi del neopromosso Davide, alias Alaves.

Ma andiamo con ordine.

Atletico Madrid 1 – 1 Alaves 21/08/2016

Prima giornata di campionato: dopo una lunga assenza l’Alaves si ripresenta in Primera Division contro un’avversaria illustre, l’Atletico del Cholo Simeone, rimaneggiata e desiderosa di ricominciare da capo dopo la nuova grande delusione in Champions, in quella maledetta sera di Milano. Infatti i Colchoneros partono da subito vogliosi e intraprendenti, dominano il match, colpiscono pali, si divorano numerose occasioni ma alla fine arriva il rigore del sospiro di sollievo, al 93′ realizzato da Gameiro. Proprio mentre i tifosi rojiblancos iniziavano con gli oooooh dagli spalti, la doccia fredda: tiro secco e preciso di Manu Garcia – il primo dell’Alaves – che si infila alla destra di Oblak al minuto 95. Chiamatela tenacia, chiamatela fortuna, per los blanco azul  arriva il primo punto in Liga 2016-2017, in trasferta, a Madrid. Il primo di una lunga serie.

Barcelona 1 – 2 Alaves 09/09/2016 

Passano tre settimane dall’impresa di Madrid, nel frattempo l’Alaves ha ottenuto un misero pareggio in casa contro lo Sporting Gijon, facendo cadere tutte le aspettative che si erano create intorno alla squadra e cadendo essa stessa nel dimenticatoio. Sembra tutto facile per il Barcelona, che necessita di una vittoria per tenere il passo del Real Madrid e metà della concentrazione è rivolta alla prima uscita in Champions di martedì, tanto che Luis Enrique applica un massiccio turn over, soprattutto in attacco; come dicevamo, peccato di superbia ed arroganza quanto basta, Davide punisce subito: dribbling e cross di Femenia per il primo gol di Deyverson che anticipa Mascherano. Tutto il Camp Nou rimane di sasso, ma continua ad incitare i blaugrana: ma si, sarà stata solo una disattenzione, adesso ci riprendiamo, vedrai; ecco, guarda, abbiamo già pareggiato con Mathieu. Dai che la vinciamo nel secondo tempo.

Questo potrebbe essere stato il pensiero di molti tifosi presenti quella sera: si vede che la prima lezione non è bastata. Ibai Gomez la pensa allo stesso modo, conferma la serataccia di Mascherano e segna il secondo gol per El Glorioso Alaves, che sbanca il Camp Nou, totalmente ammutolito. Un colpo secco alla fronte del gigante di Catalogna, che cade rovinosamente ai piedi di un giovane Davide di Vitoria, armato solo di sassi ed una fionda. Ora tutti si ricorderanno di lui.

 Anche Messi, ci giuriamo

 

Villarreal 0 – 2 Alaves 27/11/2016

Los Babazorros – i mangiatori di fave – dimostrano, per la terza volta, di avere fame anche di squadre tecnicamente superiori a loro. L’ultima vittima gioca un ottimo futbol, ha interpreti giovani e veloci e da poco si è rilanciata nel calcio che conta; forse per inesperienza, forse per stanchezza a livello fisico, il Villarreal incappa nella sua seconda sconfitta consecutiva, a casa sua, El Madrigal, e dimostra che di strada ce n’è ancora molta da fare. Quello che si trova di fronte non è l’Alaves di Madrid, tenace e fortunato, né quello del Camp Nou, cinico ma sofferente: stavolta gli uomini di Pellegrino creano più occasioni degli avversari, concretizzano subito le prime con Gomez e Camarasa e gestiscono la partita fino al fischio finale, divenendo la prima squadra che espugna Villarreal in stagione. La squadra di Escribà non pecca di superbia, ma piuttosto rivendica un debito d’energia, impegnata su due fronti ma ancora incapace di gestirli entrambi su alti livelli. Il merito di Davide, stavolta, è stato quello di aver centrato il punto giusto al momento giusto.

La classifica della Liga fino ad adesso parla chiaro per El Glorioso: tredicesima posizione con 16 punti, dei quali solo 6 ottenuti in casa e ben 10 in trasferta. Sul fatto che alla squadra di Mauricio Pellegrino non manchi il coraggio siamo tutti d’accordo; una squadra che pur non essendo costituita da grandi nomi ha dimostrato – e continuerà probabilmente a farlo – di volersela giocare a viso aperto con tutti, di non scansarsi di fronte ad un avversario più temibile, ma soprattutto, di sapere prendere bene la mira e centrare sempre nel momento più adatto per fare più male.

Armato, come Davide contro Golia, solamente del proprio coraggio, di una fionda e qualche sassetto liscio. Per dimostrare al mondo che per fermare Barça, Atleti e compagnia non servono eserciti o corazzate, ma un pizzico d’astuzia e tanta pazienza.

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