Ademola Lookman, la più dolce toffee dell’Everton

Gennaio è il primo tassello dell’anno. Gennaio è Capodanno, è la Befana. Gennaio sono gli esami universitari. Gennaio è, decisamente più importante, il mese del calciomercato.

C’è chi lo chiama mercato di riparazione – utile a tappezzare i buchi lasciati vuoti da infortuni e partenze – e c’è chi lo utilizza per plasmare la squadra del campionato che verrà – soprattutto in nazioni come Cina e USA, la cui stagione inizia pressappoco alle idi di marzo, negli ultimi anni il mese di Gennaio si è rivelato più che altro “il mese degli spendaccioni”: basta vedere quest’anno la sorte “toccata” a Oscar, Tevez e Witsel, passati dalla bell’Europa allo smog della Cina, dal “mangiarsi la bombetta” come Rockerduck al tuffarsi nella ricchezza del deposito di Paperon De Paperoni: l’occasione fa l’uomo ladro, anche se qui si tratta soprattutto di ingolosirlo con una merce di scambio molto preziosa. L’enorme giro di soldi, utilizzati per la compravendita di giocatori già formati e spesso di dubbio talento, ha portato a far passare inosservati tante trattative riguardanti giovani astri nascenti del gioco del pallone, da una parte e dall’altra del Vecchio Mondo. Non per niente, quasi nessuno si è accorto che in Inghilterra, precisamente a Liverpool, l’Everton ha sborsato 11 milioni di sterline per assicurarsi le prestazioni di un diciannovenne del Charlton Athletic, società storica retrocessa lo scorso anno in League One. Il suo nome? Ademola Lookman.

Lookman è l'acquisto - proveniente dalla League One - più oneroso della storia. Supera, tra gli altri, anche Dele Alli. enfant prodig del Tottenham.
Ademola Lookman è l’acquisto – proveniente dalla League One – più oneroso della storia. Supera, tra gli altri, anche Dele Alli, enfant prodige del Tottenham.

Si, possiamo dirlo: i Toffees si sono assicurati un talento dal sicuro e roseo avvenire. Lookman si aggiunge alla lunga lista di giocatori saliti in Premier League dalle serie inferiori: per citarne due, Alfie Mawson passato dal Barnsley (vincitore dei playoff di League One) allo Swansea per 5,6 milioni e Jeff Hendrick, che ne ha fatti spendere quasi 12 dal Burnley per prelevarlo dal Derby County (militante in Championship). Cifre da capogiro, che in una Serie B italiana o in una Ligue 2 francese sarebbe reato anche solo pensarle.

Perchè, allora, Ronald Koeman ha voluto investire così tanto su un giovane?

In azione contro il Wimbledon. Ademola ha scelto di vestire la maglia numero 31.

E’ presto detto. La favola di Ademola Lookman comincia l’anno scorso, nel momento più buio del campionato degli Addicks, quando il tecnico ad interim Karel Fraeye lo butta nella mischia e lì rimane, fino alla fine del campionato, ottenendo risultati positivi e l’acclamazione del pubblico. L’estro del classe ’97 è sotto gli occhi di tutti: al The Valley ed in trasferta, la fascia sinistra si infiamma di fronte alle sue giocate, tanto in Championship quanto in League One, dove quest’anno più di una volta si è caricato la squadra sulle spalle e l’ha condotta fuori da un baratro nel quale era caduta l’anno scorso, dopo un campionato terribile ed una retrocessione praticamente già scritta a dicembre.

Pensandoci bene, si capisce anche perché l’allenatore olandese lo ha voluto fortemente nella sua rosa: Lookman è, infatti, la copia spudorata di Yannick Bolasie, per quanto il passaporto non coincida né in merito al nome né in merito alla nazionalità. Entrambi dotati di una corsa veloce ed esplosiva, fanno del dribbling la loro dote fondamentale, lo strumento per saltare l’avversario – a volte anche a più riprese – e per scaricare la palla in porta, rientrando verso il centro e “fregando” il portiere sul primo e secondo palo. Visto l’infortunio del congolese e la continua rotazione di Mirallas e Lennon in quella zona del campo (rivedibile come sintomo di confusione e non chiarezza nelle idee di Koeman), Lookman può fare al caso della Merseyside blu, che nel corso della sua storia di giovani talenti ne ha visti passare molti, tanto da essere considerata una delle migliori fucine a livello mondiale.

   Look, man!

 

Non tutte le storie, però, hanno avuto un lieto fine: ricordiamoci infatti di Nick Powell, un altro giovane che, nel 2012, passo dal Crewe Alexandra al Manchester United – e quindi dalla League Two alla Premier League – per 7,5 milioni e mezzo, astro nascente del calcio d’oltremanica presto finito nel dimenticatoio con qualche trofeo e qualche apparizione sporadica nel Wigan Athletic: gli investimenti, soprattutto in campo calcistico, non portano sempre ad un effettivo guadagno. L’umiltà di Ademola Lookman ha però convinto tutti. Il campo ha parlato, e l’Everton l’ha ascoltato.

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