Adalberto Peñaranda, mojito venezuelano

Il Sud America, terra dell’estro e della fantasia, patria dei funamboli palla al piede e delle caipirinha sulle spiagge di Rio, ha partorito un’altra promessa del futbol; un giovane venezuelano, che ha già impressionato un campionato dal palato fine come la Liga, è sbarcato in Serie A, dove è sempre più difficile poter ammirare giocatori di sicura prospettiva, sottratti troppo spesso dalle società più ricche e spendaccione.

Il “triangolo delle Bermuda” di Pozzo Granada-Watford-Udinese ci ha concesso quest’anno di assaporare dal vivo uno dei più interessanti calciatori under 20 del panorama mondiale. Il mio consiglio è quello di sorseggiarlo con calma, di non perdersi nessuna delle sue sfumature di sapore durante tutta quanta la stagione. Sono sicuro che non ve ne pentirete, come quando ordinate il vostro solito mojito alla vostra barista preferita, oltre che brava pure bella.

Ecco a voi come si prepara un Adalberto Peñaranda, cocktail gustoso dal sicuro successo.

INGREDIENTI

185cm di altezza

78kg di peso che permettono equilibrio e agilità

1 piede destro innamorato del pallone

1 sorriso che porta allegria

1 granello di sabbia

Il mojito venezuelano pare forte già dai soli ingredienti.

Peñaranda, classe ’97, è in possesso di un fisico imponente per l’età che ha e per il ruolo che ricopre in campo. Adalberto è riuscito a esplodere nella Liga passata soprattutto grazie a ciò che la natura gli ha dato, una notevole statura abbinata a una corsa fluida e bruciante in progressione. Il venezuelano è bravissimo a proteggere palla e a resistere agli scontri con gli avversari, punta l’uomo in modo ossessivo, non ricerca la giocata di fino ma è estremamente concreto.

A Penaranda piace fare a spallate, e vince sempre
A Peñaranda piace fare a spallate, e vince sempre

Il suo modo di concepire il calcio è tipicamente sudamericano, un mix tra fantasia, classe e felicità, come dimostra quel suo sorrisone stampato su di un faccino da adolescente. Peñaranda è arrivato a Udine per portare allegria in una città da tempo triste, che vive nella speranza di un Alexis Sánchez-bis e di un Udinese ai massimi livelli. Non fatevi ingannare però, i suoi 19 anni trasudano – giustamente – estrema umiltà e voglia di fare: Peñaranda ha promesso 10 gol ma non è arrogante, vuole dare alla sua nuova squadra ciò che può, un granello di sabbia che spera possa risultare fondamentale a fine stagione. Così ha detto nella prima conferenza stampa al Friuli, così si è presentato ai propri tifosi. Ed è così, timido e riservato, che ci piace ancora di più.

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PREPARAZIONE

Shakerare bene gli ingredienti e versare con delicatezza su un rettangolo verde, in posizione avanzata o esterna.

Il vero Peñaranda agisce o da prima punta, spalle alla porta e pronto a girarsi, o defilato in una delle due corsie, preferibilmente la sinistra per giocare a piede invertito.

All credits to Wyscout.com
All credits to Wyscout.com

In quest’ultima stagione Adalberto ha messo a segno 5 reti e fornito 4 assist, numeri importanti visto che è passato in prima squadra del Granada soltanto alla 12esima giornata. Il tecnico Jose Ramon Sandoval, da quell’esordio contro l’Athletic, non ne ha più fatto a meno, tanto che alla sua quarta apparizione è entrato di diritto nella storia della Liga demolendo un record niente male: Peñaranda ha superato Messi e adesso è il più giovane di sempre ad aver messo a segno una doppietta in Primera. 

Una doppietta che è un po’ il manifesto del giocatore.

Prima rete bellissima soprattutto per lo scatto che compie sverniciando di netto il suo diretto avversario: il venezuelano parte dalla sua area piccola ed arriva sul lancio di Rochina prima del difensore che lo aspettava all’altezza di centrocampo. Poi lo stop volante e preciso, infine il tocco da biliardo sotto porta. Tutto molto bello.

Scatto da centometrista. E non hai visto ancora niente
Scatto da centometrista. E non hai visto ancora niente

La seconda, quella della storia appunto, è la prova che il venezuelano è difficile da arginare fisicamente, la prova che il dribbling è nelle sue corde, la prova che quella palla doveva entrare per consacrarlo – vedasi complicità del portiere del Levante -. Era destino che questo mojito fosse così sorprendentemente delizioso.

Passa in mezzo a due, si rialza subito, si libera di un altro e calcia: adiòs, Messi!
Passa in mezzo a due, cade ma si rialza subito, si libera di un altro e calcia: adiòs, Messi!

COME SERVIRE

Il nostro cocktail, appena pronto, va servito freddo in uno spazio il più libero possibile, per poter essere gustato fino in fondo e per poter godere totalmente del suo sapore.

In sostanza, date un metro a Peñaranda e vi dimostrerà di cosa è capace.

L’unico modo di arginare il fantasista venezuelano è quello di non lasciarlo mai da solo, di non dargli campo e di non permettergli di puntare la porta. Questo spesso si traduce, per i difensori, in una sola sentenza: “o palla, o gamba”.

Il campionato italiano sarà sicuramente un palcoscenico importante per la sua crescita. In Serie A è difficile liberarsi tra le organizzate retroguardie, tra le schiacciatissime linee di centrocampo e di difesa. Sicuramente i suoi movimenti preferiti, a tagliare il campo o a ricevere spalle alla porta, saranno limitati, e starà a lui farsi spazio e creare occasioni. In Italia nessuno regala nulla, tanto meno a un 19enne.

SUGGERIMENTI

Per un risultato migliore, perché anche l’occhio vuole la sua parte, guarnire con una falsa cresta tinta di biondo. Il mojito farà un effetto ancora più esaltante, senza perdere di autorevolezza e sobrietà.

Non fatene uso spropositato, potrebbe ubriacare troppe difese.

Il nuovo Adalberto Peñaranda è finalmente pronto per essere servito a tutti gli amanti del futbol, e per fortuna noi italiani saremo i primi ad assaggiarlo. In maglia bianconera il mojito venezuelano sarà sicuramente tra i più buoni mai preparati.

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