Acerbi da record

Per riuscire in una difficile impresa occorrono una formidabile motivazione ed una straordinaria tenacia. Perché occorre tener ferma l’attenzione sulla meta per mesi o per anni, senza debolezze, senza riposo, continuamente attenti, vigilanti. La gente che guarda le cose dall’esterno, ha l’impressione che sia stato tutto facile. Invece niente è facile.

Il sociologo, scrittore e giornalista Francesco Alberoni probabilmente non conoscerà la travagliata storia di Francesco Acerbi, ma in quattro righe è riuscito a sintetizzare la perfezione ciò che è accaduto al difensore del Sassuolo negli ultimi tormentati anni, culminati però con il raggiungimento di un record che resterà per sempre nella storia.

Se la vita è riuscita ad essere tanto ingiusta con Francesco ponendogli davanti il male più brutto di tutti per ben due volte nel giro di pochissimi mesi, ha saputo però ricompensarlo alla giusta maniera donandogli costanza e tenacia, due delle qualità che lo hanno portato a sfondare il record delle 100 partite consecutive in Serie A senza saltare neanche in minuto nella partita vinta dal Sassuolo per 1-0 sulla Sampdoria, un traguardo non semplice da raggiungere soprattutto per chi aveva visto la sua vita sfuggirgli di mano appena qualche anno prima.

 Sono orgoglioso di questo traguardo, non ci avevo pensato fino alla settimana scorsa, ma è una grande soddisfazione, anche se penso prima alla squadra e poi a me.

Così è intervenuto Francesco Acerbi ai microfoni di Sky Calcio Show.

Occasione persa

Già, incredibile come Acerbi non abbia neanche pensato che con una semplice partita sarebbe riuscito a scrivere una pagina memorabile della Serie A e della sua carriera, che soltanto poco tempo fa avrebbe potuto prendere una piega terribile a causa della brutta esperienza al Milan: per l’allora ventiquattrenne difensore proveniente dal Chievo quello con i rossoneri sarebbe dovuto essere il primo grande banco di prova per compiere lo step successivo e diventare finalmente grande. Ma qualcosa è andato storto e la sua prima chance importante si trasforma in un incubo senza fine, culminato con appena sei presenze in poco più di un anno, troppo poco per mostrare il suo reale talento.

Sostanzialmente un’occasione persa. Presto, però, la carriera di Acerbi – anzi, la vita – sarebbe radicalmente mutata. 

Messo ai margini dal club milanese Acerbi riesce a rialzarsi dalla grande batosta e, dopo essere ritornato al Chievo, viene ceduto al Sassuolo nell’estate del 2013, ma anche l’inizio di questa nuova vita calcistica sembra essere bagnato dalla sfortuna: durante le visite mediche con i neroverdi infatti gli viene diagnosticato un cancro ai testicoli, il primo grande ostacolo che la vita decide di porgli davanti. Tutto il mondo del calcio è commosso dalla storia di questo sfortunato ragazzo che non fa neanche in tempo a vincere orgogliosamente contro la sua malattia che viene nuovamente risucchiato dal vortice nero chiamato cancro. Acerbi però è forte, testardo e determinato più che mai a proseguire il suo grande sogno: incredibilmente il difensore batte ancora la malattia e dopo appena un anno dalla prima diagnosi riesce a mettere a segno il suo primo gol con il Sassuolo nella gara contro il Parma.

Prima del mio problema pensavo di essere invincibile, ero superficiale nelle cose, facevo le cose bene, ma non facevo una vita sanissima come ora.

L’umiltà dunque sembrerebbe essere l’ingrediente segreto utilizzato da Acerbi per raggiungere questo record, reso ancora più importante dal fatto che, pur giocando nel ruolo di difensore centrale, in più di due anni e mezzo sono soltanto sei i cartellini gialli che gli sono stati sventolati in faccia, decisamente pochi per un giocatore abituato a ricoprire un ruolo abbastanza sporco. Acerbi, in questo senso, si discosta dal prototipo di difensore vecchio stampo, per lo stupore di Billy Costacurta in studio: l’ex difensore del Milan, incuriosito, approfitta della presenza e della disponibilità del difensore neroverde per indagare sui reali motivi di questa penuria di cartellini:

Cerco sempre di leggere prima la situazione, di non far falli stupidi, di capire l’azione senza commettere falli eclatanti da ammonizione.

Obiettivi

La missione di Francesco però non è assolutamente finita: nel mirino infatti due obiettivi. Una grande squadra, non lo può nascondere, lavora per poter realizzare il grande salto: non può negarlo nemmeno davanti al grande schermo. Con semplicità, lo ammette, ma non per questo smetterà di lottare per agguantare la salvezza. Si, Acerbi è testardo: se si impunta su un determinato aspetto, obiettivo o desiderio, state certi che smuoverà mari e monti per raggiungerlo.

Proverà a eguagliare anche il grandissimo record di Javier Zanetti, l’unico giocatore ad essere stato in campo più di lui con 162 partite di fila giocate dal primo al novantesimo minuto, un primato che sembra non assolutamente spaventare un giocatore che è riuscito con coraggio a trovare il suo grande riscatto lavorando a testa bassa. Forse non avrebbe mai immaginato di vivere un momento così, ma con la sua assolta semplicità Acerbi è riuscito ad insegnare a tutti una grandissima morale: non importa quanti ostacoli la vita decida di mettere lungo il tuo cammino, la passione e l’assoluta dedizione saranno sempre la giusta benzina per farti raggiungere traguardi inimmaginabili.

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