Trainspotting: l’Hibernian e la Scozia anni ’80

Se esiste una squadra sulla quale è stata costruita una narrazione di nicchia nel mondo della letteratura e del cinema, quella è senza dubbio l’Hibernian Football Club. Nonostante Irvine Welsh sia uno scrittore di fama internazionale, e il film ispirato al suo best seller Trainspotting sia uno dei cimeli più importanti dell’ultimo ventennio, per quanto riguarda la scena underground. La grande capacità dell’autore è stata proprio quella di ottenere ciò che voleva: rendere gli Hibees una sfumatura, onnipresente ma velata, durante tutte e due le pellicole cult di Trainspotting, a cavallo fra due generazioni.

Il simbolismo generato da brevi frame visivi, di colore verde opaco, concretizza perfettamente l’idea che aveva in mente Welsh. Rappresentare l’Hibernian non come una squadra da celebrare, ma come un modo di essere. E ad Edimburgo, negli anni ’80, precisamente nella zona portuale di Leith, si manifestava costantemente la rappresentazione sarcastica e talvolta masochista del prototipo di loser. Ho scelto quattro immagini iconiche delle due pellicole, in cui la passione di Welsh per l’Hibernian si manifesta celatamente.

Scegli l’Hibernian

Leith è il quartiere dove le vicende degli Skagboys scozzesi prendono forma e a cui Welsh ha dato vita. Un quartiere di Edimburgo che fino ad un paio di decenni fa ha vissuto una delle crisi generazionali più profonde del nostro continente. Droga, alcool, hooligans, disagio sociale: tutto ironicamente descritto, tutto amaramente vissuto dallo stesso Irvine. A fare da sfondo, c’erano sempre i Cabbage – i cavoli – i verdi dell’Hibernian.

Una squadra perdente, che vive di ricordi nostalgici e offuscati, talvolta ingigantiti, schiacciata dal peso delle grandi di Glasgow. Se pensiamo al calcio scozzese ci viene immediatamente in mente la rivalità tra i protestanti Rangers e i cattolici Celtic, l’affascinante Old Firm. Ad Edimburgo esiste un’altra Firm, decisamenten meno affascinante per il grande palcoscenico calcistico, ma ricca di storie di underdogs e di lotta classista. Quella tra i protestanti degli Hearts, squadra notoriamente borghese della città, e i cattolici Hibernian. Quest’ultima, la squadra dei fabbri, dei minatori, dei “delinquenti”, dei falliti, dei drogati. Contrapposizione talvolta ostentata dagli stessi sostenitori degli Hibees, volta a far denotare una differenza, per nascondere i loro insuccessi personali nella vita.

Così Danny Boyle, regista di Trainspotting, rende cinematografica la passione di Welsh, e filma le vicende di quei ragazzi periferici, con continui rimandi alla loro squadra del cuore. Quel club che li rappresentava, per cui si sarebbero presi stupidamente una bicchierata in volto, senza motivo, per il gusto di sfogare le proprie frustrazioni.

Scena iniziale Trainspotting Hibernian| Numerosette Magazine
Trainspotting comincia così: un chiaro segnale all’Hibernian. Il simbolismo di Welsh e Boyle si palesa dopo neanche un minuto di pellicola. Il quintetto protagonista ad una partita di calcetto, Mark Renton e Begbie con la maglia dell’Hibernian. Un chiaro rimando ai Famous Five degli anni ’60, e all’Hibernian che giocava ad alti livelli nella Coppa dei Campioni.

Il gol di Archie Gemmill

La scena più esplicita riguardante il football è quella che vede protagonisti Mark Renton e Tommy, a cui il film riserverà la sorte più crudele: morte per AIDS in seguito a dipendenza da eroina. Il capitolo della sua scomparsa rende chiaro il mondo di quel piccolo spaccato di società. Tommy è l’unico della comitiva che nel momento della scena in questione non era dipendente da eroina. Renton passa il tempo con lui perchè grande patito di calcio, l’idea di Welsh è quella di vedere il calcio come un momento di svago, che allontanasse per qualche ora quella sensazione di assuefazione da droghe.

Renton spulcia nella libreria di Tommy trovando una videocassetta dei “100 migliori gol”. La scena si svolge mentre in tv passano gli highlights dello strepitoso gol di Archie Gemmill ad Argentina ’78. Un gol che simboleggia il momento migliore probabilmente del calcio scozzese a livello internazionale, con il talentuosissimo Archie che ridicolizza la difesa dell’Arancia Meccanica e tiene a galla la Scozia per un’insperata semifinale.

Semifinale che non arriverà mai, ma che non esime Mark Renton, epurato momentanemente dalla “roba”, dal fare un paragone in relazione con la sua vita: “Non mi sentivo così bene da quando Archie Gemmill ha segnato contro l’Olanda nel ’78”. Renton chiederà in prestito quel dvd, scambiandolo con un filmino erotico amatoriale di Tommy e la sua ragazza. Sarà la fine della loro relazione, e l’inizio di una nuova dipendenza. Non ci saranno mai più momenti alla Archie Gemmill da qui in poi in tutto il film.

Archie Gemmill in Trainspotting Hibernian| Numerosette Magazine

Begbie firm

Il personaggio di Begbie è una figura cruciale all’interno della pellicola per identificare quella frangia estrema di tifosi dell’Hibernian, i cosiddetti Hooligans, che negli anni ’90 nel Regno Unito hanno macchiato di sangue i campi di gran parte della Union Jack. Begbie fa parte dello stesso gruppo di amici di Renton & Co, ma realmente nessuno è davvero suo amico. Il fatto che non faccia uso di droghe e che abbia trovato nella sua marginalità sociale un gruppo di tossici con cui condividere serate, non fa altro che farlo apparire ancora più solo. Ha scelto loro perché probabilmente tifosi dell’Hibernian, e attraverso il calcio cerca di costruire la sua immagine violenta, totalmente priva di solidarietà umana. Se non fosse per l’Hibernian, probabilmente con quei ragazzi ci avrebbe fatto a botte in una notte particolarmente alcolica.

Welsh calca molto l’aspetto del personaggio, citandolo in molti suoi libri. Lo stesso autore non ha mai nascosto di aver preso parte qualche volta a scontri tra tifoserie in età giovane. Begbie è un personaggio fittizio che potrebbe esistere, e che molto probabilmente è ispirato a qualche conoscenza del passato legata alla Firm dell’Hibernian. Nella scena iniziale Begbie indossa la maglia dei Cabbage ed entra in scivolata in maniera scorretta e violenta. Un chiaro riferimento alla sua indole rissosa, uno di quegli individui emarginati, spesso per scelta propria, che si aggirava dalle parti di Easter Road, la casa dell’Hibernian.

Trainspotting Hibernian | Numerosette Magazine

L’Hibernian vent’anni dopo

Nel sequel di Trainspotting ci sono vari riferimenti al calcio, meno celati che nella pellicola del ’96, il vero capolavoro di Danny Boyle. In una scena cardine del film Renton indossa la 7 del Manchester United, quella di George Best. Inevitabile icona di quei ragazzi per il suo stile sopra le righe e anti convenzionale. Accanto a lui Sick Boy, con la maglia dell’Hibernian, sempre presente quando il calcio entra in scena nel film.

Hibernian Renton | Numerosette Magazine

Il simbolismo nascosto viene fuori in una scena molto significativa del film: Renton e Sick Boy, dopo essersi riuniti a distanza di vent’anni, tornano a sguazzare nell’illegalità. I due si sono odiati per venti anni senza essersi più visti, ma è soltanto nella tossicodipendenza e nella criminalità che il loro rapporto amichevole può esistere. Anche in questo caso c’entra indirettamente l’Hibernian: nella scena che segna momentaneamente la tregua fra i due è presente una sciarpa degli Hibees in secondo piano. Un elemento marginale ma dal significato potente. Senza questa squadra, questo gruppo emarginato non avrebbe condiviso altro che un laccio emostatico, o nella peggiore delle ipotesi non sarebbe neanche mai esistito.

Hibernian Guys | Numerosette Magazine

 

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