Aaron Ramsey rappresenta il prototipo del centrocampista moderno. Nato come il classico “box-to-box” player è stato fenomenale ad aggiungere alle sue qualità delle straordinarie doti in cabina di regia, raggiungendo l’apice -momentaneo – della sua crescita agli ultimi Europei.

Quella del talento gallese è una storia travagliata, caratterizzata da tanti infortuni che hanno quasi messo a repentaglio lo svolgersi della sua carriera ma che non sono riusciti a fermare l’ascesa del nativo di Caerphilly.

Questa storia parte dal Galles, precisamente da Cardiff, dove Aaron si mette in luce esordendo giovanissimo in Championship e dove riesce ad attirare le attenzioni di tutte le grandi d’Inghilterra.

Nella lotta per accaparrarsi il talentino classe ’90 la spunta l’Arsenal, grazie a Wenger e all’approccio diretto con il giocatore. I primi mesi in maglia Gunners sembrano essere tutti rose e fiori: Wenger crede in lui e tutto l’ambiente è entusiasta di vederlo giocare.
L’imprevisto è però dietro l’angolo e il 27 febbraio 2010, un intervento poco ortodosso – per utilizzare un eufemismo – di Ryan Shawcross gli spezza tibia e perone. E’ un incubo per l’Arsenal perché sembra di rivivere la tragedia Eduardo, ma soprattutto per Ramsey che si trova davanti il primo vero turning point della sua carriera.

La squadra londinese non smette di credere in lui, e cerca in ogni modo di farlo recuperare mandandolo in prestito per 4 mesi tra Nottingham Forest e Cardiff City.
Ramsey torna più forte di prima e segna la rete decisiva per battere lo United in campionato.

Le stagioni 2013/14 e 2014/15 sono le migliori dal punto di vista sia realizzativo che del gioco. Finalmente il gallese sembra poter ricoprire il ruolo di leader in mezzo al campo e comincia anche a vincere qualcosa con la divisa biancorossa risultando sempre più decisivo.

Guardandolo giocare, ci si rende conto che l’importanza del gioco di Ramsey non sta tanto negli ottimi inserimenti o nei goal segnati ma nell’incredibile capacità di saper essere al posto giusto al momento giusto e di saper leggere il gioco quasi in anticipo sugli avversari.

In queste due stagioni segna due reti che rappresentano tutta la sua universalità calcistica. La prima è una clamorosa conclusione dalla distanza in un preliminare di Champions contro il Galatasaray, un goal sia importante che meraviglioso, la seconda arriva nella stagione successiva contro il Manchester City durante il Community Shield. Il goal contro il City è un autentico capolavoro: inserimento centrale, finta di corpo tra due difensori e portiere spiazzato, Aaron Ramsey riassunto in una azione.

Ramsey Gif

“An absolute screamer”

L’evoluzione prosegue e arriva al suo ultimo stadio, per ora: Euro 2016.
L’Europeo francese è il banco di prova definitivo, insieme a Bale è l’occasione perfetta per mostrare il proprio valore e quello di una nazione intera.
Ramsey diventa il giocatore più versatile del torneo grazie alla sua totalità, ricopre tutti i ruoli del centrocampo e all’evenienza anche quello di seconda punta.
La partita simbolo è la schiacciante vittoria sul Belgio dove Ramsey sembra essere dappertutto, copre ogni buco difensivo ed è il primo a ripartire.

A parte il taglio di capelli abbastanza rivedibile, Ramsey agli Europei è stato un “10” capace di ricoprire in modo fantastico ogni zona del campo. Al termine del torneo, il centrocampista è il giocatore ad aver sfornato più assist ai suoi compagni, ma soprattutto quello ad aver maggiormente impressionato nonostante un Gareth Bale quasi insuperabile.

L’evoluzione di Ramsey è stata un processo complicato, che ha intrapreso una strada tortuosa ma che sembra essere indirizzata sempre più verso l’alto, verso una sempre maggiore completezza. Ora sta ad Aaron sapersi migliorare e continuare su quanto di buono fatto finora.