C’è chi nasce predestinato, magari da una famiglia di campioni di un certo sport popolarissimo in quel paese, poi c’è chi si trova costretto a seguire una vocazione creandosi una strada difficile e tortuosa, superando complicati ostacoli con il solo scopo di essere il migliore.

Takuma Asano, di certo, fa parte della seconda descrizione. Il ragazzo, che compirà 22 anni il 10 novembre, è nato infatti in Giappone, un paese dove il calcio sicuramente non è lo sport principale. Come avevamo già raccontato per un altro samurai, Okazaki, nell’Impero del Sol Levante gli sport che vanno per la maggiore sono le arti marziali ed il baseball, mentre – seppure la nazionale giapponese già vanta molti buoni giocatori che militano nei migliori campionati del mondo – il campionato locale professionistico di calcio è nato solo nel 1992.
Anche per questo, la notizia che una squadra come l’Arsenal abbia deciso di investire sul talentino giapponese dal futuro dorato, ha fatto drizzare le orecchie anche ai più attenti esperti di calcio, per non dire quelli di mercato. Per non farvi trovare impreparati ad Agosto quando inizierà la Premier League più bella di sempre, abbiamo deciso di non far passare questa notizia in secondo piano ma, anzi, di farvi capire un po’ di più riguardo questa promessa dagli occhi a mandorla.

IL PROFILO

Nato nella cittadina di Komono, situata nella prefettura di Mie, Takuma ha fatto il suo esordio nel campionato giapponese nel 2013 con la maglia del Sanfrecce Hiroshima, uno dei club più famosi del Giappone anche grazie alla fondamentale presenza nella creazione della lega professionistica. In questi tre anni, Asano ha vinto già tre Supercoppe giapponesi e due campionati.

Nelle 57 presenze con questa maglia ha segnato 11 volte, ma questo dipende anche dal ruolo che occupa in campo; nasce infatti come prima punta, ma la sua velocità e la tecnica sopraffina hanno fatto in modo che potesse prendere confidenza fin da subito con altri ruoli, soprattutto quello di seconda punta ed esterno a sinistra in un centrocampo a 4.

 Decisamente imprendibile palla al piede.

 

Duttilità che, oltre all’attenzione di Wenger, ha attirato anche quella di Halilhodzic, attuale commissario tecnico della Nazionale giapponese che lo ha convocato già 5 volte.

L’Arsenal ha deciso di accaparrarselo prima di un probabile exploit nella competizione calcistica durante le Olimpiadi di Rio, che si terranno nel mese di agosto. Sicuramente riuscirà a farsi notare trascinando la sua squadra grazie ai suoi assist e soprattutto ai suoi gol.

È un giocatore molto estroso ed il tutto viene confermato dalle statistiche riguardo i dribbling. Ha una percentuale del 76% di dribbling riusciti e, come si può vedere dalla seguente immagine, li prova ovunque. Alto solo 171 centimetri per un peso di 70 chilogrammi, dimostra di non essere un classico centravanti ed infatti evita di solito i colpi di testa, prediligendo il gioco palla a terra e cercando di finalizzare dentro l’area di rigore.

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L’esperienza però che si denota anche dai falli conquistati, viene a volte penalizzata da forse il difetto più grande di Asano, il fuorigioco.

L’errore che fa ancora troppo spesso infatti è quello di finire nella trappola del fuorigioco, non riuscendo a prendere il tempo giusto ai difensori avversari. In un campionato veloce come quello inglese, presentarsi con una media di 1 fuorigioco a partita non è il massimo, ma siamo certi che, data la sua giovane età, saprà migliorare riguardo questo problema.

Che poi stiamo parlando veramente di piccolezze, un fuorigioco non è certamente un numero insormontabile.

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Indubbiamente l’Arsenal, un po’ per l’età del ragazzo ed un pochino anche per lo stile di gioco, sarà la squadra perfetta per Asano. Il gioco di Wenger è da sempre una favola per chi ami giocare negli spazi, lanciarsi prendendosi anche qualche rischio, provando a stupire tutti con il bel gioco ma costretti troppo spesso a vedere vanificati gli sforzi per via di una difesa che non riesce a reggere proprio tutto. Asano potrebbe rappresentare un giusto compromesso, il giocatore di raccordo che sappia mettersi in gioco nonostante si presenti alla fermata di Finsbury Park con più dubbi che certezze.

Solo aspettando, però, potremo scoprire se diventerà un idolo dei Gunners o se spiccherà il volo verso altri top club, resta il fatto che sentiremo molto parlare di lui. Anche solo per il nome, divertentissimo.

 “Ma sono Giapponese” (semicit.)