Seconda Pelle: Una storia addosso

Durante la seconda metà degli anni Settanta una prima, embrionale, rivoluzione della divisa da gioco investirà la maggior parte dei club europei, vestiti adesso dalle aziende specializzate nel settore. La maglia da calcio, dunque, cominciava ad assumere connotati peculiari al disegno proposto dal brand, congedando l’autarchia delle maglie prodotte in casa. Adidas iniziò a prendere il largo, a crescere, e soprattuttuo a flirtare con il Milan; nessuno forse sapeva che quel sodalizio sarebbe stato testimone oculare di una serie incorruttibile di vittorie e trofei, fino agli ultimi anni cupi.

Procediamo per gradi.

1978 – Primo bacio

Nel 1978 la divisa del Milan, che fino ad allora aveva optato per una produzione indipendente, viene fornita da Adidas, impresa tedesca in rapida espansione in quegli anni. Il connubio fra le due parti durerà soltanto due stagioni, il tempo di conquistare il decimo scudetto, valido per la prima stella.

Milan e Adidas, le divise del 1979 | Numerosette Magazine
Stagione 1979/80

Da allora Milan e Adidas si incroceranno altre volte, realizzando così una delle partnership più durature, vincenti e quindi iconiche del calcio moderno. Ma tutto ha una fine: dalla stagione 2018-2019, sulla maglia a righe rossonere campeggerà un altro sponsor tecnico, quello della Puma, eterna rivale dei tedeschi a tre strisce.

È nostro interesse, perciò, proporvi a seguire le divise più significative del club rossonero targato Adidas.

1991/1992 – Gli invincibili di Capello

Il secondo avvento di Adidas in rossonero apre l’era Capello, dopo i fasti raggiunti con Arrigo Sacchi. Il Milan era reduce dalla squalifica di un anno nelle competizioni europee a causa del ritiro della squadra nei quarti di finale di Coppa dei Campioni, in casa dell’Olympique Marsiglia. I rossoneri, guidati dal nuovo tecnico, si concentrarono solo sul campionato: lo vinsero da imbattuti, come non era mai accaduto a nessun’altra squadra in Italia.

Milan e Adidas nel 1991 | Numerosette Magazine

Il brand tedesco non mutò pressoché nulla rispetto alle divise delle stagioni precedenti, targate Kappa. Maglia cult dell’iconografia rossonera, accompagnata dai tradizionali calzoncini bianchi, dello stesso colore dei calzettoni, bordati di rosso e nero nella parte superiore.

1999/2000 – L’anno del Centenario

Il design si ispira alla divisa del 1889, che in realtà era una semplice camicia a righe rossonere con bottoni bianchi. La leggenda narra che la scelta del colori societari venne motivata dal fondatore inglese Herbert Kiplin con la celebre frase:rosso come il fuoco e nero come la paura che incuteremo agli avversariStoria di Adidas e Milan | Numerosette Magazine

Era il secondo anno di produzione tedesca e il Milan si era laureato campione d’Italia l’anno precedente grazie ai gol di Weah e di Bierhoff. I rossoneri, così, nell’anno del centenario scendono in campo alternando due maglie casalinghe: una che era lo stesso modello della stagione precedente, l’altra che è invece quella del centenario, alla quale se ne affiancava una di colore oro.

Milan e Adidas, un rapporto di vent'anni | Numerosette Magazine
La terza maglia con il logo “100 Milan”

La divisa celebrativa riprende pienamente le righe strette e verticali utilizzate dai fondatori d’Oltremanica cent’anni prima, mentre al posto dello stemma societario viene posta la croce di San Giorgio, nonché stemma di Milano. Sulla manica sinistra è invece evidente il badge del tricolore, utilizzato esclusivamente dai campioni d’Italia in carica. Quel Milan non riuscì a ripetersi, terminando la stagione con zero titoli, ma conscia di aver scoperto l’artefice della gloria dell’imminente futuro. Quell’anno il nuovo acquisto, un certo Andrij Schevchenko, fu il miglior marcatore della stagione con 29 gol.

Milan e Adidas nella stagione del centenario | Numerosette Magazine

2002- 2003 – S(‘)era d’Europa

Con il nuovo millennio, il club lombardo aveva piantato le basi per una rosa giovane, compatta e in prospettiva competitiva su tutti i fronti. Ed ecco che, dopo qualche travaglio iniziale, l’idea prende forma con l’arrivo di Carlo Ancelotti. Dopo due anni di formazione, il terzo è un capolavoro. Vincere la finale di Champions League contro la Juventus, dopo aver eliminato in semifinale i cugini interisti, è pura libidine per i tifosi rossoneri. Non va inoltre dimenticata la conquista della Coppa Italia, prima e unica dell’era Berlusconi. Con la maglia di casa conquista il trofeo nazionale, mentre, come da tradizione, con la bianca da trasferta la Coppa dalle Grandi Orecchie.

Milan, Adidas, Shevchenko e la Champions del 2003 | Numerosette Magazine

Particolare la realizzazione della maglia di casa, a cui Adidas ha applicato una “reticella” sopra le righe rossonere, garantendo così un originale effetto sfumato.

Milan e Adidas vent'anni assieme | Numerosette Magazine
Poi vabé, la indossava uno scarso.

2006/2007 – Tradizione rossonera

Continua la convivenza fra Adidas, Milan e la Champions League. Numeri in oro, nuovo main sponsor e colletto: con questa maglia un brasiliano con il numero 22 è entrato nella storia di San Siro. Indimenticabile la vittoria contro il Manchester United, così come da menzionare è il sempre presente Pippo Inzaghi, protagonista della finale con la doppietta ai danni del Liverpool.

Milan e Adidas, vittorie ventennali | Numerosette Magazine

Risulta inoltre particolare l’introduzione dell’oro negli inserti laterali, un particolare di cui spesso Adidas continuerà a utilizzare negli anni a seguire, assieme alle stripes, tipiche del brand, che vedono l’alternanza del rosso e del nero sugli shorts e sulla divisa da trasferta. E quella trasferta a Manchester, con la magia di Kakà, ce la ricordiamo bene.

Milan e Adidas nel 2007 | Numerosette Magazine

2010/2011 – Modernità vincente

Atene è solo un lontano ricordo. I cugini nerazzurri si prendono la scena oscurando completamente le luci della ribalta per l’approdo di Ronaldinho: serviva un altro campione, un pezzo da 9o per infiammare definitivamente i bollori dei milanisti mai sazi.

Ecco allora Zlatan Ibrahimovic, della gestione Allegri e del 18° scudetto. Quel Milan ha cambiato tanto dall’ultima gloria europea, pur mantenendo un’importante ossatura di veterani, specialmente dopo il ritiro di Maldini nel 2009. Anzi, potremmo dire che forse fu l’ultimo vero Milan, o forse propriamente “ultimo” può essere considerato quello dell’anno successivo, in cui venne sancita, sotto ogni punto di vista, una ferita ancora oggi non ricucita. Adidas in quegli anni sperimentava svariati template, sbizzarrendosi sia con scelte più sobrie e tradizionali sia con azzardati design più moderni ed efficaci per il marketing e per i benefici tecnici dello sportivo. La maglia della stagione in questione è propriamente moderna, come dimostra la scelta di una vestibilità più aderente e un design che amplia le righe verticali come non accadeva dal 1998.

Milan con Adidas nel 2011 per il 18° scudetto | Numerosette Magazine

2014/2015 – Distopia rossonera

Possiamo già considerarla una delle stagioni più buie del campionato italiano: la Milano calcistica sembrava ormai decaduta, la Juventus domina incontrastata il campionato, mentre il tasso tecnico continua a muoversi al ribasso. Fu una stagione funesta per un Milan che si contorceva su sé stesso e sul proprio passato, chiudendo al decimo posto in campionato. Sono gli ultimi anni dell’era Berlusconi, incapace ormai di risollevare una situazione sempre più precaria per una società così indebolita nel calcio moderno. Adidas, però, continua a puntare sul valore storico e internazionale del brand del club meneghino, così come la dirigenza del Milan è conscia che, quantomeno, il merchandising non dipende strettamente da qualche stagione altalenante e dalle incertezze societarie (o quantomeno non ancora).

Il Milan della stagione 2014-2015 con Adidas | Numerosette Magazine

Realizza così una maglia dal design stravolgente: una larga banda nera attraversa verticalmente il fronte, mentre vanno a seguire delle sottili righe sfumate di rosso e di nero, secondo un preciso motivo. Al posto del logo societario torna invece a campeggiare lo stemma di Milano, scelto probabilmente in occasione dell’Expo 2015, tenutosi proprio nella capitale lombarda.

Nulla sembra lasciato al caso nella realizzazione di questo kit.

2017/2018 – Dono d’addio

Tutto ha una sua conclusione: il Milan dalla stagione 2018/2019 sarà una squadra Puma. Adidas ha infatti deciso di affrettare la conclusione del contratto di partnership che li avrebbe dovuti legare ancora fino al 2023. Per un rapporto più che ventennale era necessario concludere in bellezza, come dimostra la divisa della stagione passata. Uno stile sobrio, elegante e fedele alla tradizione, che sembrava preannunciare un ritorno in grande del club rossonero, vista la campagna acquisti apparentemente altisonante con il conseguente bagno di folla per Bonucci. Stagione deludente a parte, Adidas e Milan si lasciano educatamente, con una delle divise più apprezzate dai tifosi e che risente degli echi di più di vent’anni di un binomio che ha conquistato tutto e ovunque.

Bonucci Milan Adidas | Numerosette Magazine
La faccia di chi non vedrà più il Milan con Adidas. O di chi sperava di spostare gli equilibri senza riuscirci.

D’altronde, meglio essersi lasciati che non essersi mai incontrati.

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