Seconda Pelle: il simbolismo della maglia

Lo scorso mese abbiamo affrontato il tema della città come elemento identificativo della maglia e dunque della stessa società d’appartenenza. Adesso, invece, la nostra attenzione ricade sull’idea del simbolo, nella sua concezione più astratta ma che, assunta storicamente, svolge una funzione totemica nella rappresentazione iconica di una determinata squadra, società, ambiente: di tutto quel pullulare che ravviva dietro e a fianco degli undici in campo.

Maglia, il Liverpool simbolo della città e del club | Numerosette Magazine
Il Liver bird è il simbolo di Liverpool e di una delle due squadre della città.

Di che parliamo, nel concreto?
Ogni squadra possiede generalmente un proprio simbolo, basti pensare alla lupa della Roma, al diavolo per il Milan, alla strega per il Benevento, al cannone per l’Arsenal. Ecco, la storia ha fatto sì che queste immagini, talvolta tratte quasi da velleità goliardiche dei propri sostenitori – come per la celebre storia dell’asino napoletano, ‘o ciuccio – diventassero tradizionali elementi di un inossidabile legame fra le generazioni. Inevitabile perciò che i suddetti simboli non ricadessero anche sulle divise da gioco che, nonostante il costante progresso tecnologico dei tessuti e l’evoluzione verso un design più dinamico e moderno, sempre più spesso pongono le proprie basi sulla ripresa del simbolo.
Vedremo dunque come e su quali divise della stagione in corso i designer abbiano voluto puntare energicamente su questo aspetto.

N.B.: riportare tutte le maglie su cui è posto un riferimento simbolico della squadra o della città potrebbe risultare azzardato, se non impossibile. Abbiamo così optato per raccontare le idee più originali realizzate per la stagione in corso (specialmente per le italiane), volte alla celebrazione del connubio maglia-simbolo.

Roma, l’armatura e il colore della lupa

Quest’anno i designer Nike hanno deciso di sviscerare il profondo simbolismo che lega la Roma alla storia della propria città e ai romani. Elemento centrale della prima divisa è infatti la meravigliosa trama tono su tono volta a riprendere la “Lorica hamata“, la cotta di maglia di origine celtica indossata in battaglia dai legionari dell’esercito romano.

La maglia della Roma riprende l'armatura dell'esercito romano | Numerosette Magazine

Il brand americano non arresta la ricerca del simbolico alla prima maglia. Infatti, dopo stagioni in cui la divisa della Roma è apparsa scarna o sicuramente priva di una propria identità, l’operazione svolta da Nike si estende anche a seconda e terza divisa. Per quanto riguarda invece il completo per le partite lontane dall’Olimpico, la novità risiede nel cambio cromatico, dal bianco al grigio: tale scelta è stata spiegata proprio in vista della ripresa dell’immagine simbolo della squadra, ovvero la lupa, appunto del medesimo colore.

La maglia away della Roma riprende il colore della lupa | Numerosette Magazine

‘O ciuccio è diventato pantera

Se n’è parlato tanto questa estate. L’operazione stilistica e di marketing realizzata dal binomio Kappa-Napoli ha infatti generato un sentito dibattito sulla scelta di porre sul fronte della maglia il volto di una pantera, animale-simbolo assolutamente estraneo alla tradizione iconica del Napoli e della sua gente. Consapevoli della logica dell’attuale società azzurra riguardo il grado di “purezza” che deve garantire la maglia – che rasenta il nulla – la scelta è stata meno sorprendente del previsto. E, numeri alla mano, persino promossa dai tifosi che hanno fin da subito acquistato il nuovo kit con percentuali notevolmente superiori rispetto alle annate precedenti. Inoltre, a caratterizzare la divisa, mescolandosi proprio con la pantera, è un’interessante fantasia tono su tono che percorre tutta la divisa e che riporta alla mente la maglia della stagione 1991-92.

La maglia con la pantera del Napoli 2018-19 | Numerosette Magazine

Il progetto di Kappa non termina però con la pantera. Infatti per il completo dei portieri è stata realizzata una trama in ripresa della pelle del serpente. Questa attraversa tutto il fronte della maglia, mentre sul retro appare la testa del rettile. L’idea è quella di realizzare per un nuovo Napoli un’altrettanta nuova muta, che è doveroso definirla così, a questo punto. Un Napoli esotico e selvaggiamente aggressivo, a cui però non viene mai negata la possibilità di godere dei colori di base delle proprie maglie, senza dover scontrare lo sguardo con quell’antiestetica toppa rossa del main sponsor.

Le divise dei portieri del Napoli con la pelle di serpente | Numerosette Magazine

La pelle del biscione

Attinge pienamente alla tradizione iconografica della città di Milano e alla storia del club l’Inter, che riprende il motivo della pelle del biscione sia nella divisa nerazzurra, sia in quella per i match in trasferta. Nike trae così spunto da un elemento della tradizione cittadina, quale il biscione, «[…] la vipera che il Melanese accampa […]», per citare Dante, e da un motivo già presente nelle divise realizzate sempre dal brand statunitense per la stagione 2010-2011.

Inter, la maglia 2018/19 riprende la pelle del serpente | Numerosette Magazine

Per la seconda maglia, invece, ci limitiamo a riportare le dichiarazioni di Pete Hoppins, Nike Football Apparel Senior Design Director: “Nella stagione 2010–11, l’iconica divisa away dell’Inter presentava un’audace interpretazione grafica del Biscione sulla manica. La divisa da trasferta 2018-19 trae ispirazione dal Biscione che questa volta è declinato in una stampa realizzando così un design moderno e innovativo, caratteristico dello stile milanese”.

La maglia away dell'Inter realizzata da Nike per il 2018/19 | Numerosette Magazine

La Lazio torna a vestire l’aquila

La storica maglia-bandiera della Lazio rientra fra le più apprezzate e iconiche divise del calcio italiano, se non mondiale. Dopo aver mostrato audacemente il suo ritorno tre stagioni fa, i biancocelesti riprendono il design della divisa realizzata da Ennerre per il 1982-83 su cui campeggia al centro un’aquila stilizzata in blu scuro: è l’aquila disegnata da Casoni, il simbolo della società capitolina. E Macron, a differenza dei brand che tendono ad una commistione fra l’ombra della tradizione e l’impatto del nuovo modello, ha puntato ad una conservazione in toto. Perché la maglia-bandiera della Lazio non conosce modernità, né il tempo che avanza.

La maglia-bandiera della Lazio realizzata da Macron | Numerosette Magazine

I simboli dei Signori di Verona

Probabilmente, si potrebbe già conoscere gran parte della storia di Verona attraverso un’accurata ricerca iconografica. È una città densa di simboli, come dimostra l’attenzione rivolta a questi da parte dei veronesi e dalle squadre della città. In tal caso ci concentreremo sulle maglie del Chievo Verona, realizzate anche quest’anno da Givova. Anzitutto il simbolo del club, raffigurante Cangrande della Scala, è l’elemento fondante della divisa clivense. In tutto, infatti, viene raffigurato per ben tre volte: al posto dello stemma in alto a sinistra, parallelamente alla più vistosa rappresentazione in basso a sinistra e persino sulla manica sinistra, stavolta incastonato dentro il crest societario. Disegnate dal presidente Campedelli, è splendida l’idea di porre all’interno del colletto a girocollo l’iscrizione “Se pareba boves, alba pratàlia aràba, et albo versòrio teneba, et negro sèmen seminaba”: si tratta infatti del celebre “Indovinello veronese”, considerato l’atto di nascita del volgare italiano, vergato in corsiva nuova da un ignoto copista tra l’VIII secolo e l’inizio del IX in forma d’appunto.

Simbologia della maglia del Chievo Verona | Numerosette Magazine

Anche secondo e terzo kit mirano al dettaglio. Al posto del logo societario, campeggia sulla sinistra la Scala con i mastini rampanti, mentre sulla manica sinistra vige la scritta “Omnes insani Veronenses“, sottostante la figura delle Arche scaligere, le tombe dei Signori di Verona. In latino è anche la scritta “Gaudete in domino” riportata sul retro del colletto.

La maglia da trasferta del Chievo Verona per il 2018/19 | Numerosette Magazine

Realismo magico dei Pumas

Si tratta di una delle divise più celebri di tutto il mondo. L’idea vincente di porre su tutto il fronte della maglia il logo societario è risultata vincente in chiave identitaria: si tratta dei Pumas, la squadra dell’Università nazionale autonoma del Messico, e chiunque abbia un minimo interesse verso l’abbigliamento calcistico o, più generalmente, verso il calcio sudamericano, non può non riconoscerli. Anche quest’anno, infatti, Nike ha realizzato per i messicani una prima maglia incentrata unicamente sul simbolo del leone in oro, non che logo ufficiale del club, al cui interno è stato inserito il logo della UNAM. Tradizione, sobrietà e simbolismo: il realismo magico della letteratura sudamericana riecheggia persino in una maglia da calcio.

Maglia Nike dei Pumas 2018/2019 | Numerosette Magazine

“Un sol para Atlantida”

È questo il titolo dell’opera a cui fa riferimento la nazionale uruguayana nella maglia realizzata da Puma per i Mondiali del 2018. Come vediamo, al centro appare tono su tono un maestoso sole, in ripresa della suddetta scultura realizzata dall’artista Carlos Páez Vilaró.

Maglia dell'Uruguay per il Mondiale 2018 | Numerosette Magazine

Ah, le montagne ugandesi!

Per la squadra ugandese Kampala Capital City Authority Football Club, sintetizzato nel più semplice KCCA FC, Lotto ha pescato letteralmente alle pendici del territorio della città di Kampala, disegnando sulla maglia del club le montagne che la circondano. Lodevole da parte del brand nostrano aver introdotto questo simbolo, piuttosto che trarre spunto dal discutibile stile dello stemma societario.

La maglia del KCCA, squadra ugandese con brand Lotto | Numerosette Magazine

Dal Messico fino all’Uganda, e ancora chissà dove. Ve l’avevamo detto: il simbolismo della maglia è l’essenza dell’iconicità di qualsiasi squadra.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *