Rivalità: OM-PSG, mors tua vita mea

Più di una questione calcistica, più di una sfida su un rettangolo verde, più di novanta minuti a rincorrere un pallone per infilarlo dentro alla rete.

Olympique Marsiglia e Paris Saint-Germain sono le due squadre francesi attorno alle quali si muove il maggior tasso di interesse calcistico, ai margini delle quali si nascondono questioni di eterne rivendicazioni tra due popoli, due città meravigliosamente e completamente diverse l’una dall’altra.

Da anni ormai i rapporti, sia in campo che fuori, sono tesi
Da anni ormai i rapporti, sia in campo che fuori, sono tesi a ogni OM-PSG

Marsiglia e Parigi condividono poco altro a parte la lingua parlata, e a dire il vero a volte nemmeno quella: nella città provenzale infatti sentirete un accento lento, aperto, più grezzo, mentre nella capitale ascolterete una cadenza solenne, galante e veloce. Marseille contro Paris è la sfida eterna del “io ho questo, tu non ce l’hai”: i primi si vantano di avere il mare stupendo, il vecchio porto, il sole quasi sempre (e la Champions League del 1993); i secondi si sentono semplicemente i principi di Francia. O forse lo sono.

Eppure, almeno in ambito calcistico, quello tra un parigino e un marsigliese non è sempre stato un rapporto ostile: l’OM, nato nel 1899, ha iniziato a provare fastidio della presenza parigina solo a fine anni ’80 quando il nuovo PSG, nato nel 1970 dalla fusione tra lo Stade Saint-Germain e l’F.C. Paris, iniziava a scalare vertiginosamente le gerarchie del calcio francese, dominate proprio dall’Olympique. Per i marsigliesi le rivalità più agguerrite erano individuabili nei rapporti tesi con i tifosi del Tolone (a causa della vicinanza geografica) e con quelli del Saint-Etienne (per motivi sportivi): i parigini, per il momento, rimanevano indifferenti ai biancazzurri.

Nell’edizione numero 121 della rivista francese “So Foot” il marsigliese Jean-Claude, uno dei fondatori del primo gruppo ultras in Francia (il Commando Ultrà, nato nel 1984) raccontava che i rapporti con alcuni tifosi parigini erano cordiali e sinceri. Luc, uno dei fondatori del gruppo parigino Boulogne Boys addirittura diceva: “nel Febbraio ’85 ero in leva a Tolone e una domenica assistetti ad un match al Vélodrome. Vidi lo striscione con scritto “Commando Ultrà” e scoprii che era nata una realtà ultras a Marsiglia, nel senso nobile del termine: nessuna connotazione politica, nessuna ossessione per lo scontro, e questo mi intrigò”. Il primo contatto ufficiale tra le due realtà ebbe luogo un anno più tardi. Ancora Luc: “nel 1986 l’OM giocava contro il Racing Paris (la seconda squadra di Parigi). Accompagnato da qualche altro ragazzo andammo a vedere la partita per parlare con i marsigliesi: li incontrammo, ci presentammo e ci scambiammo i numeri di telefono”.

Così stava nascendo un buon rapporto tra le due tifoserie, paradossalmente andando al senso contrario di quella tradizione che, teoricamente, vorrebbe che un parigino e un marsigliese proprio fratelli non possano essere.

om psg

L’evento che cambiò per sempre i rapporti tra le due compagini fu l’avvento a Parigi di Canal+, l’emittente televisiva sportiva più importante del territorio francese che, a fine anni ’80, si impossessò della maggioranza delle azioni del PSG, attuando un processo che portò la squadra della capitale in pochissimo tempo a ridosso dell’OM, allora padrone incontrastato del campionato d’oltralpe. Pare addirittura che all’origine di quella che diverrà una delle rivalità più importanti dell’Europa calcistica ci fosse un accordo preso a tavolino tra i presidenti delle due squadre e della lega francese: la Ligue 1 (in quegli anni ancora Division 1), con l’Olympique Marsiglia da anni a dettare legge e guidare la classifica del torneo, aveva perso del fascino, ed è per questo che per ridare competizione e prestigio al campionato ci si servì della potenza economica di Canal+ per creare una vera antagonista a quel regime dittatoriale che sembrava inarrestabile. Così avvenne: OM e PSG divennero in breve tempo le squadre che dividevano l’hexagone, e inevitabilmente i rapporti fra le due tifoserie si irrigidirono in maniera drastica tanto che, ad ogni sfida che le veda contro, vengono prese misure di sicurezza ai massimi livelli (per alcuni anni le trasferte furono vietate ad entrambe le tifoserie). Tanti, purtroppo, sono stati gli episodi in cui si sono verificati gravi disordini tra le due tifoserie: se vi trovate a Marsiglia o a Parigi, evitate di indossare materiale della squadra rivale, potreste ricevere un’accoglienza poco piacevole.

La memorabile esultanza di Basile Boli: era OM-PSG del 29 Maggio 1993, tre giorni dopo la vittoria in Champions League. Con quel gol l'OM si laureò campione di Francia
La memorabile esultanza di Basile Boli: era un OM-PSG del 29 Maggio 1993, tre giorni dopo la vittoria in Champions League. Con quel gol l’OM si laureò campione di Francia

Nel corso degli ultimi venticinque anni Olympique Marsiglia e Paris Saint-Germain si sono divisi con costante alternanza la supremazia: in 88 partite ufficiali il bilancio vede 33 vittorie dell’OM, 38 del PSG e 18 pareggi. E’ importante sottolineare come l’avvento dell’emiro Nasser Al-Kelaifi nella dirigenza del Paris Saint-Germain abbia inevitabilmente condizionato la competizione tra le due squadre, ormai diventata quasi come il classico “Davide contro Golia”: l’OM non vince contro il PSG dal lontano 27 Novembre 2011, quando il Vélodrome esplose al fischio finale dell’arbitro dopo un 3-0 secco (Rémy, Amalfitano, Ayew). Da quel momento in poi è stato un monologo parigino, dettato dallo strapotere economico della nuova società che parla arabo e scrive al contrario.

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Vincitori e vinti

Questo è diventato OM-PSG, Le Classique: la gloria dell’uno equivale al fallimento dell’altro.

 

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