ATHLETIC BILBAO 5 – 1 LAS PALMAS (7′ San José, 9’/58′ Muniain, 12′ Bigas, 18’/59′ Aduriz)

Antipasto abbondante di gol quello del venerdì sera di Liga, ma a farne una grande abbuffata è solo l’Athletic di Valverde che supera in classifica i cugini baschi della Real Sociedad e si porta in piena zona Europa League. Il Las Palmas, senza obiettivi di classifica, continua il suo altalenante andamento con prestazioni difensive rivedibili.

Ritmo forsennato al San Mamés sin dal fischio d’inizio, dopo sette minuti Mikel San José ritrova il vizietto del gol da calcio piazzato incornando da un calcio d’angolo di Iturraspe. Passano appena due minuti e un redivivo Iker Muniain beffa Lizoain sul suo palo da calcio di punizione: è 2-0.

Palle inattive letali in questo match, al dodicesimo Bigas batte Kepa e riapre momentaneamente l’incontro. La partita non ha soste: ci pensa El Zorro Aduriz a chiudere i giochi al 18°, primo gol su azione della serata su assist di Iñaki Williams. Nella ripresa poker bilbaino con un golazo di Iker Muniain, un tiro al volo dal limite dell’area per il suo sesto gol stagionale, a meno uno dal record personale in campionato. Sessanta secondi più tardi è ancora Aduriz ad andare a segno, manita e per los Canarios è notte fonda. Straripante Athletic al cospetto di un Las Palmas a dir poco leggerino, un buon segnale per la volata finale per l’Europa.

CURIOSITÀ

Appuntamento celebrativo annuale al San Mamés, nell’intervallo del match è stato premiato Sepp Maier, portiere del Bayern Monaco tra gli anni 60′ e ’70. Per il terzo anno consecutivo l’Athletic Bilbao istituisce il premio ‘One club man award’ premiando giocatori che hanno vestito la stessa maglia per l’intero corso della carriera. Oltre a Maier, hanno ricevuto il premio negli ultimi due anni Matthew Le Tissier e Paolo Maldini.

DEPORTIVO LA CORUÑA 2 – 0 MALAGA (47′ Joselu, 67′ Mosquera)

Sfida fra quasi salvi al Riazor di La Coruña: Depor e Malaga fluttuano in quella fase di stagione in cui nonostante la zona sicura occupata non si può ancora stare del tutto tranquilli, in cui è meglio lasciar perdere chi c’è davanti e pensare a chi sta alle spalle.

In questo clima di caos calmo compie un passo in più il Deportivo di Pepe Mel, che supera 2-0 un Malaga forse ancora inebriato dalla vittoria sul Barça: apre il colpo di testa di Joselu poco dopo la ripresa e chiude 20 minuti più tardi il tocco sotto porta di Mosquera. L’ultimo brivido lo provoca la traversa di Camacho all’80°, un quasi gol che avrebbe riaperto i giochi e riacceso il caos sul rettangolo verde del Riazor.

Sarà per un’altra volta, oggi in casa Depor regna la – quasi – calma.

CURIOSITÀ

Dopo un primo tempo a reti bianche, i tifosi del Riazor hanno potuto omaggiare la leggenda blanquiblau Mauro Silva, centrocampista del Deportivo dal 1992 al 2005: visto come è iniziato e finito il secondo tempo per los Turcos, l’ingresso in campo del brasiliano è stato di ottimo auspicio.

SPORTING GIJÓN 2 – 3 REAL MADRID  (14′ Cop, 17’/90′ Isco, 50′ Vesga, 59′ Morata)

Il Real Madrid non muore mai. A Gijón è andato in scena l’ennesimo miracolo dei Blancos di Zidane, che se la sono vista davvero brutta ma che alla fine riescono a tornare a casa con l’intera posta in palio. Va detto che la capolista giocava praticamente con tutte le seconde linee ad eccezione di Keylor Navas e Ramos: forse proprio per questo lo Sporting parte bene e passa in vantaggio con l’ex Cagliari Cop. Il pareggio di Isco è un capolavoro che vi invitiamo a vedere e rivedere.

Ma non basta perché Vesga riporta in vantaggio i padroni di casa, alla disperata ricerca di tre punti vitali per sperare nella permanenza nella massima serie. Il vantaggio dura nuovamente poco, perché ci pensa Morata a siglare il pareggio.

Come spesso accade il Real negli ultimi minuti sente l’odore del sangue e ribadisce nuovamente la sua legge: a siglare il gol che potrebbe valere la Liga ci pensa nuovamente Isco, sbocciato in questa primavera e sempre più decisivo per il Real Madrid.

MagISCO

CURIOSITÀ

Lasciarlo in panchina è un sacrilegio e siamo sicuri che allo stesso Zidane piange il cuore. Quando parte dall’inizio è sempre decisivo: nelle ultime otto gare giocate da titolare Isco ha messo a segno sei reti e regalato due assist ai compagni. Abbiamo visto di peggio, decisamente, come testimoniano le statistiche qui sotto…

ATLETICO MADRID 3 – 0 OSASUNA (30’/46′ Carrasco, 61′ Filipe Luís)

Come Zidane, anche il suo dirimpettaio Simeone sceglie di attuare un ampio turnover, di solito sinonimo di problemi per i Colchoneros. Non è stato così stavolta perché l’Osasuna è una squadra che già si sente in Segunda, e non ha fatto nulla per opporsi a un destino che pare segnato.

Carrasco ritrova la via del gol smarrita da tempo siglando una doppietta, mentre Filipe Luís continua il suo periodo di altissima vena realizzativa, segnando addirittura di destro.

Sul finale l’Atletico trova il modo di rovinare la sua giornata tranquilla e perfetta, sbagliando due rigori in due minuti con Carrasco e Thomas grazie a due parate del nostro Sirigu: vecchi vizi che fanno tornare alla mente brutti fantasmi per i Colchoneros. Ma per stavolta, ci si può ridere sopra: Griezmann, almeno, se n’è lavato le mani.

Esultanza in onore di James Harden, stella degli Houston Rockets

CURIOSITÀ

Potremmo parlarvi di Carrasco che torna al gol, oppure di questo Filipe Luís che si è riscoperto bomber. No: la copertina è tutta per Alessio Cerci che torna in campo con la maglia dell’Atletico Madrid dopo tantissimo tempo e che viene addirittura acclamato dal Vicente Calderón, magari con un pizzico di ironia. Chissà, magari se uno dei due rigori lo avesse calciato lui…

BARCELONA 3 – 2 REAL SOCIEDAD (17’/37′ Messi, 42′ Umtiti (ag), 44′ Paco Alcacer, 45′ +2 X.Prieto)

In una serata al Camp Nou in cui o si vinceva o si vinceva, il Barcelona non delude le aspettative ma mostra ancora una volta la vulnerabilità del reparto difensivo, preferendo rispondere ai gol subiti con più gol segnati (sarà sufficiente anche con la Juventus?).

La Real Sociedad è sempre un’avversaria ostica, perché dimostra ogni partita di non avere paura di nessuno: infatti nei primi minuti sono los Txuri-urdin a fare la partita e creare più occasioni. Ma se dall’altra parte c’è un certo Leo Messi, un po’ di timore ti viene per forza; appena la difesa blanquiblau gli lascia spazio, l’argentino insacca col sinistro rasoterra il vantaggio blaugrana, per ripetersi 20 minuti segnando con un aggancio dopo la respinta di Rulli su Suarez. Se l’attacco fa così paura, lo stesso non si può dire della difesa: Iñigo Martinez si improvvisa attaccante e riaccende le speranze della Real costringendo Umtiti all’autogol. Un minuto dopo le annichilisce di nuovo Paco Alcacer, chiamato a sostituire Neymar – per qualche tempo avrà questo compito – che sfrutta l’assist di Messi bucando di nuovo Rulli. Di nuovo, ad attacco leone corrisponde difesa micino, anche se Xabi Prieto ci mette del suo realizzando un complicatissimo gol, piazzato al volo su assist di William Jose.

Sarà per il timore del Barça, sarà per i limiti della Real Sociedad, ma il risultato non cambia fino alla fine della partita: Luis Enrique rimane sulla scia del Real, mentre i baschi di Donostia rimangono sulla scia dell’Europa.

CURIOSITÀ

La sensazione è che il Clasico della prossima giornata che si disputerà al Bernabeu deciderà le sorti della Liga, riaprendo o chiudendo il discorso per le due contendenti; per quanto riguarda la classifica del Pichichi, appare più difficile mettere in discussione chi primeggerà fra Ronaldo e Messi: con la sua doppietta l’argentino vola a +10 sul rivale, a quota 29 in stagione. Ma stiamo pur certi che Suarez non rimarrà a guardare.

LEGANES 0 – 1 ESPANYOL (92′ Leo Baptistao)

Sei un bambino che attende da mesi le vacanze di Pasqua, solo per quell’uovo splendido, lucente, di cioccolata: manca poco alla fine del pranzo in famiglia, qualcosa ti è piaciuto tantissimo, qualcosa un po’meno, ma tanto stai aspettando solo quel momento. La corsa, il fuoco negli occhi per l’attesa, un delicato pugno per aprire in due l’uovo e… Niente. Nessuna sorpresa, ecco la sorpresa.

La partita del Leganes è stata più o meno così, 90′ giocati per il pareggio e la beffa finale di tornarsene negli spogliatoi a mani vuote. Leo Baptistao ha colpito al 92′ con un beffardo pallonetto che regala ancora qualche speranza europea all’Espanyol di Quique Sanchez Flores: per i pericos questa Pasqua è sembrata più un secondo Natale.

Per il Leganes però, poco male: scorrete un po’ e capirete il motivo. C’è chi sta molto peggio, c’è chi non ha avuto nemmeno l’uovo.

L’attesa, la paura, la disperazione (da destra verso sinistra)

CURIOSITÀ

Segna poco ma segna pesante. Quarto gol per il talento brasiliano – mai totalmente espresso – Leo Baptistao, ma quanto pesa per la lotta europea. Alzi la mano chi a gennaio avrebbe scommesso qualcosa sull’Espanyol in Europa League…

VALENCIA 0 – 0 SEVILLA

Doveva essere il partidazo di Pasqua, l’appuntamento spagnolo per il quale finire tutto velocemente e sedersi sul divano per godersi lo spettacolo.

A grandi linee lo è stato, ma lo 0-0 lascia un po’ tutti interdetti. Un palo di Jovetic, tante belle parate, un salvataggio sulla linea ed un espulsione mancata a Diego Alves per un mani fuori area decisivo. Al Valencia ed ai suoi tifosi può anche andare bene così, un pareggio contro una grande ed una partita giocata alla pari: il progetto ora funziona e sta recuperando punti e supporters. Il Siviglia può recriminare per quanto riguarda il rosso mancato, ma per stare ad alti livelli la palla va buttata dentro: sarà un periodo un po’ così, ma in questi match il pallone deve entrare, in un modo o in un altro.

E l’Atletico adesso è a +3…

Mano galeotta

CURIOSITÀ

Si era pure guadagnato il rosso avversario, ma l’arbitro non ha visto. Poco male, ma N’Zonzi anche ieri ha dimostrato quello che è il suo valore, quello di centrocampista totale: record di palloni giocati stagionali in Liga per un giocatore della squadra ospite. Capite perché la sua personalità è richiesta in tutta Europa…

BETIS SEVILLA 2 – 0 EIBAR (2′ Martin, 89′ Ceballos)

L’Eibar frena i sogni di Europa sbattendo contro un arcigno Betis, che al Benito Villamarin ha praticamente ipotecato la salvezza: ecco il sentimento dei tifosi andalusi al fischio finale.

Il Betis incontrava i baschi in un gran momento (3 vittorie consecutive), ma dopo 2 minuti Martin ha portato in vantaggio i padroni di casa con un cabezon che ha preso in controtempo Yoel.

Tante occasioni per entrambe le squadre, con Pedro Leon grande protagonista dell’Eibar, ma alla fine, con l’ennesimo contropiede betico, si è messo in proprio Dani Ceballos che con un destro ad incrociare ha posto fine ai vani tentaivi degli ospiti.

Peccato, gli unici che potevano rimetterci qualcosa in questa partita sono stati i ragazzi di Mendilibar, e così è stato. Forse è ancora troppo presto per vedere un Eibar varcare i confini spagnoli.

CURIOSITÀ

Incredibile come un talento del calibro di Ceballos abbia impiegato 60 partite per segnare il primo gol in Primera in maglia Betis. Meglio tardi che mai, dicevano…

GRANADA 0-3 CELTA VIGO (23′ Jozabed, 73′ M.Diaz, 76′ Beauvue)

Esordio di Tony Adams sulla panchina del Granada per tentare di cambiare un destino che pare già segnato: salvare gli andalusi dalla retrocesione in Segunda. Il pugno duro dell’ex arcigno centrale dell’Arsenal pare proprio che non abbia funzionato, Adams ha detto in conferenza pre gara che avrebbe preso i suoi a calci nel culo. Non vorrei essere stato nei loro panni dopo il secco tre a zero rifilato dal Celta Vigo.

Punteggio per la verità estremamente rotondo considerando la reazione tutta cuore ed orgoglio del Granada nel secondo tempo, con una traversa clamorosa di Uche e qualche imprecisione nell’ultimo passaggio che avrebbero potuto cambiare la storia di questa partita, e chissà forse della stagione dei rojiblancos.

Celta Vigo imbottito di riserve: Toto Berizzo si priva di Guidetti, Pione Sisto e Iago Aspas in virtù del ritorno di Europa League di settimana prossima contro il Genk che può valere una storica semifinale. Il vantaggio galiziano è un regalo difensivo clamoroso di Ochoa & co., ad approfittarne è Jozabed che con uno scavetto beffa proprio il portiere messicano. La ripresa sa di sentenza: dopo svariate occasioni granadine Marcelo Diaz disegna una parabola su punizione che ammutolisce Los Carmenes, tre minuti più tardi Beauvue getta benzina sul fuoco portando il Celta sul tre a zero.

CURIOSITÀ

Meno sette dal Leganes a meno sei dal termine, onestamente ci vuole un miracolo. Difesa bucata: Ochoa ha incassato 68 reti in 32 partite, nessuna squadra ha fatto peggio del Granada nei migliori 5 campionato europei. La partita di questa sera è parsa un armistizio e la Segunda sta arrivando inesorabile.