Pom-Pom Piątek

Diciamoci la verità: al Genoa sono abituati ai grandi attaccanti. Solo che, di solito, il numero 9 lo portava un argentino, meglio se dal passato difficile, come Milito (che ci arrivò già vicino ai trenta) e Palacio (che ricalcò esattamente questo copione). Oggi, invece, quella maglia la porta Krzysztof Piątek, un ragazzo di 23 anni che non viene dalla sterminata Patagonia, ma da una terra ancora più fredda e ha già segnato 12 gol nelle prime 7 partite ufficiali in Italia.

Piątek è stato il primo esordiente in Serie A a segnare in otto match consecutivi. E con un po’ di fortuna potrebbe battere un record prestigioso, che dura dal 1994: quello di Batistuta, che arrivò a segnare il suo nome sul tabellino dei marcatori per 11 volte consecutive.

Piątek in azione con la maglia del Genoa | Numerosette Magazine

L’intuizione di Ballardini

Due mesi fa, Piątek era oggettivamente uno sconosciuto e arrivò in Serie A presentandosi come il terzo miglior marcatore del campionato polacco nella stagione 2017/18, grazie alle sue 21 reti con la maglia del KS Cracovia. Dodici gol dopo, siamo qui a celebrare i superpoteri di un attaccante che lascia strabiliati per la semplicità con cui fa la differenza su un campo da calcio.

Piątek, infatti, è l’attaccante perfetto per il nuovo Genoa di Ballardini, che sfrutta la velocità delle catene laterali, dove giocano velocisti come Romulo e Lazovic, ma anche agili pensatori come Pereira e Criscito. Una volta creata superiorità numerica sulle fasce, i rossoblu hanno il compito di buttare in area un numero impressionante di palloni a centro area, dove gli attaccanti si trovano direttamente all’uno contro uno. Il Genoa propone un 3-4-1-2 dove il saggio Pandev fa da regista offensivo e Kouamé offre sempre ampiezza alla manovra; al centro, dunque, è naturale che ci finisca un attaccante che ha tutte le potenzialità per diventare completo.

In fase difensiva invece, il Genoa sta cominciando a diventare molto ordinato. Ballardini ha serrato una difesa a cinque (coi laterali che si abbassano sempre) e sta addestrando le punte a coprire i fianchi dei mediani, lasciando il solo Pandev a proteggere i palloni per far rifiatare la squadra. Insomma, squadra nuova, con solide certezze e una grande capacità di capitalizzare con un filtrante che arriva dalle fasce. Non a caso, tutti i gol di Piątek arrivano dall’area di rigore, ad eccezione di un capolavoro con il Bologna a Marassi, molto simile ad un colpo da biliardo.

Senza dubbio l’attaccante polacco è in fiducia, e si sa che quando la stella di un attaccante splende nel cielo, questi è capace di qualsiasi cosa su un rettangolo verde. Ma non ci vuole molto a capire che quella di Piątek non è solo fortuna. Il numero 9 del Genoa, più che meteora, è asteroide. Il suo impatto sull’atmosfera italiana è già stato considerevole, e ce ne stiamo accorgendo un po’ tutti.

Piątek e i compagni esultano dopo un gol al Ferraris di Genova | Numerosette Magazine
La freschezza dinamica di Piątek e Kouamé viene controbilanciata dalla grande saggezza tattica di Pandev, che negli anni a Genova si è trasformato in un regista offensivo capace di vedere comunque la porta.

I superpoteri di Piątek

La fortuna, nel calcio, è volubile quanto il clima in autunno. Ma se Preziosi ha blindato il gioiello polacco fino all’estate (una cosa significativa, in una piazza come Genoa) significa che in molti credono di aver trovato uno dei migliori attaccanti della nuova generazione.

Piątek, in effetti, è un centravanti con almeno tre doti straordinarie, che in Serie A possono vantare davvero in pochi. La prima è sicuramente la capacità di vedere la porta, che ricorda molto un altro attaccante passato a Genova, sponda blucerchiata, e poi divenuto capitano dell’Inter. Ci sono alcune movenze del polacco che ricordano Icardi, perché anche Piątek riesce sempre a farsi trovare smarcato in area di rigore, dove la palla gli arriva addosso come se avesse una calamita sui piedi. E lo fa senza pensarci, perché gli viene naturale; il suo è un rarissimo killer instinct da area di rigore.

In particolare, il gol di Piątek contro il Sassuolo vi farà pensare al famoso gol di Icardi nel derby contro il Milan. Lo smarcamento all’indietro è praticamente identico, così come la palla che arriva da fondo campo: mentre Icardi impatta al volo di destro, e (con un po’ di fortuna) trova l’angolino, Piątek preferisce stoppare ed evitare la sfida col destino, riaprendo una partita che sarebbe finita 5-3 per i neroverdi.

Balistica e aerodinamica

La lista dei superpoteri di Piątek si allunga con un’altra grande caratteristica fisica: il polacco, pur essendo alto solo un metro e ottanta, ha uno stacco poderoso. Ha segnato un quarto dei suoi gol impattando il pallone di  testa con una ferocia davvero notevole. Salta bene sia da fermo che in corsa e, nonostante le difese italiane siano corazzate verso questo tipo di giocate, Piątek ha una confidenza tale col suo corpo da riuscire a prendere in contro-tempo il suo marcatore, praticamente quando vuole. Il polacco è sulla buona strada per diventare immarcabile.

La difesa del Lecce è stata un monito per tutti i reparti difensivi di Serie A. Piątek non può essere marcato a zona, perché diventa letale. Tre gol praticamente identici rifilati ai pugliesi sono stati un eloquente campanello d’allarme.

Oltre ai gol alla Icardi, che effettivamente sono il piatto forte del repertorio, Piątek ha già fatto capire che non disdegna neppure il tiro dalla distanza. Molto spesso i centravanti prediligono il tiro di potenza (si pensi a Higuain, tanto per citarne uno), mentre il polacco ritiene di avere un altro bersaglio preferito: l’angolino in basso a destra, dove difficilmente il portiere può arrivare in tuffo. Questo è un pezzo di repertorio che si vede raramente in Italia (appartiene di più alla Spagna e all’Inghilterra, si pensi ad Hazard e Messi): con un piatto aperto, Piątek ha già fatto male a parecchie difese trasformando quel piccolo spot della porta nel suo bersaglio preferito. Ne sa qualcosa il Bologna, ovviamente, ma è possibile rivolgersi anche a Lazio e Sassuolo per ulteriori informazioni.

Gol da fuori area, ma sempre con la stessa alchimia: palla che dalla catena laterale (Criscito) arriva al centro, dove poi Piątek, va beh, fa un po’ quello che gli pare. Il tiro a giro basso, sull’angolino lontano, è un pezzo di pregevole fattura, presente in pochi repertori in giro per l’Europa. Piątek Sembra un vero sommelier dell’area di rigore. 

Pistolero Piątek

Che poi, diciamocelo, tutto questo hype per Piątek è chiaramente giustificato. Su Instagram è praticamente uno dei pochi calciatori di Serie A a non avere il profilo gestito da un professionista del settore: spulciando nelle vecchie settimane della sua vita social possiamo trovare foto normalissime, di Piątek in vacanza o di Piątek abbracciato alla fidanzata, e via discorrendo. Questo ragazzo ha una normalità che nasconde, sotto la maglia del Genoa, un talento purissimo.

La sua esultanza, poi, è già diventata un’icona. Piątek ha sparato in aria per dodici volte in meno di un mese, e questo lo ha sicuramente reso immediatamente riconoscibile in un calcio fatto sostanzialmente di marketing. Le sue pistole incrociate hanno attirato l’attenzione delle big d’Europa, tra cui Inter e Juventus, che gli staranno incollate fino alla fine della stagione. Nel frattempo, il Genoa si gode colui che potrebbe diventare un degno erede di quel fuoriclasse assoluto della civiltà calcistica polacca che è Robert Lewandowski.  

Ah, e a proposito di nazionale: in patria s’erano già accorti delle sue qualità, perché il c.t. Nawalka l’aveva inserito nei 35 pre-convocati per il disastroso mondiale di Russia. Alla fine Piątek non partì, e forse è stato meglio per tutti. Ha debuttato l’11 settembre con l’Irlanda del Nord, giocando al fianco del fuoriclasse del Bayern Munich.

Piątek esulta con la maglia del Genoa | Numerosette Magazine
Pom-Pom! Pom-Pom! Esplosivo, proprio come il suo impatto in Serie A.

Il ballo dei debuttanti

Era da diverse stagioni che un attaccante all’esordio non impattava così bene in Serie A; questo poiché nella nostra lega è molto difficile, per un giovane, trovare continuità e tutto l’ambiente (dai tifosi alla dirigenza, per non parlare di staff e giornalisti) è estremamente impaziente. Piątek si è presentato bene e ha continuato meglio, superando addirittura la prima stagione da rookie di Cutrone, che l’anno scorso prese per mano un Milan claudicante e lo trascinò verso un’agognata qualificazione all’Europa League.

Quale potrebbe essere, allora, il destino di Piątek? Impossibile dirlo ora. Pensare al futuro di un calciatore debuttante rasenta l’utopia, ed è roba da visionari del calcio, come Raiola e Mendes, che costruiscono carriere sulla base di complicate ipotesi esistenziali. Un attaccante così starebbe bene ovunque, perché non ha una sola caratteristica ma ne combina almeno tre (killer instinct, colpo di testa, colpo da biliardo) che lo rendono utile in molte situazioni della partita.

Piątek con la maglia del Genoa. | Numerosette Magazine

Rookie of the year

La stagione 2018/19 verrà giustamente ricordata per l’impatto considerevole di Krzysztof Piątek, che oltre ad aver messo in difficoltà i telecronisti di mezza Italia ha ridato vitalità all’ambiente genoano, deluso dopo la scorsa stagione e depresso per la cessione di una bandiera come Perin. Un sergente di ferro come Ballardini lo aiuterà a rimanere coi piedi per terra, continuando però a sfruttare la sua buona stella per tutto il tempo possibile. C’è da dire che al Genoa – eccezion fatta per la Lazio – mancano ancora tutte le partite con le big: sarà quindi interessante vedere Piątek agire contro sistemi difensivi molto collaudati (come quello della Juventus e del Napoli) o incredibilmente forti in marcatura, come quelli di Roma e Inter.

Quest’anno il debuttante più atteso era sicuramente Lautaro Martinez, ma per il momento è il Polacco a meritare lo scettro di rookie of the year nella nostra Serie A. Questi riflettori fanno bene al Genoa, al ragazzo, ma soprattutto a un campionato che rischiava l’appiattimento mediatico attorno a quel fenomeno calcistico-culturale che risponde al nome di Cristiano Ronaldo.

Poi, che dire, in Polonia credono parecchio in Krzysztof Piątek, e dopo questo Instagram post dell’account ufficiale polacco, possiamo farlo anche noi.

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