Siete pronti per la Nations League?

La pausa nazionali di settembre è da sempre vissuta con una certa insofferenza nel mondo del calcio. È un fastidio sia per i tifosi perché, dopo un avvio promettente della Serie A, sono costretti a sospendere le emozioni, sia per gli allenatori perché devono interrompere i loro esperimenti alchemici. Quest’anno, però, la UEFA ha cercato di ovviare alla noia tremenda delle amichevoli di fine estate con la Nations League, un torneo complesso che ha il sapore di una scommessa.

Il calendario gregoriano del calcio si arricchisce con un nuovo appuntamento, e varrà quindi la pena cercare di fare un minimo di chiarezza su una delle competizioni più complesse del panorama mondiale.

Il logo della Uefa Nations League. | Numerosette Magazine
La grafica minimal e diagonale della UEFA Nations League cerca di mascherare un torneo complesso e lungo.

 Nations League, in due parole

Lo scopo della Nations League è quello di rinforzare il sentimento europeo in un momento di grave disgregazione comunitaria. Innanzitutto, l’inno è stato scritto in latino: non in inglese – per punire la refrattaria Football Association – e nemmeno in francese, ma con una lingua arcaica e non riconoscibile da tutti per il retaggio romano e cristiano del continente. L’inno, a dir poco inusuale, dice:

Solum audax, solum fortis, solum magnus

The Nations League

Officii latini a parte, la competizione è stata accolta con un certo sospetto negli ambienti calcistici. Ed era prevedibile, considerando che le novità della FIFA e dell’UEFA vengono sempre ricevute con il beneficio del dubbio, perché il calcio è uno sport conservatore e alla gente non piacciono le rivoluzioni. Basti vedere la querelle relativa al VAR, che ha suscitato una vera e propria scissione anglicana alla corte della Football Association inglese, con gli arbitri di Sua Maestà che, al mondiale in Russia, hanno rifiutato categoricamente l’aiuto dell’occhio tecnologico.

La Nations League, in linea teorica, dovrebbe dare valore agli unici eventi ancora sfruttabili – in senso economico e mediatico – nel già fitto calendario calcistico: le amichevoli nazionali. Insomma, l’idea di riunire tutti gli inutili friendly matches sotto il vessillo di una competizione prestigiosa non sarebbe poi così male. E le ragioni principali sono due.

La Nations League, spiegata con la geopolitica | Numerosette Magazine
Una semplicissima mappa per spiegare i rapporti di potere nell’UEFA e il significato di “Periferia” nel calcio. I paesi in rosso saranno in prima fascia; quelli in blu, in seconda. Quelli in verde saranno in terza, mentre quelli gialli (puntini inclusi) in quarta. Il centro ideale si situa nel vecchio cuore dell’Europa continentale, l’Alsazia-Lorena, e da lì si dirama sino alle steppe dell’Asia Centrale.

UEFA, rispetto e bizantinismi

La prima causa scatenante della Nations League è il respect, che noi identifichiamo come pari opportunità. Da anni l’UEFA cerca di garantire anche alle federazioni meno blasonate qualche briciola di successo internazionale. Ridurre il GAP tra le prime cinque federazioni europee (Inghilterra, Francia, Germania, Spagna e Italia) è il chiodo fisso della burocrazia del calcio, e in questo senso non deve sorprendere la comparsa, nel 2021, di una terza competizione internazionale per club che possa offrire maggiori possibilità alle squadre europee periferiche, stritolate come sono tra Champions ed Europa League.

Su scala internazionale, la Nations League non sarà una competizione sterile e peserà in maniera determinante sulle qualificazioni per gli Europei del 2020. Suddivise in quattro leghe, a loro volta scompaginate in gironi vari, le selezioni nazionali avranno un cammino complicato e saranno sempre a rischio promozione/retrocessione. Ma, come vedremo, garantire pari opportunità a tutti significa necessariamente appesantire la formula del torneo.

La coppa della UEFA Nations League | Numerosette Magazine
Questa sarà la nuova coppa messa in palio dalla UEFA. Pareri?

La nuova idea di spettacolo

La seconda ragione che ha spinto alla creazione di un nuovo torneo internazionale la si trova nella progressiva spettacolarizzazione del calcio. Ora che – a livello di club –  i maggiori team della Liga andranno a giocare una partita all’anno negli stadi americani, si è diffusa la sensazione che anche le nazionali possano guadagnare molto di più dai loro appuntamenti internazionali.

La Nations League sarà dunque un ulteriore passo in avanti verso lo sfruttamento mediatico di matches proverbialmente poco interessanti. Si tratta, ovviamente, di una scommessa dell’UEFA: tutto dipenderà dal grado di aspettativa generato tra i tifosi e da un’adeguata campagna di marketing che renda appetibile questa nuova Lega delle Nazioni.

Bizantinismi della Nations League | Numerosette Magazine
No, purtroppo non è una versione digitalizzata del vecchio “Snake”. Si tratta di una delle possibili combinazioni derivanti dai risultati della Nations League. Trovarne il filo logico non è proprio immediato.

E l’Italia?

Lasciamo i ragionamenti teorici, e veniamo alla parte pratica. Nonostante gli ultimi risultati internazionali – non proprio entusiasmanti, per usare un eufemismo – l’Italia è rientrata nella fascia più alta delle quattro categorie della Nations League, e dunque viene considerata tra le 12 nazionali più forti d’Europa.

Il nostro girone è stato piuttosto fortunato: abbiamo trovato il Portogallo – che sarà orfano di Cristiano Ronaldo, nelle prime due partite – e la Polonia, che esce da una magra figura al mondiale di Russia e cercherà di completare un difficile passaggio generazionale.

Il Portogallo si presenta al gironcino da tre come testa di serie. E’ effettivamente l’unica delle tre squadre ad aver raggiunto la fase finale di Russia 2018, e soprattutto è campione europea in carica. Bisognerà valutare l’incidenza del fattore Ronaldo, da sempre decisivo negli ultimi anni. Il suo sostituto sarà probabilmente André Silva, e non è da escludere che la federazione portoghese possa sfruttare proprio la Nations League per varare una prima selezione post-CR7. Le primavere, per il fuoriclasse ex Real Madrid, sono infatti già 33, e bisognerà guardare al futuro.

Ronaldo non farà parte della Nations League col Portogallo | Numerosette Magazine
Ronaldo ha segnato oltre 80 gol con la maglia della sua nazionale.

La Polonia, invece, si rivelerà l’avversario più ostico. Il fallimento all’ultimo mondiale è stato vissuto come un vero e proprio trauma sportivo nazionale. La selezione polacca vantava dei nomi oggettivamente fantastici (Lewandowski, Milik, Zielinski tra i molti) ma non ha trovato il giusto amalgama, che è il vero segreto delle coppe del mondo. La Nations League è un impegno più diluito e i polacchi potrebbero non avvertire la stessa pressione che avevano addosso solo qualche mese fa. Quindi occhio alla Polonia, vero outsider delle 12 migliori d’Europa.

E davanti hanno sempre questo signore qui.

Reali aspettative nella Nations League

La Nations League sarà un torneo atipico e innovativo. Se la fase a gironi si svolgerà nel giro di una settimana, i successivi incroci avverranno in momenti diversi della stagione; ciò produrrà un fattore inedito per le nazionali europee, da sempre abituate a competizioni lunghe un mese, dove a far la differenza, molto spesso, è lo stato di forma dei calciatori.

La Nations League diventerà un torneo difficilmente prevedibile, data la sua formula diluita; per questo l’Italia che tra poco affronterà Portogallo e Polonia potrebbe non essere la stessa di un’eventuale fase finale. La nostra nazionale partirà con un sostanziale vantaggio: non ha nulla da difendere e niente da perdere. Mancini sta creando un gruppo giovane e affamato, e non a caso sta cooptando in nazionale maggiore i protagonisti delle selezioni giovanili, che hanno fatto benissimo nelle ultime uscite internazionali.

E dato che il mal di testa non era abbastanza, vi lasciamo con la nuova formula ibrida di qualificazione agli europei del 2020. Buona visione.

Nations League e Qualificazioni europee: un nuovo ibrido. | Numerosette Magazine
La Nations League sarà determinante per stabilire le qualificazioni agli europei. Dai risultati di Settembre, Novembre e Marzo dipenderanno praticamente tutte le teste di serie.

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