Inferno, Purgatorio e Parma

Il campionato di Serie B di questa stagione sembra poter essere il più equilibrato e al contempo affascinante degli ultimi anni. Siamo quasi al giro di boa: il 2017 sta finendo, la pausa si avvicina, ma ancora non c’è una squadra che la faccia da padrona nell’impervio mondo della B. La classifica è cortissima: basti pensare che tra la prima (Palermo) e l’undicesima (Carpi) ci sono, a oggi, appena 10 punti di distacco (vengono promosse direttamente le prime due, dalla terza all’ottava ci sono i playoff). Là davanti, oltre ai rosanero, che per la prima volta quest’anno mantengono la vetta per due giornate consecutive, nessuno riesce a trovare continuità. Ci sta riuscendo ultimamente il Bari, con quella fame da Serie A con cui manca l’appuntamento alla promozione da ormai troppe stagioni. Palermo, Frosinone ed Empoli hanno da poco abbandonato i campi di Serie A (l’Empoli ha anche abbandonato Vivarini per sostituirlo con Andreazzoli, dopo il pareggio con la sorprendente Cremonese) e hanno tutte le intenzioni di tornare a calcarli già dalla prossima stagione. E poi c’è il Parma, che fino a qualche anno fa ci saremmo stupiti di trovare a lottare nel campionato cadetto. Ma il fallimento del 2015 sembrava poter condurre i crociati all’inferno, per di più senza biglietto di ritorno incluso nel prezzo. E invece il Parma, una volta toccato il fondo, ha saputo darsi la spinta per risalire, passando per l’inferno della Serie D e della Lega Pro (oggi nuovamente Serie C) e per il purgatorio della Serie B. Chissà se a fine stagione potremo parlare di paradiso, che significherebbe percorso netto per la società parmense. Intanto proviamo ad analizzare i fattori che hanno condotto alla rinascita di una delle franchigie più gloriose della storia del calcio italiano, che ha da poco compiuto 104 anni di storia: il Parma Calcio 1913.

Inferno

La stagione 2013/14 del Centenario, si era chiusa con un finale mozzafiato per i tifosi del Parma. Il sesto posto ottenuto in campionato con un rocambolesco finale di stagione significava qualificazione ai preliminari di Europa League. Ma quello che sembrava il punto più alto della storia recente del Parma stava per coincidere con la fine di un’epoca. I gravi problemi finanziari dell’allora gestione societaria parmense comportarono l’esclusione dall’Europa League e, soprattutto, condussero al fallimento al termine della stagione 2014/15 conclusa con la retrocessione del Parma in Serie B. Il fallimento portò alla nascita di una nuova società, il Parma Calcio 1913, che rappresentava calcisticamente la città di Parma. La nuova società venne iscritta al campionato di Serie D, con il proposito di passare meno tempo possibile tra i dilettanti e di riportare in auge il Parma.

Il Parma domina il campionato di Serie D dalla prima all’ultima giornata, vincendo il proprio girone senza nemmeno una sconfitta. Si tratta dell’unica società imbattuta in stagione tra quelle che militano nei primi quattro campionati di calcio italiani. Record di punti, record di presenze allo stadio e addio ai dilettanti. L’inferno sembra essere più piacevole di quanto non apparisse dall’esterno. Ma guai a sottovalutarlo: ecco infatti che la stagione in Lega Pro si fa subito meno facile del previsto. La troppa consapevolezza nei propri mezzi comporta un mercato di basso profilo, probabilmente inadeguato per il campionato da affrontare. L’esonero di mister Apolloni, l’arrivo di D’Aversa e un ottimo mercato invernale, con l’acquisto di giocatori da categoria superiore, conducono il Parma al secondo posto in campionato, alle spalle del Venezia di Pippo Inzaghi. Qualificazione ai playoff dunque, culminati a Firenze con le vittorie in semifinale ai danni del Pordenone (dopo i tiri di rigore) e in finale contro l’Alessandria (un netto 2-0). Il Parma completa così il doppio salto di categoria: dalla D alla B nel giro di due stagioni. L’inferno è alle spalle.

Il Parma batte l'Alessandria nella finale dei playoff di Lega Pro | numerosette.eu
Il Parma vince i playoff di Lega Pro a Firenze

Purgatorio

Nell’estate del 2017, il Parma diventa a tutti gli effetti una società con proprietari stranieri: il gruppo cinese Desports, presieduto dal presidente Jiang Lizhang, acquista il 60% delle quote parmensi, mentre il restante 40% resta nelle mani del gruppo imprenditoriale Nuovo Inizio e dell’azionariato popolare Parma Partecipazioni Calcistiche. La squadra è pronta e ben attrezzata per affrontare al meglio il campionato di Serie B. Ai vari Frattali, Munari, Scozzarella, Di Cesare, Calaiò e capitan Lucarelli, vanno ad aggiungersi Barillà, Ceravolo, Siligardi, Dezi, Di Gaudio e Roberto Insigne.

Il Parma punta a centrare il triplo salto dalla D alla A | numerosette.eu

La rosa è senza dubbio tra le più competitive del campionato cadetto, ma gli infortuni delle due punte teoricamente titolari, vale a dire prima Ceravolo e poi Calaiò, costringono mister D’Aversa a riadattare Baraye ad attaccante centrale. Tale situazione di emergenza permette a un altro giocatore di esplodere e trovare finalmente la propria dimensione ideale: si tratta di Roberto Insigne, fratello di Lorenzo, arrivato a Parma dal Napoli nell’affare Dezi, senza suscitare particolarmente l’entusiasmo dei tifosi crociati. Insigne, nonostante il cognome pesante che lo accompagna e a dispetto delle critiche iniziali, sta facendo molto bene, conferendo alle dinamiche di gioco velocità, fantasia e goal: sono infatti cinque le reti in campionato dell’esterno d’attacco napoletano, che è diventato il massimo goleador della squadra, al pari di Emanuele Calaiò.

In questa prima parte di stagione sono aumentati sensibilmente i tagli e gli inserimenti nello spazio di Insigne, giocatore solitamente abituato a ricevere palla sul piede dal versante destro per concludere con il mancino.

A gennaio, durante la pausa, sarà necessario un intervento sul mercato, soprattutto nel reparto offensivo; l’obiettivo è un altro attaccante di peso, che possa sfruttare, in assenza di Ceravolo e Calaiò, i palloni offerti da Insigne e Di Gaudio. Il purgatorio della Serie B riserva molteplici pericoli per chi, come il Parma, vuole presto tornare in quel paradiso chiamato Serie A. Il Parma è attualmente quarto in campionato, in piena zona playoff e a quattro punti dalla vetta. Il percorso intrapreso finora fa ben sperare i tifosi crociati, abituati a ben altri palcoscenici.

Parma

Hernan Crespo significa Parma. Alessandro Lucarelli significa Parma. Ecco perché il connubio delle loro personalità è garanzia di solidità del gruppo e serenità dell’ambiente. Crespo, con l’arrivo della proprietà cinese, è diventato vicepresidente del Parma. El Valdanito è sempre stato legato all’ambiente parmense: dopo il ritiro dal calcio giocato, avvenuto nel 2012 proprio con la casacca crociata, è rimasto a vivere a Parma con la famiglia. 200 presenze e 94 reti totali, 162 partite e 72 goal in campionato. Queste le cifre di Hernan Crespo col Parma, che ne fanno il miglior realizzatore in Serie A della storia della società emiliana. Nessuno meglio di lui incarna i tempi d’oro della fine degli anni ‘90, quando il Parma vinse Coppa Uefa, Coppa Italia e Supercoppa Italiana. Ecco perché è come se Crespo, nonostante guardi le partite dalla tribuna del Tardini, continui a segnare ogni domenica con la maglia crociata del Parma.

Crespo è una leggenda vivente della città di Parma | numerosette.eu
Crespo esulta nella finale di Coppa Uefa del 1999

La figura che meglio delle altre rappresenta tutte le fasi della storia recente del Parma è l’eterno capitano Alessandro Lucarelli. A Parma dal 2008, Lucarelli verrà per sempre ricordato nella città ducale come il capitano che non ha mai abbandonato la nave, neanche nei periodi più bui. I numeri rappresenterebbero già di per sé il valore di tale personaggio nella realtà parmense: con le attuali 320 presenze, Lucarelli è il giocatore con più apparizioni della storia del Parma; è l’unico ad aver segnato con la casacca crociata in tutti e quattro i maggiori campionati italiani di calcio. Ha trascinato il Parma durante gli ultimi anni di Serie A e poi lo ha condotto al doppio salto dall’inferno di Serie D e Lega Pro al purgatorio della Serie B. A Lucarelli manca solo un ultimo tassello per completare quella che più che una carriera ha assunto i tratti di una vera e propria missione: il paradiso, il ritorno in Serie A, che coinciderebbe con il suo definitivo ritiro. Sarebbe una storia bellissima da vivere e raccontare: l’unica squadra della storia del calcio italiano a ottenere tre promozioni consecutive. Il triplo salto: inferno, purgatorio e…Parma!

 

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