La fioritura di Politano

All’inizio della stagione, quando l’Inter ha affrontato un avvio travagliato con 4 punti raccolti in altrettante gare, Matteo Politano era sembrato l’unico già in condizione. Col passare delle settimane, però, ci si è resi conto che la forma smagliante dell’esterno romano non dipendeva semplicemente dalla sua straordinaria tenuta fisica. Politano sta, infatti, vivendo la sua fioritura calcistica.

L'Inter Media House pubblica il risultato finale della partita col Torino, utilizzando Politano come uomo copertina | Numerosette Magazine
Dopo le prime quattro partite dell’Inter 2.0 di Spalletti, Politano è diventato uomo-copertina dell’Inter Media House. Era uno dei pochi giocatori sopra la sufficienza, indipendentemente dal risultato.

La premonizione di Adani

La fioritura di Politano viene da molto lontano. Era appena iniziato il girone di ritorno della scorsa stagione (2017/18) quando Lele Adani, negli studi di Sky Sport, faceva un breve cameo sull’importanza dei mancini nelle squadre di calcio. Tra i venti prospetti più interessanti del nostro campionato, lui inseriva anche Matteo Politano. Allora in forza al Sassuolo orfano di Di Francesco, giocava poco, molto spesso fuori ruolo, tra molte incertezze e il pericolo concreto di una retrocessione.

In quell’occasione, Adani utilizzò parole di lode per Politano, augurandogli il trasferimento in una grande squadra. Magari proprio all’Inter, l’unica tra le big a non avere neppure un’ala capace di rientrare verso il centro del campo per generare spazi e provocare la superiorità numerica.

In questo momento, Politano che parte da destra e rientra sul mancino non vale tanto meno dei top di questa classifica. Lo diceva Lele Adani più di un anno fa. Oggi possiamo dargli tranquillamente ragione. 

Iachini l’alchimista

Le parole di Adani non rimasero inascoltate, e oggi assomigliano a una vera e propria premonizione. Ma buona parte del merito va a Giuseppe Iachini, che si mise alla guida di un Sassuolo stanco e sterile, incapace di proporre il gioco brillante caratterizzato dalla gestione Di Francesco.

Il girone di ritorno dei neroverdi fu semplicemente spettacolare. Iachini schierò i suoi con un corposo 3-5-2 dichiaratamente attendista, e affidò l’attacco a due giocatori che, fino a quel momento, si erano dimostrati incompatibili: Berardi e Politano. Entrambi esterni di destra, entrambi capaci di rientrare e calciare in porta; potenzialmente due doppioni, in grado di calcare la stessa porzione di campo per tutta la partita.

47
Consigli
39
Dell'Orco
15
Acerbi
5
Lemos
26
Rogerio
32
Duncan
4
Magnanelli
7
Missiroli
98
Adjapong
25
Berardi
16
Politano

L’innovazione si rivelò vincente: Politano e Berardi diventarono devastanti in contropiede, trascinando il Sassuolo a una salvezza tranquilla a suon di gol e assist. Salvezza che passò anche per San Siro, dove l’Inter di Spalletti, a due giornate dalla fine, rincorreva disperatamente la Lazio per ottenere un posto in Champions League.

Politano e Berardi ai tempi del Sassuolo | Numerosette Magazine
Sembra proprio che Iachini abbia dato la giusta iniezione di cinismo a due ottimi giocatori che rischiavano di rimanere incompleti.

L’epifania

12 maggio 2018, San Siro gremito ospita il Sassuolo nell’ultima partita in casa dell’Inter. Nonostante alcuni tonfi, l’entusiasmo è alle stelle. Luciano Spalletti ha finalmente trovato la quadratura del cerchio e gli innesti di Rafinha e Cancelo hanno portato una qualità mancava da troppo tempo.

Contro i nerazzurri c’è però un avversario ostico: il Sassuolo di Iachini che, con un calcio poco spettacolare ma molto concreto, ha già la salvezza in tasca. La partita ricalca il vecchio copione dell’Inter post-triplete: i nerazzurri dominano, fanno il 74% di possesso palla, ma vanno sotto di due gol. Gli attaccanti del Sassuolo sono indiavolati, e  Politano fa forse la sua miglior partita da professionista. Come se non bastasse, cesella lo stato di grazia con un gol beffardo, calciando sotto la barriera dell’Inter (che ancora non schierava Brozovic a fare il coccodrillo).

Noi siamo certi che alla fine di quella partita Spalletti si sia convinto a prendere Politano. Protagonista di un girone di ritorno straordinario (11 gol e 5 assist) e con un luminare capace di accendere la luce in uno spento Sassuolo.

Un’Inter prevedibile

Il problema dell’Inter, infatti, era la prevedibilità. La rosa corta e il tipo di giocatori a disposizione impedivano a Spalletti di avere un gioco diverso da quello mostrato per tutto l’arco della scorsa stagione: superiorità sulle fasce, cross in mezzo per Icardi, area attaccata con poca continuità dai centrocampisti.

Un problema, questo, che Spalletti doveva risolvere per costruire un’Inter adeguata al palcoscenico europeo. E larga parte dell’innovazione è passata proprio dai piedi di Politano, che ha garantito alla manovra nerazzurra una dose notevole di creatività senza sacrificare neppure una copertura difensiva. Politano, dopo Brozovic e Vecino, è il giocatore interista che corre di più in una partita.

Spalletti ha impostato su Politano una metamorfosi fondamentale.
Il 4-2-3-1 dell’anno scorso si è gradualmente modificato in un 4-3-3 con uno dei due esterni che rientra sempre, andando a fare la seconda punta. Molto probabilmente, l’evoluzione futura prevederà entrambi gli esterni a piede invertito, come visto col Frosinone, con Keita che parte largo a sinistra per accentrarsi e creare densità davanti alla porta avversaria.

1
Handanovic
18
Asamoah
37
Skriniar
6
De Vrij
2
Vrsaljko
14
Nainggolan
77
Brozovic
8
Vecino
44
Perisic
9
Icardi
16
Politano

Polifunzione

Politano non è semplicemente un’ala che si accentra e genera un domino di spazi alle sue spalle: è un giocatore estremamente intelligente, che legge la partita come un centrocampista pur avendo la struttura fisica dell’attaccante. I suoi dribbling non sono mai velleitari, ma pensano sempre al futuro, creando nuove opportunità per i suoi compagni di squadra. E se per il momento le incursioni dei terzini destri (D’Ambrosio, Vrsaljko) sono ancora scarse, in futuro potrebbero trarre massimo profitto dalla forza centripeta di Politano.

Politano esulta con la maglia dell'Inter | Numerosette Magazine
Il 39% delle azioni nella metà campo avversaria passano dai piedi di Politano, che si è sobbarcato tutta la penetrazione del fianco destro.

Politano possiede una creatività intelligente. Ragionando come corpi che si urtano nella fisica classica, potremmo definire l’esterno romano come una costante di imprevedibilità che funge da moltiplicatore per chi si agita vicino a lui. In parole povere: quando gioca Politano, tutti i giocatori vicino a lui diventano più pericolosi. Si adatta alla perfezione a qualsiasi compagno di squadra, e riesce a mandarli in porta tutti, persino quelli con cui gioca meno (Keita docet). Molto spesso calcia in porta, forza la giocata, si fida dell’azzardo ed è consapevole che le grandi squadre sono tali perché i giocatori si prendono grandi rischi.

Ma Spalletti non è soltanto abbagliato dalla sua fase offensiva. Politano è quasi ai livelli di Perisic per quanto riguarda i ripiegamenti difensivi; con la differenza che l’italiano punta sempre l’avversario, mentre il croato, che è comunque in una stagione post-mondiale, dosa molto di più le sue forze e sceglie i momenti in cui essere determinante.

Non potevamo farci mancare il solito video “Skills&Goals” pescato da Youtube. Al di là della musica dionisiaca, è possibile apprezzare svariate incursioni centrali di Politano, che aiutano a comprendere il passaggio dal trequartista al 4-3-3.

Politano azzurro

Altra grande caratteristica di Politano è quella di abbinare estro e concretezza. Lo abbiamo visto in Nazionale, dove Mancini ha avuto il coraggio di plasmare una nuova selezione giovane e ricca di talento. Al momento, se escludiamo Cutrone, l’Italia si trova in un momento di crisi depressiva del centravanti, e Mancini sta cercando di sopperire alla mancanza schierando tre seconde punte agili e imprevedibili. Nella sua idea di partenza, il tridente sarebbe quello composto da Insigne, Bernardeschi e Chiesa. Giocatori potenti, con un ottimo tiro dalla distanza e dal dribbling letale.

Politano e Kean nella partita contro gli Stati Uniti | Numerosette Magazine
Matteo Politano e Moise Kean sono due dei tanti volti nuovi voluti da Mancini in Nazionale.

Tuttavia, nelle ultime uscite, Mancini si è reso conto che la squadra creava molto senza concretizzare. Da questo punto di vista, allora, ha senso la convocazione di Politano, che ha risposto con il gol decisivo contro gli Stati Uniti nell’ultima amichevole degli azzurri. Questa caratteristica di Politano è merito soprattutto del cinismo insegnato alla corte di Iachini. Al Sassuolo della scorsa stagione si doveva badare al sodo senza concedersi le smancerie defranceschiane. Lì, anche un esterno talentuoso ma discontinuo come Berardi ha imparato a caricarsi la squadra sulle spalle.

Un bilancio trimestrale

Il Politano versione nerazzurra ha il 29% di possibilità di mettere a segno un gol o un assist a partita. L’anno scorso, quando era il fulcro e la ragione di vita di un Sassuolo che annaspava, questa statistica si è attestata 41%. Il gap è spiegabile soprattutto col fatto che Politano ha compiti ben precisi che non coincidono necessariamente con il gol. Per Spalletti, l’esterno romano è importante soprattutto perché porta scompiglio nella difesa avversaria e facilita i movimenti del guerrigliero Icardi, maestro nell’approfittare delle sbavature altrui.

La fiducia che Spalletti ripone in Politano è cieca e totale. Basti pensare che condivide con Handanovic il premio di stakanovista stagionale, con 17 incontri disputati su 17 (meglio ancora di Skriniar, più volte considerato imprescindibile da Spalletti, che si è fermato a 15 per un guaio muscolare). Anche quando la rotazione tra i titolari e le riserve si fa molto spinta, l’allenatore dell’Inter non rinuncia alla creatività intelligente di Politano, che garantisce una continuità imprevedibile per tutte le difese avversarie.

Politano in azione con la maglia dell'Inter | Numerosette Magazine

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *