Come sarebbe la vita se ammettesse solo un punto di vista? Banale, scontata, statica. Mancherebbe quell’elasticità mentale che permette di cogliere più visioni, ideali, punti di vista.

Ne risentirebbe anche il calcio, un ambito in continua evoluzione, un vaso di creta che continua ad essere modellato dal passare degli anni che, nel bene o nel male, riescono a cambiare in maniera sostanziale questo sport.
In questa visione storica c’è però anche spazio per una ciclicità, perché ci è stato più volte dimostrato dagli eventi come questo mondo vada a cicli e che, tante volte, il passato tende a ripetersi nel presente. Quante volte avete sentito di un calciatore della nostra epoca accostato o paragonato ad uno di 10-20 anni prima? E’ palese come il passato riesca a rivivere nel presente e come il presente stesso sappia prendere spunto da quello che c’è stato prima.

Ovviamente, c’è spazio anche per delle eccezioni, per  qualcuno capace di essere il primo della sua specie come Alex Iwobi, un predestinato con tutte le carte in regola per lasciare un segno indelebile anche in un mondo tanto vasto e difficile come quello calcistico.

Iwobi è qualcosa che difficilmente potremmo aver visto prima, il primo della sua specie: un talento fuori dal comune accompagnato da un fisico robusto: velocità di base non elevatissima, ma la rapidità con la palla tra i piedi ha davvero pochi eguali. Non come il Fenomeno Ronaldo, certo, ma il ragazzo se la cava egregiamente.
Anche in campo è atipico, come se non avesse una posizione fissa, caratteristica che lo rende ancora di più inarrestabile. Quando parte da una posizione defilata, può accentrarsi o andare a crossare sul fondo senza alcun problema, anche quando punta centralmente sa come essere imprevedibile: nell’uno contro uno potrebbe saltare chiunque e, partita dopo partita, se n’è accorto pure Wenger.

Il manager francese ha il merito di capire da subito – o quantomeno di andarci vicino – l’essere calcistico di Alex, mettendolo sulla trequarti libero da anarchie tattiche che possano imprigionare e soffocare il suo immane e prelibato talento: un talento del genere devi accompagnarlo, non costruirlo.

Iwobi diventa così imprescindibile nelle gerarchie dei Gunners, dal momento in cui comincia ad essere schierato da titolare ha un impatto clamoroso su tutta la squadra e, a suon di reti e giocate da urlo, mostra al calcio che conta tutto il suo valore. Chiaro, necessita ancora di quella continuità che possa garantirgli il salto di qualità.

L’apporto al gioco della squadra della stellina nigeriana è interessantissimo, soprattutto dal punto di vista statistico, la sua qualità non gli impedisce di avere una grande concretezza: 2 assist e 2 reti finora – già eguagliati i numeri dello scorso anno – sono sinonimo di una crescita sempre più incombente ma ad impressionare sono le 19 occasioni da rete create, terzo miglior risultato della squadra – dietro due alieni come Sanchez ed Ozil.

E’ incredibile come sappia anche sfruttare la propria fisicità, elemento da non sottovalutare in una squadra prevalentemente tecnica come l’Arsenal. Alex vince in media il 54% dei contrasti, solo un punto percentuale in meno di Mustafi, ennesima conferma di quanto sia qualcosa di inedito anche in un calcio variegato come quello moderno.

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Iwobi non arriva dal nulla: è il nipote di JJ Okocha, uno dei più grandi giocatori nigeriani di ogni epoca capace di incantare chiunque con le sue doti tecniche.
Questa nobiltà calcistica nel sangue del classe ’96 non può che influenzare anche il suo calcio, Alex gioca come se dovesse dimostrare di essere all’altezza delle sue discendenze e, anzi, l’obiettivo sembra essere quello di superarle.
Il primo goal – alla prima da titolare –  in Premier del nigeriano riassume alla perfezione il giocatore: una fuga in contropiede conclusa da una freddezza glaciale sotto porta, senza dimenticarci della qualità del primo controllo. Siamo davanti ad un potenziale crack.

Le qualità per eccellere non mancano, tutt’altro: tocca ad Iwobi dimostrare di essere un cofanetto inedito, uno di quelli che non trovi nei mercatini dell’usato. Un volume inedito, pregiato e delicato, raro come le figurine di Poggi e Volpi: se per caso sbucavano dal pacchetto, si scatenava una gioia immensa.

E se la carriera di Alex è un pacchetto da scartare, beh, solo il tempo può stabilire se saranno gioie o rimpianti.