La grandezza di un giocatore si misura non soltanto nelle sue capacità, ma anche nella forza del suo cuore. Non è soltanto allenamento e duro lavoro, ma voglia di arrivare e capacità mentali fuori dal normale che portano a correre su quei binari paralleli lastricati di soddisfazione e risultati. Combattere ogni giorno con sé stessi, con lo specchio di dubbi e paure che si para davanti a ognuno di noi: questo è il peggior nemico possibile, barriera dispotica che dazia impietosamente, con incertezze continue, il cuore di chi non è pronto a lanciarsi oltre l’ostacolo. E anche tra i campioni, c’è chi riesce a fare subito il grande passo, chi invece riesce a farlo dopo. Ma come si dice, meglio tardi che mai.

Germania. Terra di ricordi dorati per noi italiani. Paese che di azzurri ne ha ospitati e ne ospita ancora. Ma a Monaco di Baviera, tra una ‘straBe‘ e l’altra, nella città famosa per l’Oktoberfest e per la meravigliosa sinfonia di luci che regala ogni notte l’Allianz Arena, un giovane bambino di origini italiane ha visto il mondo per la prima volta 25 anni fa. E ora, dopo essere diventato ben più che maggiorenne, questo figlio tedesco dal sangue campano ha trovato la sua straBe tra i binari d’erba del Mapei Stadium di Reggio Emilia.

Il numero sulla sua maglia è il 17, i colori che porta addosso sono il verde e il nero, il passaporto nella tasca ha due bandiere: una a righe orizzontali dai colori scuri; un’altra molto più chiara e familiare a chi l’ha vista sventolare nel 2006 nel cielo di Berlino. Nicola Sansone ha però scelto di giocare per l’Italia. Vuoi il nome rigorosamente italiano, vuoi quel sangue e quel DNA ‘made in Campania’, l’attaccante agli ordini di Eusebio Di Francesco ha deciso di indossare la casacca azzurra.

Dopo 4 anni passati a cercare di brillare in un firmamento italiano magari troppo stellato per essere notato, il talento proveniente dalla cantera del Bayern Monaco sta cominciando a raccogliere quanto seminato, prendendosi soddisfazioni con la sua squadra e occhiate importanti da grandi club, disposti a trattare intorno a un tavolo per la situazione riguardo il suo cartellino. In 26 presenze ha segnato 5 goal, raggiungendo già il suo record di marcature con la casacca emiliana, statistica che potrà solo migliorare. Probabilmente, quando correva spensierato da un lato all’altro del campo con la maglia delle riserve del Bayern, Nicola non avrebbe creduto di giocare titolare in serie A, né di trovarsi con il Sassuolo a rincorrere, nella prima parte della stagione, un posto nell’Europa dei piccoli, per chi poi tanto piccola alla fine non si sta rivelando.

Grazie alla coppia Berardi-Sansone, i tifosi neroverdi hanno sognato a inizio Campionato, non di poter raggiungere traguardi stratosferici, ma livelli minimi di soddisfazione, come finire il campionato nella parte sinistra della classifica, molto vicini a quei posti che porterebbero ancora più visibilità di quanto già il Sassuolo non abbia. Non soltanto un gioco spumeggiante e un allenatore dirompente; anche le qualità dei giocatori, in primis il sacrificio, in primis la fantasia di Nicola, stanno portando l’undici emiliano alla ribalta, proprio con l’italo-tedesco sugli scudi a ogni partita, con i suoi goal e le sue giocate, le sue palle rubate e la sua coriacea voglia di lottare fino alla fine, che lo hanno anche condotto a essere chiamato da Conte e dalla nazionale del Bel Paese per le prossime amichevoli in vista dei prossimi Europei.

La carriera del numero 17 è appena agli inizi, ancora lunga la strada, ancora lontanissimo il successo. Ma se queste sono le premesse, se il giovane talento dal cuore campano e dal sangue germanico continuerà a mettere un passo dietro l’altro con umiltà e fatica, sicuramente le lacrime saranno solo di gioia, e le risate sempre di soddisfazione, mai amare. Il traguardo è vicino, continuare a correre e sognare è un obbligo.