Il Cavalluccio ha fame

La Serie B è un campionato complesso, in cui non è facile riuscire a vincere proponendo un calcio offensivo e spettacolare. Alcuni allenatori però non riescono a scendere a patti sull’impronta tattica da dare alla squadra e,  come se fossero costretti a essere coerenti con la propria idea, propongono una filosofia di gioco presuntuosa per i mezzi di cui realmente dispongono. Si potrebbe inserire in questa categoria l’ex-tecnico del Cesena, Andrea Camplone, che è stato esonerato una decina di giorni fa a causa degli scarsi risultati (la squadra era ultima in classifica) e dei tanti, troppi, gol subiti.

In quello che potremmo descrivere come l’eterno ritorno dell’uguale, per citare Nietzsche, il presidente Lugaresi ha deciso di ingaggiare Fabrizio Castori come nuovo mister, che era già stato sulla panchina dei romagnoli dal 2003 al 2007, oltre a una breve parentesi nel 2008. Castori si è fatto conoscere al mondo calcistico italiano nel 2015, quando guidò il Carpi a un’inaspettata promozione in Serie A, portando poi gli emiliani a giocarsi le proprie carte per la salvezza fino all’ultima giornata nel campionato 2015-2016. La proposta di gioco di Castori è abbastanza semplice: corsa, abnegazione, sacrificio, ripartenza. Per questo ho voluto citare il filosofo tedesco: in Serie B si può provare a proporre un altro tipo di calcio, e qualche formazione c’è riuscita con buoni risultati, ma tendenzialmente la grinta e la cattiveria tornano ciclicamente in auge come caratteristiche più importanti, visto che il tasso tecnico medio non è quasi mai eccelso.

Il ritorno

Castori è stato accolto da vero eroe dalla tifoseria bianconera, infuriata con la società, la quale sta gestendo una situazione davvero difficile. Le difficoltà economiche e la necessità di saldare un debito piuttosto pesante, infatti, hanno costretto il ds Foschi a sacrificare spesso i giocatori più interessanti della rosa durante le ultime sessioni di calciomercato (basti pensare a Ciano e Garritano, ceduti rispettivamente a Frosinone e Chievo quest’estate) e inevitabilmente il livello della squadra tende ad abbassarsi. Per calmare le acque e per affidarsi a mani sicure, così, è stato scelto il tecnico marchigiano, amatissimo per il cuore e l’attaccamento che ha sempre dimostrato nei confronti dei colori del Cesena.

Nella prima sfida al Manuzzi, contro lo Spezia, è apparso lo striscione Bentornato mister per far sentire da subito l’affetto della curva; il tifo poi è stato caldo come non si sentiva da tempo, e i giocatori, come fossero elementi di una reazione termodinamica, sono stati invasi dal calore, che ha iniziato a circolare nelle vene degli undici bianconeri in campo sotto forma di adrenalina e di cattiveria agonistica. Anche grazie a questo, il Cesena è riuscito a vincere contro lo Spezia, con un 1-0 che ha portato tre punti vitali per una squadra che era ultima in classifica. Solidità difensiva, forza di volontà, corsa, rapide transizioni offensive: molti associano a queste idee un calcio brutto, di scarsa qualità, operaio e umile, e per questo imparagonabile con il divino gioco di squadre come il Napoli.

In una metafora cinematografica, si potrebbe dire che il gioco della squadra di Sarri è come Blade Runner 2049, il nuovo film di Villeneuve: esteticamente appagante, visivo, tecnicamente avvolgente; quello della squadra di Castori invece ha qualcosa di Le Iene di Tarantino: è fatto con un budget non eccezionale, è intenso, realistico, aggressivo. Entrambi i film, come entrambi gli stili di gioco, racchiudono una bellezza insita in loro stessi: il bello dell’armonia contro il fascino della mentalità da battaglia, entrambi hanno la propria dignità.

Presente e futuro

I bianconeri fanno parte sicuramente del gruppo di fondo della Serie B, e dovranno lottare per evitare la retrocessione. L’infortunio di Cacia non aiuta, dato che l’attaccante sarà fuori uso per almeno un paio di mesi; è anche vero, però, che sarebbe stato più complicato giocare in contropiede, una delle armi tattiche preferite da Castori, essendo Cacia un attaccante poco dinamico e associativo. Per ora, quindi, l’allenatore si gode Jallow e Laribi, che contro lo Spezia hanno assicurato tanta corsa, soprattutto in fase di non possesso, anche se poi sono arrivati raramente lucidi sotto porta. In quel senso bisognerà trovare un equilibrio. Stessa cosa si può dire dei due esterni di centrocampo, Kupisz e Dalmonte, che hanno corso sulla fascia su e giù, come se fosse un circuito automobilistico. I centrali di centrocampo, Schiavone e Konè, hanno dimostrato di non essere tecnicamente eccezionali, per usare un eufemismo, ma lo stesso Castori in conferenza stampa ha dato la chiave di lettura per la loro presenza in campo.

In squadra non voglio fighetti: quelli sono giocatori che magari non sbagliano i passaggi, ma che non rincorrono gli avversari. I miei mediani, invece, in questo senso sono stati fantastici.

Se non hai qualità particolari, non puoi prescindere dal sacrificio. La difesa si è, quindi, dimostrata solida, compatta, aggressiva, guidata dall’esperienza di Perticone, schierato da terzino, e dalla prestazione da vero muro di Rigione, ceduto in estate al Chievo, ma poi tornato in prestito negli ultimi scampoli di mercato. La strada giusta da calcare per la squadra è sembrata proprio essere questa, sacrificando giocatori più tecnici, ma meno mobili come Cascione, sul’altare della resistenza e dell’energia cinetica.

Al minuto 0:46, il chiaro manifesto del Cesena di oggi: recupero del pallone, ripartenza rapida in contropiede ben gestita, Kone viene servito da solo davanti al portiere, ma gli manca la qualità per calciare la palla nella maniera migliore, e si fa parare il tiro.

Il prezzo del biglietto

Detto questo, allora, perché dovrebbe valere la pena di guardare una partita del Cesena? Al cinema, solitamente, si vanno a vedere i cult movie, quelli più famosi, con gli attori più conosciuti e le trame più affascinanti. Ma a volte, si scopre che quella pellicola con la locandina un po’ in disparte, registrato da un regista sconosciuto e senza alcun tipo di pubblicità, può essere intenso, pur non essendo spettacolare. Non negatevi la visione delle partite di cartello, allora, ma magari passate un paio d’ore di un sabato pomeriggio a guardare i bianconeri in campo: potreste uscirne inaspettatamente appagati. Prossima occasione, sabato prossimo alle ore 15, quando Castori tornerà, guarda caso, nella sua Carpi, ma stavolta coi colori del Cesena e col Cavalluccio sul petto.

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