Con un punto in due partite, la nazionale irlandese si appresta ad affrontare l’Italia dovendo per forza vincere per avere speranza di qualificarsi agli Ottavi di Finale. La prova non sarà per niente facile, soprattutto dopo la schiacciante sconfitta subita dall’Irlanda contro il Belgio e in contemporanea la buona e solida prestazione italiana ai danni di una Svezia mai realmente pericolosa.

Ma su cosa deve puntare la squadra allenata da Martin O’Neill per riuscire ad ottenere questi importantissimi tre punti?

Sicuramente sulla voglia di rivalsa, dopo le deludenti prestazioni contro Svezia e Belgio, sulla spinta dei suoi tifosi, accorsi in massa in Francia e soprattutto sull’esperienza da parte dei suoi giocatori.

Esperienza infatti è il termine migliore per descrivere la nazionale dell’isola smeralda, la quale può vantare molti giocatori in attività da molto tempo e protagonisti nei propri club in tutto il mondo, specialmente nel campionato inglese.

Lo zoccolo duro dell’Irlanda proviene dai vari campionati inglesi e, soprattutto, dalla Premier League. Basti pensare che nella partita inaugurale dell’Europeo contro la Svezia, tra gli undici titolari solo uno, il centrocampista Hendrick – che ha pure concluso il match da migliore in campo – gioca nella serie B inglese, militando nel Derby County. Tutti gli altri 10 invece giocano in squadre che partecipano alla maggiore competizione inglese.

I moduli tipicamente usati sono il 4-4-1-1 e il 4-3-2-1, tutti e due con un’evidente sostanza a centrocampo, dato che la squadra si basa su una solida difesa per ripartire velocemente in contropiede grazie agli abili terzini e soprattutto con le punte molto rapide come Long e Keane.

LA DIFESA

Il portiere titolare è sempre stato Given, ma data la sua età elevata, il posto tra i pali è stato sorprendentemente ceduto a Darren Randolph, sorprendentemente visto che ha giocato poche partite nel West Ham in questa ultima stagione.

I centrali di difesa sono la garanzia assoluta per la nazionale. Clark, difensore ventiseienne dell’Aston Villa, è un ottimo centrale roccioso che spicca di testa ma meno bravo con i piedi. Se con il Belgio ci ha capito poco e niente – come tutti i suoi compagni di squadra – contro la Svezia è stato assoluto protagonista in positivo ed in negativo. Aiutato anche dal suo compagno di reparto e capitano O’Shea, ha protetto perfettamente la retroguardia limitando i danni e annullando completamente Ibrahimovic, fino allo sfortunato autogol causato proprio dopo un cross basso del capitano svedese.

Republic of Ireland v Sweden - EURO 2016 - Group E

“I’m sorry, man”

O’Shea, come già detto, è il capitano e vero esperto di questa nazionale, avendo militato per molti anni nella difesa titolare del Manchester United. Alla sua destra troviamo il terzino Séamus Coleman, ventisettenne in forza all’Everton. È uno dei punti di forza di questa nazionale, soprattutto grazie alla sua innata presenza sulla fascia e ai suoi cross ottimi più per Lukaku che per gli attaccanti irlandesi, dato che il gioco della sua nazionale si ispira di più al fraseggio palla a terra.

A sinistra invece troviamo la doppia scelta tra Stephen Ward e Robert Brady. Il primo, attuale giocatore del Burnley, è stato ben impiegato nella posizione naturale di terzino sinistro dove ha sempre compiuto il suo lavoro con ottimi risultati, ma è il secondo ad attirare gli occhi di tutti. Il giocatore del Norwich infatti nasce come terzino, ma data la sua duttilità, il piede educato e la forza nelle gambe che favorisce le sue classiche sgroppate, nel corso del tempo si è evoluto come ala o centrocampista esterno in un centrocampo a 4. Martin O’Neill per esempio li impiega tutti e due, lasciando Ward in difesa e Brady davanti al giocatore del Burnley, con meno compiti difensivi ma più offensivi.

IL CENTROCAMPO

In mezzo al campo troviamo la preannunciata solidità accompagnata da una buona tecnica. L’impostazione del gioco passa naturalmente attraverso i centrocampisti centrali schierati titolari da O’Neill in queste due partite, Hendrick e Whelan. Il primo è stato il migliore in campo contro la Svezia, dove con i suoi buoni tempi d’inserimento è riuscito ad essere molto pericoloso andando pure vicino al gol con la traversa da fuori area. Il secondo ha dimostrato sia nella prima partita che con il Belgio di essere l’uomo vitruviano al centro della corazzata irlandese; infatti è proprio su di lui che i giocatori scaricano sempre la palla per impostare il gioco.

Stats zone Irlanda

(All credits to FouFourTwo.com)

Come si può vedere da queste statistiche della partita contro il Belgio, Whelan è l’uomo che ha ricevuto più passaggi sia da Hendrick, suo compagno di centrocampo, sia da Ward, il terzino sinistro già nominato in precedenza. Un’altra cosa importante che si nota subito è la predisposizione dell’Irlanda a giocare sulla sinistra, premiando le sortite offensive di Brady.

Il vero fiore all’occhiello del centrocampo verde è però Hoolahan. Centrocampista del Norwich e autore del momentaneo 1-0 contro la Svezia, le sue prestazioni stanno sorprendendo tutti. È un trequartista molto esperto – ha 34 anni – ed è dotato di una buona tecnica, la quale lo ha portato a sostituire Walters nella fase di collante tra centrocampo attacco.

Oltre a questa incredibile duttilità tattica, Hoolahan colpisce per il suo approccio in gara.

State zone Hoolahan

(All credits to www.FourFourTwo.com)

Come si può vedere, si è fatto notare nella partita contro la Svezia anche per essere riuscito – da trequartista – a recuperare 3 palloni in difesa e ben 7 in attacco.

L’ATTACCO

Seppur si tratti del reparto con i giocatori forse più conosciuti, ad oggi gli attaccanti irlandesi hanno deluso e non poco.

Uno dei motivi forse più importanti è quello che vede seduto in panchina da troppo tempo Robbie Keane. Entrato a partita in corso per pochi spezzoni di gara, il capitano irlandese sta recuperando da un infortunio che lo tormenta e O’Neill non ha ancora deciso di rischiarlo dal primo minuto.

Tutti conosciamo la storia del navigato attaccante che è passato dall’Inter nei primi anni 2000 per poi arrivare nel 2012 in MLS. È invece ai più sconosciuta la storia di Walters, uno che a trentadue anni ne dimostra quaranta ma corre come se fosse un ventenne. Pressa, fa gol, si trasforma in assist-man e gioca da seconda punta, da prima punta o da trequartista. Ormai in forza allo Stoke City dal 2010, Walters è il giocatore che tutti gli allenatori vorrebbero in squadra. Grazie alla sua duttilità, in queste partite sta giocando in coppia con l’attaccante Long per sopperire alla mancanza di Keane, vista anche la posizione ottimale di Hoolahan alle loro spalle.

Walters viene anche ricordato e amato dai tifosi irlandesi poiché è stato lui a segnare la doppietta nel ritorno dei playoff, la quale ha portato la sua nazionale agli europei, a discapito di una Bosnia tutto fumo e niente arrosto.

Il secondo gol siglato da Walters nello spareggio contro la Bosnia.

Questo è tutto quel che c’è da sapere su una squadra partita con grinta ma incappata in una tragica disfatta di fronte ad un Belgio inferocito: riusciranno a fare paura agli Azzurri?