Soldi.

Tanti soldi

Una marea di soldi.  Anche per i più giovani.

È sotto gli occhi di tutti: il flusso di denaro che circola all’interno del mondo del calcio è in costante aumento.  Per averne prova basterebbe dare una veloce occhiata ai ricavi delle squadre più ricche in Europa, che derivano in particolare dal settore commerciale, dai diritti televisivi e dalla vendita dei biglietti.  Una comparazione di questi dati con quelli di 10 anni fa ci mostra come i club più ricchi stiano diventando sempre più ricchi, e come alcuni di questi stiano scavando un solco sempre più ampio con la “classe media” del calcio.

Acquisto di giocatori giovani: la classifica 2005-06 dei fatturati | numerosette.eu

Acquisto di giocatori giovani: la classifica 2015-16 dei fatturati | numerosette.eu

Avere maggiori introiti significa, banalmente, potersi permettere spese più alte, e per un club di calcio questa voce è costituita quasi prevalentemente dai calciatori.  Ed è evidente come il potere di acquisto dei grandi club stia aumentando in maniera vertiginosa: le somme per ingaggiare e retribuire i calciatori crescono di anno in anno, verso cifre che fino a non molto tempo fa sembravano irraggiungibili.

Sempre più frequenti sono, ad esempio, i trasferimenti che si aggirano intorno alla soglia dei 40/50 milioni di euro, somme che fino a pochi anni fa avrebbero consentito di portare a casa campioni di altissimo livello e dal talento indiscutibile.  Col tempo diventeranno sempre meno rari anche i trasferimenti che varcano la soglia dei 100 milioni di euro, soprattutto dopo il sensazionale passaggio di Neymar al PSG.  Già in questi ultimi 4 anni la classifica degli acquisti più costosi è stata riscritta più e più volte.  Basti pensare che prima dell’estate 2013, in questa particolare graduatoria, il passaggio di Zidane dalla Juventus al Real Madrid (compiutosi nel 2001) si trovava ancora alla seconda posizione, superato soltanto da quello di Cristiano Ronaldo dal Manchester al Real Madrid.  Ecco, a distanza di 4 anni il trasferimento record di Zidane è addirittura uscito dalla top-ten.

Oltre ai top-player, nella classifica dei trasferimenti più costosi troviamo anche giovani di belle speranze | numerosette.eu

Neymar doppia Pogba

Il mondo del pallone andrà sempre più in questa direzione, perciò serve a poco avere nostalgie verso il passato, per quanto queste non siano biasimabili.  Si tratta del corso naturale delle cose: nel calcio gireranno sempre più soldi, i grandi club diventeranno sempre più ricchi, i giocatori costeranno sempre di più e avranno stipendi sempre più alti.  In fondo, almeno nel calcio, ogni epoca è sempre contraddistinta da una ricchezza maggiore rispetto alla precedente, e se da parte dei vertici sono costanti e quasi ossessivi i tentativi di incrementare sempre di più i ricavi, è inevitabile che il calcio si dirigerà verso questa rotta.  A questo proposito si pensi alle recenti rivoluzioni che andranno pian piano a stravolgere le competizioni UEFA e FIFA, rispetto a come sono oggi strutturate.  Si pensi anche, guardando in casa nostra, alle motivazioni di fondo che hanno portato alla rielezione di Tavecchio alla presidenza della FIGC.

L’età dell’oro

Oltre a questi aspetti ce ne sarebbero moltissimi altri da analizzare, per avere una panoramica il più completa possibile del fenomeno e capirne al meglio cause e conseguenze.  Una di queste, sul quale vorremmo soffermarci a riflettere, riguarda le cifre elevatissime che vengono ormai tradizionalmente spese per acquistare giovani giocatori in erba.  A essersi impennati, infatti, non sono soltanto i cartellini di giocatori già affermati che rappresentano un investimento sicuro, ma anche quelli di ragazzi che ancora non hanno dimostrato nulla, a volte con pochissime presenze in prima squadra.

Giovani e calcio: Martin Ødegaard arriva al Real e firma subito un contratto da star | numerosette.eu

Martin Ødegaard: 32 minuti in tutto con il Real Madrid

Il passaggio di Martin Ødegaard al Real Madrid dell’inverno 2015 è in questo senso emblematico, non tanto per il costo del trasferimento in sé, ma per il contratto offerto a un ragazzo sedicenne: una cifra mai ufficialmente rivelata, ma di sicuro non inferiore ai 2 milioni di euro.

Intendiamoci, in quasi tutte le epoche della storia calcistica troviamo giovani acquistati a prezzi eccessivi rispetto agli standard, e non sempre questi hanno poi avuto una carriera in linea con le aspettative che si erano create intorno alla loro figura.  È capitato anche di vedere trasferimenti con prezzi palesemente gonfiati, al fine di registrare a bilancio delle false plusvalenze, ma questo è un caso (oltre il) limite.  La differenza, rispetto al passato, è che pagare cifre astronomiche per dei ragazzi giovanissimi è ormai una consuetudine.  Negli ultimi anni abbiamo visto parecchi giovani spostarsi per cifre esorbitanti: James Rodriguez, Neymar, Raheem Sterling, Antony Martial, Renato Sanches, e con loro tanti altri.  Le società tentano l’affare e investono somme considerevoli sui giovani calciatori, con la speranza di trovarsi tra le mani un futuro campione che possa col tempo ripagarli sia sul campo che sul bilancio.

Giovani calciatori: Neymar era stato comprato dal Barça quando aveva solo 21 anni, per una cifra ufficiosa superiore ai 100 milioni | numerosette.eu

Ripagare sia in campo che nel bilancio. Un esempio a caso…

Sulla valutazione di un giovane non influiscono soltanto gol, assist e minuti giocati: anche l’età gioca un fattore importantissimo.  Un calciatore promettente, pur avendo dimostrato poco o nulla nel concreto, può raggiungere un valore enorme in funzione dell’età.  Il fatto stesso di essere giovane permette oggi di raggiungere un valore altissimo, anche se si ha poca esperienza e un curriculum ancora povero.  Insomma, i giocatori non vengono più valutati per quello che sono, ma per quello che potrebbero diventare.  E questo accade anche in Italia.  Probabilmente da noi accade soltanto nel mondo dello sport, ma questo è un altro discorso.

Dal momento, però, che è un azzardo fare previsioni su ragazzi ancora in età post-adolescenziale, si corre sempre più spesso il rischio di prendere un abbaglio.  E rispetto al passato, la perdita economica diventa più ingente.

Giovani strapagati ma poco utilizzati | numerosette.eu

Altro esempio a caso…

Nel 2011 un ragazzo di 18 anni segna una tripletta in un Bologna-Bari di fine campionato.  Il ragazzo si chiama Francesco Gandolfo e nelle stagioni successive raccoglie soltanto una manciata di apparizioni tra Serie A e Serie B, prima di tornare silenziosamente nell’anonimato.  Oggi però è più difficile che questo possa accadere.  Si ha più fretta, dettata dall’urgenza di arrivare prima di tutti gli altri.  Si pensi al sedicenne Pietro Pellegri, 74 minuti e un gol in Serie A, acquistato dall’Inter per una cifra base di 15 milioni che grazie ai bonus potrebbe persino raddoppiare.  Si pensi a tutti i giovani talenti valorizzati dall’Atalanta durante la passata stagione: Caldara, Gagliardini, Kessié e Conti avevano sommato complessivamente 103 presenze in massima serie nel momento in cui sono stati venduti, e potrebbero fruttare ai bergamaschi altrettanti milioni di euro.  Si pensi al caso di Donnarumma, di cui moltissimo si è parlato durante questa estate, che in un colpo solo è passato da un ingaggio di 160.000€ all’anno a diventare il terzo più pagato al mondo nel suo ruolo (senza considerare l’ingaggio del fratello Antonio) dietro soltanto a Neuer e a De Gea.

Pochi club come l'Atalanta sanno valorizzare i propri giovani | numerosette.eu

Le cessioni d’oro dell’Atalanta. Sono conteggiate solo le presenze antecedenti al trasferimento

Perché questo accade?

Una delle prime motivazioni di questo fenomeno va ricercata nel rialzo generale che i prezzi dei calciatori hanno avuto a livello internazionale, e di cui abbiamo detto all’inizio.  L’altro aspetto evidente è che dietro l’ingaggio di un giocatore assumono sempre più rilievo aspetti di natura commerciale, la cui importanza si pone ormai sullo stesso piano di quelli di natura sportiva.  Per questi ragazzi ci sono quindi alle spalle altri discorsi che riguardano, ad esempio, i possibili ricavi che una loro cessione può portare al loro club di appartenenza.  Aspetto che ha evidenziato anche Marco Fassone nel suo video-risposta a James Pallotta.  Rebus sic stantibus, ora ciascun club ha acquisito un valore potenziale, ipotetico, che si aggiunge a quello effettivo.  Insomma, un valore in potenza e un valore in atto.  Siamo certi che anche il buon vecchio Aristotele sarebbe d’accordo con noi.

 

Questo fenomeno non sta coinvolgendo solo i club d’élite ma anche quelli di fascia medio-bassa, seppur in modo diverso.  Se da un lato queste società possono trovarsi in una condizione di svantaggio di fronte a un mercato che diventa complicato da sostenere a cifre basse, è anche vero che tutto ciò favorisce quelle squadre che da sempre investono nel proprio vivaio.  Gli investimenti sul settore giovanile diventano fondamentali per non essere tagliati fuori dal mercato, considerando che anche i probabili futuri top-player stanno diventando inaccessibili a molti club.

L’Atalanta è forse il migliore esempio che abbiamo in Italia di società abituata a crescere i propri talenti in casa.  E come i bergamaschi sono molti i club, sia in Italia che in Europa, a puntare molto sulla valorizzazione dei propri giovani con l’obiettivo di rivenderli poi al migliore offerente.  Spacciando per fenomeni, a volte, ragazzi che fenomeni non lo saranno mai.

I grandi club investono sui giovani, ma non altrettanto sugli osservatori | numerosette.eu

Osservatori

Chi non ha un forte settore giovanile sul quale fare leva punta, invece, sulla propria rete di osservatori, risorsa dalla quale i grandi club fruiscono in misura minore di quanto sarebbe lecito aspettarsi.  Detto in altri modi, non serve alcuna capacità particolare nel portare a casa un giocatore pagandolo vagonate di milioni: il bravo osservatore è invece colui che sa scorgere un talento prima dei suoi colleghi e permette al suo club di acquistarlo a una cifra relativamente bassa.  Un ottimo esempio sono stati, negli anni passati, i talent scout di Udinese e Palermo, che hanno scoperto gli allora sconosciuti Sanchez, Cavani, Benatia, Dybala, e tanti altri.

Ai giorni nostri però un osservatore non è necessariamente costretto a saltare da uno stadio all’altro, ma può svolgere il suo lavoro semplicemente grazie a internet.  Il web oggi ci fornisce tutto ciò che serve, da una vastissima panoramica di statistiche che riguardano il giocatore fino ai video delle sue migliori giocate.  Spesso si dimentica però che tutto ciò che si può trovare su internet è decontestualizzato e che la realtà può essere molto differente.  A volte, paradossalmente, il reale e il virtuale si rovesciano diventando l’uno il contrario dell’altro. Baudrillard docet.

Mastour, uno dei giovani più promettenti degli ultimi anni, sembra essersi già perso | numerosette.eu

Il delitto perfetto: Hachim Mastour

Per quanto riguarda l’Italia, un certo peso va anche attribuito alla riforma voluta da Tavecchio dopo il fallimentare Mondiale in Brasile.  A tutte le squadre della Serie A viene infatti imposto di avere rose di massimo 25 giocatori, di cui 4 cresciuti nel proprio vivaio e 4 cresciuti in un altro vivaio italiano.  Conseguenza diretta di questa riforma è una crescente richiesta di giocatori italiani, o comunque formatisi in Italia.  Gli investimenti sono esponenzialmente aumentati e così anche i costi dei cartellini.  Al salire della richiesta, sono aumentati anche i prezzi: è la dura legge del mercato.  I nostri club ora preferiscono puntare sui giocatori italiani e questo andrà in qualche modo a ridurre gli investimenti fatti all’estero.  Se la riforma porterà o meno i benefici auspicati da Tavecchio sarà il tempo a dirlo.

Un’ultima considerazione va poi dedicata ai procuratori.  L’influenza di queste figure, non sempre specchio di affidabilità, è giorno per giorno più crescente nel mondo del calcio.  I cattivi consigli spesso illudono giovani talenti in erba di essere già dei top player e di poter pretendere stipendi altissimi.  I compensi sempre più elevati fanno perdere a questi ragazzi il contatto con la realtà e li inducono a sentirsi già dei campioni affermati, pur non avendo ancora raggiunto dei concreti risultati sul campo di gioco.  Tutti questi fattori ci stanno avvicinando a una situazione del tutto nuova e paradossale, in cui i giovani calciatori diventano più cari dei campioni.

Mino Raiola assicura altissimi guadagni ai suoi giovani assistiti | numerosette.eu

Ogni riferimento non è puramente casuale