Guida alle Semifinali

Conclusi i quarti di finale con la drammatica serie di rigori tra Russia e Croazia, è già tempo di pensare alle semifinali. Dalle sfide tra Belgio e Francia e tra Inghilterra e Croazia usciranno le due finaliste che alzeranno al cielo di Mosca la coppa del mondo.
Due partite inedite ci attendono, per quella che sarà la prima edizione di sempre a non vedere, tra le migliori quattro, una tra Brasile, Italia, Germania e Argentina.
Non ne risentirà lo spettacolo, dato che possiamo vedere comunque ancora all’opera i migliori giocatori del pianeta, o almeno, quelli più in forma.

La sensazione è che saranno due semifinali assurde, o comunque molto divertenti, un po’ come lo è stato fin qui questo Mondiale, uno dei più strani di sempre.
Se volete un consiglio – anche se sappiamo che non ne avete bisogno – vi diciamo di non prendere impegni tra stasera e domani; che sia per gufare la Francia o per vedere se finalmente It’s coming home, non ve ne pentirete.

A proposito degli inglesi, se pensate stiano esagerando, ricordatevi che, l’ultima volta in cui hanno giocato una semifinale, la Nazione che affronteranno domani nemmeno esisteva.

Guida alle semifinali

Da qui in poi, ogni cosa prenderà una forma bizzarra, particolare e soprattutto conviviale.
Nel format che ormai avete imparato a conoscere, oggi vi proponiamo sette quesiti su queste semifinali al quale abbiamo voluto dare una risposta, sperando di non aver dimenticato nulla.
Noi ci abbiamo provato, o almeno, lo hanno fatto Paul, Federico e Matteo, nei giorni d’aria tra un turno e l’altro del Campionato del mondo.

1. La chiave di volta

Quale sarà la chiave tattica in grado di decidere Belgio-Francia?

Paul: Accettazione dei duelli individuali. Potrebbe essere quella la chiave tattica di Francia e Belgio, dico potrebbe perché il tenente Martinez ci ha sempre riservato sorprese fin dai tempi del Wigan di Rodallega; i Diavoli hanno accettato il compromesso contro il Brasile, e accetteranno la temibile transizione francese. Mbappé-Vertonghen, Carrasco-Hernandez, potrebbero essere esempi riconducibili al concetto iniziale, non meno rilevante rispetto alle solidissime catene di centrocampo dove Pogba può fare davvero fatica. Giocherano sul fil di lana, questo è certo, e la componente episodica giocherà un ruolo fondamentale: giocatori come Hazard, vanno tenuti d’occhio.

Federico: Francia e Belgio sono state le squadre che fino a questo momento hanno mostrato il calcio più qualitativo e più coerente in un mondiale sostanzialmente imprevedibile. La chiave tattica di questa finale anticipata? Credo che il segreto sia nelle transizioni. Belgio e Francia sono squadre complete sotto il profilo tecnico e fisico, e quindi penso che la formazione che sarà in grado di trasformare (il più efficacemente possibile) la fase difensiva in offensiva potrà raggiungere la finale. Gli interpreti non mancano: Hazard e De Bruyne da un lato, Griezmann e Pogba dall’altro. Sarà una sfida tra fuoriclasse del ribaltamento di fronte.

Matteo: Credo che Deschamps tenterà di ingabbiare la principale fonte del gioco belga, Kevin De Bruyne, tra Pogba e Kanté, cercando allo stesso tempo di frenare l’estro e la rapidità di Hazard, con terzino e, magari, ala di riferimento. La chiave, per me, sarà tutta lì. Se la Francia riuscirà a contenerli, allora abbiamo buone possibilità di vederla in finale, avendo poi un attacco formidabile in ripartenza, altrimenti i due belgi appena citati potrebbero veramente fare danni.

Se ripete la prestazione fatta contro il Brasile sono guai grossi.

2. Scheggia impazzita

La posizione “libertina” di Hazard nello schema di Martinez potrà scardinare la difesa dei Bleus?

Paul: Appunto, Hazard. Lo vidi per la prima volta in un Lille – Genoa 3-0, saltò mezza squadra e infilò chirurgicamente Amelia: era un predestinato, ora destinato a vincere il Mondiale da protagonista. E l’attuale ecosistema tattico del Belgio esalta la sua incorreggibile anarchia: già, ma non credete che sarà una passeggiata. Deschamps avrà sicuramente pensato a marcature preventive, finalizzate all’occlusione del suo potenziale per la manovra del Belgio. Ma se l’assenza di punti di riferimento verrà confermata da Martinez, l’impostazione difensiva dei francesi potrebbe aver bisogno di un collaudo. Occhio agli inserimenti di De Bruyne, più che Hazard.

Federico: Nella stagione 2016/17, Hazard divenne quel giocatore devastante che conosciamo oggi proprio perché Conte, nel suo 3-5-2, gli lasciava una libertà che rasentava l’anarchia. Martinez deve aver studiato a lungo le videocassette dei Blues, che quell’anno vinsero il campionato grazie a uno schema non molto diverso da quello del Belgio: una prima punta che fa il lavoro sporco, e due trequartisti molto abili nell’attaccare lo spazio e spostare gli equilibri tattici in campo. Per tutto il mondiale Hazard è stato devastante perché non ha avuto marcatori alla sua altezza; ma in semifinale troverà pane per i suoi denti. Kanté e Matuidi avranno infatti l’obbligo di francobollarsi al belga e di annullarlo.

Matteo: Dipende fondamentalmente da lui. L’Hazard visto fin qui è un giocatore sublime, capace di resistere alla marcatura di qualsiasi difensore. Verrebbe naturale rispondere che riuscirà a farlo, portando così il Belgio ad una storica finale; tuttavia i francesi, come per De Bruyne, gli disegneranno una marcatura ad hoc, e se lui non sarà al massimo, potrebbero sorgere dei problemi. Come detto prima comunque, questa sarà una delle chiavi tattiche della sfida.

Nel video trovate la definizione di “dominante”.

3. Gregario

Giroud metterà la firma sulla semifinale o continuerà a fare il lavoro sporco per Griezmann e Mbappé?

Paul: Mi sono ricreduto su questo giocatore. Non l’ho mai ritenuto idoneo per una squadra che volesse puntare a un trofeo, a vincere un campionato; forse mi sbaglio. Non è quel giocatore che sposta gli equilibri con 30 gol, ma li sposterebbe letteralmente se prendessero forma. Sposta pure le critiche con la sua portentosa forza fisica abbinata all’intelligenza tattica che permette la catalizzazione dei centrali avversari su di sè: sembra un cane fiuta-profondità, percepisce lo spazio vuoto da occupare. Alcuni dicono che sia estetico come un dribbling di Giallombardo, eppure ha segnato uno dei gol più belli nella storia della Premier. Dicono che non fosse idoneo a trainare la Francia da centravanti, ed è in semifinale: a piccoli passi, silenziosi, rischia di alzare la Coppa. E stasera si prenderà la scena, battendo Courtois.

Federico: Giroud è un vero e proprio invisibile, ma si è guadagnato un posto fondamentale nella nazionale francese. È un giocatore che stimo tantissimo sin dai difficili anni con l’Arsenal. Lì, subentrando spesso dalla panchina, riusciva a fare ciò che in Italia fa molto abilmente Dzeko: ripulire palloni, mandare in porta il compagno, segnare quando c’è da buttarla dentro. Se poi rivediamo le partite giocate dalla Francia sinora, scopriamo che Giroud porta una pressione esasperante sui difensori avversari ed è una vera spina nel fianco in fase di costruzione. Contro il Belgio avrà un compito ingrato: catalizzare la marcatura dei tre difensori avversari e liberare più spazio possibile  ai compagni. Ma potrebbe anche essere vero il contrario: agendo in sordina, alle spalle di Griezmann e Mbappé, magari il gol decisivo lo segnerà lui. Di tacco. Come in Premier. Chissà.

Matteo: Non sono proprio un suo fan, quindi di getto risponderei di no. Però bisogna dire, a onor del vero, che per quanto fatto sin qui se lo meriterebbe eccome.
Ha fatto a sportellate con tutti pur di favorire il gioco dei compagni d’attacco e un premio deve averlo. Un po’ perché giusto e un po’ perché un centravanti che porta la sua squadra in fondo senza segnare nemmeno un gol non si può vedere.
Mi immagino per lui un gol alla Del Piero contro la Germania, per superare le semifinali dopo una partita di sofferenza pura.

4. La chiave inglese

Quale sarà la chiave tattica di Inghilterra-Croazia?

Paul: La mediana. Jordan Henderson non è mai apparso così brillante, in pieno e totale controllo degli spazi e dei tempi d’inserimento dei compagni; con la Svezia ha smistato lucidamente i palloni, cercando la tanto beneamata verticalità che ha trovato in qualche occasione. Purtroppo per lui Sterling ha quest’abitudine zaratiana a incollare il pallone col Vynavil, oltre ad eccellere nell’arte dello spreco calcistico; si, so che nel sistema di Guardiola segna a valanga. E so che la Croazia potrebbe finalmente uscire allo scoperto, decidere di vincere per la prima volta entro i confini dei 120 minuti: finora due sfangate ai rigori, i momenti di massima espressione calcistica arrivano grazie all’intrapredenza di Modrić. Ma se le fasce non assistono, diventano dure queste Semifinali.

Federico: Southgate ha costruito una squadra basata sull’apporto fisico e qualitativo delle due mezzali, Lingard e Alli. Ai quarti, fino a quando l’anti-gioco degli svedesi ha retto, i due giocatori in questione sono stati annullati e l’Inghilterra ha fatto ricorso alla sua superiorità aerea con il gigante Maguire. Le armi, ai britannici, non mancano.
Dall’altra parte, la Croazia arriva alla semifinale col fiato corto, dopo due sfide ai rigori che avranno eroso – non sappiamo quanto – i nervi e le riserve dei giocatori. Se i centrocampisti croati riusciranno a limitare le penetrazioni delle mezzali, potranno prendere il predominio del centrocampo. E a quel punto, se schieri Modrić e Rakitić, hai qualche chance in più di arrivare in finale. La differenza non si farà sulle fasce, ma in mediana. Ne sono convinto.

Matteo: Vado un po’ in controcorrente rispetto agli altri. Penso infatti che sì, la gestione della mediana sarà importantissima per capire chi si fermerà a Mosca per la finale, tuttavia l’apporto decisivo potrebbe arrivare proprio dalle ali. Mi spiego meglio. Secondo me, gli inglesi giocatori che possono contenere le giocate di Perišić e Rebić, mentre, al contrario, in mediana hanno elementi decisamente più validi. Southgate dovrà pensare soprattutto ad aggirare questo problema se vuole superare le semifinali.
In tutto ciò dimentichiamo che molto dipenderà dalle condizioni dei croati, ragionevolmente stanchi dopo le battaglie con Danimarca e Russia.

5. Arma in più

Gli inserimenti di Alli potranno mettere in difficoltà la non rapidissima difesa croata.

Paul: Solo Dele – già, non chiamatelo Alli come il padre – può deciderlo. Se ne analizziamo i movimenti, sì, l’indice di pericolosità dei suoi innati tempi e la sua smodata ricerca degli spazi vuoti lo proiettano tra le mezzali più velenose del panorama calcistico europeo; qui non si tratta di qualità, ma di testa. Se Dele vuol fare davvero la differenza, può farla. O quantomeno può creare i presupposti per aiutare i compagni. Quest’anno è sparito troppo facilmente dalle partite, ma nelle grandi notti di Champions ha steccato poche volte; per un 21enne, le Semifinali della Coppa del Mondo sono morfina pura.

Federico: Eccoci, appunto. Alli ha disputato un gran secondo tempo contro la Svezia, ma nella prima frazione è parso impreciso e impacciato. Contro i corsari croati non sarà possibile concedersi alcuna leggerezza. Da Alli ci si aspetta che faccia quello che fa con il Tottenham (mettere in porta Kane, sostanzialmente); ma qui gioca in un modulo difficile e con compiti diversi. Fare la mezzala nel 3-5-2 richiede molta intelligenza, e di fronte a una squadra abilissima nel palleggio credo che Southgate farà affidamento al contropiede, proprio come fece contro l’Italia nell’ultima amichevole pre-mondiale: il compito di Alli sarà allora quello di lanciare Sterling e Kane, che di solito vanno a nozze con gli spazi aperti.

Matteo: Sicuramente possono essere un problema per i croati, però dubito possano essere decisive. Giocando come mezzala e dovendo badare ai fenomeni della mediana biancorossa, i suoi inserimenti saranno probabilmente piuttosto limitati e, in più, gli avversari non perderanno occasione per fargli sentire la loro pressione, cosa che potrebbe creargli fastidio.
Certo, se poi un suo inserimento dovesse creare dello spazio libero a Kane, allora sarebbe un discorso diverso, ma a quel punto i complimenti sarebbero tutti per il centravanti.

6. Sottotono

Questo Perišić serve davvero alla Croazia?

Paul: Vorrei chiederlo al commentatore della Rai solo per sentire la cacofonica pronuncia di Perišić. Ed effettivamente suona male Perišić in questo delicatissimo momento storico: le Semifinali sono raggiunte, e il record del ’98 è stato eguagliato. Questo Perišić serve e non serve, sono combattutto; serve, perché si tratta del giocatore più bizzarro che io conosca in quanto ad altalenanza nella singola partita. Instabile come il segnale di Radio Montecarlo in Val D’Aosta, Adani lo ha definito cavallo selvaggio. E un cavallo selvaggio, nelle semifinali, può fare comodo: ma se decide di rimanere troppo avulso dalla partita, sacrosanta sarà la sostituzione. Giunti quasi in fondo Dalić non può farne a meno: o si isola dalla partita, o ci entra in due nanosecondi. Nella vita bisogna rischiare. L’ho avuto al fantacalcio per due stagioni consecutive, so di cosa parlo.

Federico: Da interista, mi vedo costretto a difendere il punto di vista di Luciano Spalletti e di Lele Adani: Perišić è un giocatore capace di fare la giocata decisiva in qualsiasi momento, e ciò lo rende insostituibile; purtroppo, però, si prende delle pause che possono durare anche ottanta minuti. La domanda è: il gioco vale la candela? All’Inter sicuramente sì. Per la Croazia la faccenda non è molto diversa: la selezione non ha grandi alternative sulle fasce e Perisic ha un fisico che gli permette di sostenere anche altri 120 minuti mantenendo una certa lucidità. Dalla sua parte, poi, giocherà quell’indiavolato di Trippier, e i suoi ripiegamenti difensivi saranno come acqua nel deserto.

Matteo: Sì, serve eccome. Federico ha espresso in maniera perfetta quello che penso anche io, Ivan il terribile è uno dei giocatori più bizzarri del calcio moderno. Se dovesse svegliarsi con il piede giusto, la Croazia avrebbe un’arma letale da sfoderare, in quanto per velocità e straripanza fisica non vedo un inglese capace di contenerlo. Il punto è proprio quello, riuscirà ad essere dentro la partita? Perišić può fare la differenza quando vuole, il problema è che se non è ispirato diventa quasi un peso per i compagni. Pochissime volte ho visto un giocatore capace di passare dall’essere decisivo all’essere inutile nel giro di una settimana. Però è questo il bello, nelle semifinali di un Mondiale uno così lo vuoi sempre dalla tua parte, sia mai che è il giorno buono. Quindi sì, schierarlo è cosa buona e giusta.

Cioè, quando è decisivo parliamo di questa roba qui.

7. La finale dei sogni

Quale finale vorreste vedere?

Paul: Fin dall’inizio avrei voluto assistere ad Argentina – Inghilterra, la revancha per lo scippo delle Isole Falkland. Tiferò comunque Inghilterra, spero di vederla in una bellissima finale con il Belgio: si è parlato tanto di una formazione inadatta e agevolata dal tabellone, scaltra come una faina a perdere contro i fiamminghi per assicurarsi un’avventura prolungata. Beh, vorrei che i Tre Leoni smentissero questo fastidioso vociare dimostrando il loro effettivo valore. Ok, basta, prima le Semifinali.

Federico: Ormai mi sono affezionato all’#itscominghome, e per questo spero che gli dei del calcio siano clementi, una volta tanto, con gli inventori di questo sport. Contro l’Inghilterra, in finale vedrei bene la Francia; il Belgio ha un talento impressionante e dei giocatori fortissimi, ma la Francia ha una tenuta mentale che, secondo me, è ancora superiore. Sarebbe una finale dal sapore medievale, per riaprire i vecchi conti in sospeso della Guerra dei Cent’anni. Sarebbe pure una finale swag, con Lingard e Griezmann a contendersi i social mentre Kane e Pogba si dividono le copertine. Risultato finale? Mi piacerebbe troppo vedere una nazione ubriaca per una settimana. E no, non sto parlando di Champagne e vini rossi.

Matteo: Ormai sono affezionato alla Croazia, quindi lei vorrei vederla superare lo scoglio delle semifinali. Dall’altra del tabellone non posso che essere un italiano semplice, quindi guferò la Francia, sperando nel Belgio. Direi che una finale con Hazard e Modrić a contendersi il pallone d’oro sarebbe la degna conclusione di un Mondiale strano e bellissimo. Change my mind.

 

 

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