Guida agli Ottavi di Finale

Non basta essere 4 volte grandi per essere invincibili. L’abbiamo capito per primo noi, a novembre, con la Svezia. L’ha capito anche la Germania, a cui abbiamo dedicato ironicamente la copertina, con la Corea del Sud. Così, le due squadre più titolate al Mondo dopo il Brasile, non parteciperanno agli Ottavi di Finale del Mondiale in Russia. Un fallimento per due grandi potenze calcistiche, il manifesto di un tempo che scorre e non elargisce grazie a nessuno: il rinnovamento è necessario.

Siamo, così, giunti al giro di boa di un Mondiale che per due generazioni di italiani è già storico nella non-presenza, ma che lo è diventato anche per altre nazioni presenti: come per il Panama che ha siglato il primo gol a un Mondiale contro l’Inghilterra; come per la Germania che non veniva eliminata al primo turno dal 1938; come per Rafa Marquez al 5 mondiale (record); come per l’agguerrito Iran al suo risultato più importante; come per El Hadary, il portiere egiziano sceso in campo dal primo minuto a 45 anni suonati, parando un rigore; come per il Senegal che è la prima squadra a essere eliminata per il Fairplay.

Ora, però, è giunto il momento di scrivere la grande storia dei Mondiali. E c’è chi già sogna in grande, come Croazia, Spagna e Inghilterra che proveranno a sfruttare una conformazione del tabellone peculiare, in cui le avversarie più storicamente acclamate (Uruguay, Portogallo, Francia, Argentina e Brasile) sono tutte dall’altra parte.

Guida agli Ottavi di Finale

In sette domande

Abbiamo pensato, quindi, di prepararvi emotivamente a quanto vedremo partire dalle 16 con la sfida Francia-Argentina, tramite sette domande che ci stuzzicavano. Sarà una guida parziale, desiderosa, non pretenziosa: una chiacchierata tra amici, cioè tra Francesco, Paul e Corrado che hanno voglia di indagare, ma soprattutto di domandarsi, lasciando talvolta la questione irrisolta.

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1. L’uomo più atteso

Messi non ha mai segnato in una Fase Finale del Mondiale. Segnerà contro la Francia?

Francesco: Sì, segnerà. Mi aspetto il miglior Messi mai visto a un Mondiale. Ma non basterà. Non credo alla favola dell’Argentina che si compatta e trova il quid unificante per superare gli Ottavi di Finale. Credo rimarrà piuttosto una squadra avulsa che si affida alle intuizioni di Messi che ripaga, ma una Francia, fin qui nascosta, superiore che va avanti. Mi immagino un Messi alla LeBron, insomma. Credo che il paragone tra i Cleveland e questa Argentina possa reggere.

Paul: No Pasarà! recita l’Equipè. Per i francesi, Messi non passerà né riuscirà a segnare in questa bellissima gara degli Ottavi di Finale. Le statistiche vanno controcorrente rispetto alla voglia di incidere della Pulce, sono inopinabili: Leo non ha mai  segnato nelle fasi finali. Ben 666 minuti giocati senza gol, un piano quasi diabolico e satanico che potrebbe essere interrotto dai divini e paradisiaci lampi di un campeòn in grado di controllare tutto ciò che gli circonda. Ma l’Argentina non è la base migliore per supportarlo. Insomma, solo Messi saprà se Messi potrà segnare. Ma sarà ugualmente dura.

Corrado: Non deve succedere. L’Argentina, nonostante la vittoria in extremis con la Nigeria, è allo sbando. Lo spogliatoio, dopo aver di fatto esautorato Sampaoli, si regge su regole sue, sui propri senatori – Mascherano su tutti – e pare autogestirsi con risultati comunque non incoraggianti. Il supporting cast  non ha saputo essere all’altezza di Leo, con un Di Maria e un Higuain opachi. La Francia non ha di certo brillato, ma in copertura ha Kanté, uno dei migliori dei Mondiali, e Umtiti che conosce Messi. Proprio per questo segnerà. Proprio perché non deve succedere è lecito aspettarsi che accada. D’altra parte, quando Messi ci ha fatto vedere cose ordinarie?

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2. Difensivismi

Uruguay e Svezia sembrano le squadre più solide in difesa. Passeranno il turno?

Corrado: Zero gol subiti in tre partite: la forza difensiva dei rioplatensi sta sicuramente nella coppia Gimenez-Godin traslata dall’Atletico Madrid. L’affiatamento dei due centrali dà sicuramente una marcia in più a una squadra già di suo esperta e rodata. Contro di loro c’è Ronaldo, certo, ma è ora del salto per questa generacion dorada. Per Tabarez. La Svezia, invece, è sicuramente la squadra con più fisicità dei Mondiali e ha questo aspetto, oltre a un’organizzazione difensiva eccellente, come unico punto di forza. Nonostante l’accoppiamento con la Svizzera, sembra un po’ poco per immaginarla ai quarti. Con buona pace di Ventura.

PaulSuggerimento al Cholo: vai all’UruguayÈ la tua squadra; arcigna, solida, perfettamente equilibrata, non proprio impeccabile nell’uscita col pallone. Con la Russia, anche grazie all’equlibratore mancante Torreira, abbiamo visto un upgrade tecnico-tattico interessante: l’Uruguay è questo, ma può essere tanto altro. Ed è questa la Svezia, pratica e operaia, credente fino al midollo in una religione che avvalora la forza dell’organico: l’italico e ranieriano 4-4-2 porta i suoi frutti, garantendo prima di tutto solidità. Squadra catenacciara diremmo tutti, eppure lo 0-3 con il Messico smentisce questa tesi e fortifica l’idea secondo cui l’organizzazione premia. Quindi, si, la Svezia passerà il turno. Troppo in ombra il gregario Forsberg, con la Svizzerà stupirà. E se ve lo dice uno sconosciuto..

Francesco: Passeranno entrambe con relative difficoltà. L’Uruguay è una squadra troppo esperta per avere le gambe che tremano agli Ottavi di Finale anche di fronte al miglior Cristiano Ronaldo mai visto a un Mondiale, compreso il rigore sbagliato; la Svezia, invece, incontra un’altra underdog come la Svizzera e presumo sarà una partita più complessa anche emotivamente. Ma in un Mondiale che fin qui si è giocato a ribasso per spregiudicatezza offensiva e privilegia una fase difensiva elementare, Uruguay e Svezia mi sembrano accreditate per arrivare in Semifinale, considerando anche la quasi innaturale forza che posseggono sui calci piazzati. Tremo al solo pensiero.

3. Riverenza per i padroni

La Spagna deve temere la Russia?

Paul: La Spagna deve temere se stessa. Deve temere le sue inquietudini, le sue verticalizzazioni tardive e prevedibili, il mancato cambio di ritmo; questo e altro abbiamo visto con il Marocco, il primo posto sembra aver cancellato dalla memoria di tutti queste sensazioni. Più che sangria fresca, ricorda l’acqua frizzante lasciata al sole dopo ore: non ti rinfresca, per niente. Rinfresca, invece, l’atletismo innaturale della Russia probabilmente dopata di nascosto da Putin – tutti lo abbiamo pensato. Se manterrà aggressività e collatura tra i reparti, potrà essere una gara aperta. Ma occhio a Isco.

Francesco: Assolutamente sì. È nettamente superiore alla Russia, ma ha anche dimostrato limpidamente di possedere alcune falle difensive non da poco: 5 gol subiti in 3 partite, alcuni in maniera grossolana per orrori di singoli, altri per errori di squadra la dicono lunga sull’affidabilità di questa Spagna. E la Russia, insomma, non ha nulla da perdere, avendo centrato l’obiettivo minimo degli Ottavi di Finale. Ha stupito nelle prime due partite per freschezza offensiva, ha straperso la terza con l’Uruguay rinunciando a quasi tutte le prime linee. Il girone era nel complesso il più scarso tecnicamente: si è capito, secondo me, poco della reale competitività della Russia. Vedremo.

Corrado: In quattro delle ultime cinque edizioni della Coppa del Mondo la nazionale del Paese ospitante è arrivata almeno in semifinale. Quindi, almeno tenendo conto della statistica, la risposta a questa domanda è sì. La Spagna è sembrata una delle grandi più solide, ma qualche scricchiolio l’hanno fatto sentire anche le Furie Rosse. La Russia, dalla sua parte, ha la spinta del pubblico, ma proprio il giocare in casa può mettere pressione a una squadra che, altrimenti, non avrebbe nulla da perdere. Questo si aggiunge a una selezione non esattamente baciata dal talento. La Spagna, quindi, ha il pallino dalla sua. A meno che…

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Gliela togliete voi di mano?

4. L’ora di compiersi

Croazia e Belgio sono le uniche squadre ad aver sempre vinto. Sono pronte ad arrivare in Finale?

Corrado: Tutti inserivano Croazia e Belgio tra le papabili sorprese, il che vuol dire che tanto sorprese non lo erano, e guardando le rose lo si capisce. Tanto talento, ma tanta discontinuità e poco carattere: queste le costanti nell’analisi. L’ago della bilancia, quindi, lo spostano i singoli. I leader tecnici delle due squadre sono Modric e Hazard. Il folletto dei Blues guida un attacco stellare, ma caratterialmente non sembra avere la fermezza necessaria per rendere grandi i compagni. Il Croato, invece, è arte pura e le vittorie con il Real gli hanno dato la concretezza necessaria per domare la tipica vanità balcanica. È l’ora giusta.

Paul: Avete presente la quasi perfezione? Un tramonto annuvolato, una birra troppo schiumata, un golazo annullato: Croazia e Belgio flirtano con la perfezione senza concludere. Due squadre altamente attrezzate e pericolose, munite dei migliori talenti – il centrocampo croato ha una completezza devastante – ma di tanta inattitudine al comando. C’è sempre una seconda occasione per riscattarsi, ma ho la netta percezione che a queste squadre manchi sempre qualcosa; poi però penso a questo mondiale scellerato, fuori dal comune, e penso che anche loro potranno avere voce in capitolo. Entrando nell’ottica di una squadra di club, la perfezione non sarebbe poi così utopica.

Francesco: La Croazia decisamente sì, e mi sorprenderebbe non vederla tra le prime 4. Tecnicamente e atleticamente ha dimostrato di essere la migliore Mondiale. Il resto è fin troppo imponderabile. Analogo discorso del Belgio, con una variabile non indifferente: l’eventuale Brasile ai Quarti che è la squadra più forte del Mondiale, anche se il Messico è una squadra bastarda. Una cosa è certa: se una (o entrambe) tra Belgio e Croazia non superano questi Ottavi di Finale (Giappone e Danimarca sono le più scarse delle 16) meritano il premio di delusione degli Ottavi di Finale. Come meriterebbero l’etichetta di incompiuta. Sono cattivo?

5. La tocchiamo piano

La stella del Brasile è Coutinho?

Francesco: Neymar è il titolo, Coutinho è il testo. Il giocatore del Barcellona è l’uomo di Tite, intorno a cui il commissario tecnico ha costruito la squadra affidandogli le chiavi del gioco offensivo con la libertà di interpretare gli spazi centrali con la propria intelligenza tattica e sensibilità superiore. Dopo Modric, il miglior centrocampista fin qui della competizione perché Coutinho sta facendo questo: il centrocampista. Vabbè, belli i problemi del Brasile. Sono sinceramente triste per il Messico. Ma ha compiuto harakiri azteco contro la Svezia. Ah, se El Tri fosse dall’altra parte…

Corrado: A Roma, in età monarchica, quando veniva a mancare il re si nominava un interrex, che rimaneva per un periodo limitato di tempo. La situazione con il Brasile è simile. Neymar è sicuramente la star dei verdeoro, ma sia la pressione, sia il lungo infortunio, sia le aggressive attenzioni degli avversari, al momento non gli hanno permesso di rendere al massimo. Come interrex, quindi, si è imposto Coutinho, sfruttando soprattutto gli spazi che si creano con i continui raddoppi degli avversari su O’ Ney. Il blaugrana è la dose di qualità superiore in un centrocampo tutto muscoli, ma cederà la corona al suo proprietario dagli Ottavi di Finale?

Paul: No. La vera stella di questo Brasile è Roberto Firmino: forse ci farete causa per questo, ma sono assolutamente serio. Serio e convinto delle capacità tecnico-tattiche di questo ragazzo, che con la Costa Rica si è rilevato decisivo senza prendersi la scena. Questa è la vera forza di Firmino, determinare nelle piccole cose: d’altronde, non esistono piccole parti e grandi parti, ma piccoli attori e grandi attori. Firmino la sua parte non la recita a tempo pieno, ma fornisce alternative di gioco importanti, chiamando la profondità e occupando l’area di rigore con i tempi svizzeri. Firmino è l’eroe di cui ha bisogno il Brasile.

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6. 9

Kane vs Falcao: la vittoria agli Ottavi di Finale passerà necessariamente da loro?

Corrado: C’è sempre la voglia di vedere i due pugili al centro del ring, i due pesi massimi l’uno contro l’altro. Sì, ma questo non è il pugilato appunto. Kane è sicuramente il miglior centravanti puro dei Mondiali; Falcao, dopo alti e bassi in carriera, è giunto alla sua prima Coppa del Mondo e ha fame di dimostrare, ma la storia di copertina non è necessariamente la storia del campo. Per la Colombia chi deve ancora lasciare il segno è James Rodriguez, capocannoniere della scorsa edizione. L’Inghilterra, invece, ha una gemma in panchina preziosa a partita in corso: è Marcus Rashford. Pesi massimi? Sì, ma più di due.

Paul: Sarebbe fin troppo semplicistico limitare Inghilterra e Colombia ai due bomber, Kane e Falcao; però è così. Con più probabilità sarà determinante l’inglese, e soprattutto l’approccio dei Tre Leoni mai apparsi così convinti a una rassegna mondiale: una squadra avara di prime donne, ma piena di spirito combattivo e quadratura. Il gol di Kane con la Tunisia può essere in un certo senso iconico, una fonte psicologica in cui abbeverarsi per purificare le proprie paure e aggrapparsi a un finalizzatore vero. E la Colombia? Attenzione a Luis Muriel. Con l’infortunio di James, Quintero sguazzerà tra le serrate linee inglesi, ma non mi sorprenderei se proprio l’ex Samp riuscisse a romperle, queste linee, e a propiziare un Mondiale fin qui anonimo: il Tigre potrebbe davvero beneficiarne. Magari, ne segna tre e manda a casa l’Inghilterra.

Francesco: Credo valga più per l’Inghilterra che per la Colombia questo concetto. Kane è l’accentratore di gioco, per leadership, qualità tecnica e capacità realizzativa. Fondamentale in area di rigore, quando viene incontro all’azione, sulle palle inattive per colpire o battere. Falcao, invece, è la splendida lama di una squadra costruita sull’audace esperimento di Pekerman del doppio play offensivo, Quintero e James. I colombiani, inoltre, posseggono una fisicità importante nelle retrovie e Mina l’ha già dimostrato due volte. Per me è una partita molto equilibrata, in cui la prestazione di Kane influirà maggiormente sull’andamento dell’Inghilterra rispetto a quella di Falcao per la Colombia.

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7. Imperdibile

Quale sarà la partita per cui non è ammesso prendere impegni?

Paul: Francia-Argentina, senza dubbio. Non s’incrociano in gare ufficiali dal 1978, anno dello storico Mondiale organizzato e vinto dall’Argentina di uno straordinario Mario Kempes e Passarella, uno dei marcatori di quell’Argentina-Francia nonché due volte campione del mondo: se la Selecciòn dovesse vincere, sarebbe forse una benedizione, un segno per Messi e la sua ciurma. Di sicuro, noi italiani non possiamo rimanerne emotivamente distaccati. Si, dico a voi, che al gol di Rojo avrete esultato. Esaltazione ai massimi livelli, ma anche il giusto realismo per ammettere che la Francia, quanto a tecnica globale e gestione dei ritmi della partita, è superiore. Domanda: l’ultimo argentino a segnare alla Francia? Leo Messi, 11 febbraio 2009. Un segno? Tra poco lo scopriremo.

Corrado: I derby, con le nazionali, non ci sono, o almeno non in senso stretto. Alcune partite, però, li ricordano molto. Uruguay-Portogallo è una di queste. I Sudamericani sono la selezione più simile a un club per organizzazione e continuità del progetto. I Lusitani, invece, stanno riuscendo ad accumulare talento attorno a CR7. Se non bastassero il duello diretto tra Godin e Ronaldo e quello a distanza tra il Portoghese e Suarez e Cavani, aspettiamoci qualcosa dagli eroi casuali ai quali queste squadre ci hanno abituati. Perché, alla fine, mentre i riflettori puntano in una direzione, dal buio delle quinte può sempre uscire il vero protagonista. Giusto, Eder?

Francesco: Tifo Messico dal 2002, dal gol di Borgetti contro l’Italia con pareggio all’ultimo respiro di Del Piero. Per me è una questione quasi di cuore, anche se so che molto probabilmente verrà infranto per la settima volta di fila agli Ottavi di Finale. Peccato, perché a Osorio sembra mancare sempre l’ultimo segmento per chiudere il cerchio e la sconfitta per 3-0 contro la Svezia ha compromesso il cammino di una squadra che nei primi due match si era mostrata la più interessante del Mondiale. Dovrà inventarsene una delle sue per fermare il Brasile del maestro Tite. Di sicuro sarà una sfida dall’alto tasso tecnico, guidate da tecnici realmente all’avanguardia. Per me, Brasile-Messico è la partita degli Ottavi di Finale.

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