Guida ai Quarti di finale

“Iago Aspas va col mancino.. Akinfeev! La Russia ai Quarti di finale!”

Ci eravamo lasciato così, con la prodezza di Igor Akinfeev. La prodezza di un portiere normale che ha conferito un senso ai 120 minuti più noiosi di questo mondiale: chi ce li riporta indietro? Nessuno. E nessuno porterà indietro Iago Aspas al momento della rincorsa, verso quella palla più pesante di un tir, forse troppo per una Spagna lenta e compassata, mera ombra di quella compagine imbattibile ai tempi di Lopetegui; autoammutinamento, questo ha comportato il suo allontanamento. Hierro ha fatto quel che poteva.

Così come l’Argentina, impaurita come Nemo nell’affrontare il Profondo Blu: i grandi capolavori Disney vanno ricordati. E il grande capolavoro di Messi, per il 4-3 di Aguero, non va gettato nel dimenticatoio o ricordato come ultimo lampo di un “rattristito” campione. Passa un altro campione, Mbappé, pronto a stupire con la sua Francia: l’ostacolo Uruguay è tutt’altro che semplice.

Si prende la scena l’altro campione, Neymar, che forse in questo momento rilutta i divani per riposarsi per terra: anzi, no, siamo stufi di udire sproloqui che occultino l’immensa qualità di questo campione: fate rivedere i movimenti in occasione dell’1-0, godeteveli. Già, ci siamo goduti rigori intensi, un intreccio parentale tra Peter e Kasper Schmeichel che solo la freddezza croata e uno straordinario Subasic sono riusciti a fermare.

E nessuno ferma ancora la Svezia; ci penserà l’Inghilterra?

Insomma, tanti temi da affrontare nella nostra guida ai Quarti di finale.

Guida ai Quarti di finale

In sette domande

“La guida è tratta”, potremmo dire. Ma non siamo così arroganti, lasciamo a Cesare quel che è di Cesare: noi ci accontentiamo di offrirvi sette domande a cui abbiamo provato a dare una risposta. Sarà quindi una guida parziale, desiderosa, non pretenziosa: una chiacchierata tra amici che ogni tanto sfocia verso lidi strani, tra Paul, Angelo e Federico che hanno voglia di indagare, scoprire, setacciare enigmi che rimarranno comunque irrisolti.

Chicharito Hernandez a un passo dai Quarti di Finale | Numerosette Magazine
Chicharì, i tuoi capelli sì che sono un enigma irrisolto.

1. Nudità

Equilibrio e incisività: l’Uruguay di Tabarez riuscirà a mettere a nudo le fragilità difensive della Francia?

Paul: Possibile. Possibile come Cavani che, zoppo e contro il volere dei medici, entra e segna il gol decisivo: il Matador non ci sarà, e quest’assenza potrà compromettere seriamente la pericolosità offensiva di un Uruguay solidissimo. Solidissimo e pronto a serrare tutte le linee di passaggio limitando la paurosa transizione offensiva dei Bleus: basta vedere il 4-2 di Mbappé, cinque passaggi perfetti. Abituato al Genoa, mi sembrava un sogno. Genoa che ha calcisticamente e umanamente cresciuto Laxalt, protagonista silenzioso di questo mondiale: attenzione al suo atletismo, nel 3-5-2 ballardiniano disegnato da Tabarez si sente a casa. Anzi, a casa, lui e la Celeste non vogliono tornarci.

Federico: Il problema non sarà tanto mettere a nudo le difficoltà difensive della Francia, quanto annullare il suo impressionante arsenale offensivo. Come abbiamo visto, persino l’Argentina – che non ha fatto un mondiale eccezionale – è riuscita a segnare tre gol nella gara con più reti segnate di questa edizione; se fossi in Tabarez, curerei maniacalmente la fase difensiva per annullare Griezmann (che Godin e Gimenez conoscono molto bene) e per arginare Mbappé, che è in forma sbagliante. Sarà un quarto di finale molto interessante dal punto di vista tattico, ed è molto probabile che la partita rimanga bloccata per lunghi tratti.

Angelo: Di una cosa sono certo in questo Mondiale; se elimini l’Uruguay, hai buone chance per la vittoria finale. Un solo gol subito e l’immancabile garra charrua degli uomini di Tabarez, ostici e rissosi. La Francia dispone probabilmente del miglior pacchetto offensivo, per cui la sfida si fa molto interessante. Credo passi molto delle sorti de les blue in questi Quarti di finale. Travolgenti davanti ma vulnerabili dietro; i due gol subiti contro un Albiceleste allo sbando in quel momento potrebbero dire molto. Con Cavani in campo, a mio parere la bilancia sarebbe potuta pendere dal lato degli uomini di Tabarez; senza El Matador, Suarez è costretto a rubare la scena per tornare tra le prime 4 del mondo.

Cavani salterà i Quarti di finale con la Francia | Numerosette Magazine
Senti, anche se sono dolorante e probabilmente non giocherò, tu l’hai battuta nel 2016.. come si vince con la Francia? Devo sfidare la scienza dalla panchina?

 

2. Panchinari a chi?

Brasile e Belgio hanno sbrogliato molte situazioni delicate soprattutto dalla panchina: quanto potranno incidere i cambi a gara in corso?

Paul: Ok, lo dico una volta per tutte: sono calcisticamente – solo calcisticamente, eh – innamorato di Roberto Firmino. Il suo apporto a gara in corso la spacca, con la sua intelligenza tattica ha una percezione quasi totale del campo: è lui una delle preziose alternative su cui il Brasile può fare affidamento per supportare uno spento Gabriel Jesus e cambiare le carte in tavola. Ma il Belgio, le sue carte, se le gioca: Chadli ha flirtato e sedotto la dea Qualificazione che sembrava accoccolarsi tra le (in)sicure braccia di Kawashima, e Fellaini, beh, non può passare inosservato. Una qualunque palla alta può rivelarsi dannosa, specie nei Quarti di finale. Non si può mai stare tranquilli, con queste panchine. 

Angelo: Martinez deve tutto o quasi alle sue intuizioni, contro il Giappone Fellaini e Chadli hanno risolto la partita più emozionante vista sino ad ora, entrando dalla panchina. Sembra proprio che il Belgio sia pronto per qualcosa di più che la solita simpatia della critica, le riserve sono all’altezza, come per esempio Batshuayi, meglio da subentrante che dal primo minuto a mio avviso. Uno di quei giocatori da ultima mezz’ora con le difese sui fianchi. Quanto al Brasile, stesso discorso per Douglas Costa, ammirato a corrente alternata a causa di un lieve infortunio, giocatore devastante con le squadre lunghe. Credo possa essere l’arma letale di Tite per questi Quarti di finale.

Federico: Ciò che c’è di straordinario in Brasile-Belgio è un’inversione a cui non siamo abituati: il Brasile ha un centrocampo muscolare, mentre il Belgio una mediana di qualità. Più volte, i fiamminghi si sono dimostrati troppo sbilanciati in avanti, con Carrasco piuttosto negligente in fase difensiva e la coppia Witsel-De Bruyne costretta a fare straordinari non retribuiti. Il Brasile ha invece mostrato una solidità straordinaria grazie a Casemiro e Paulinho, senza dimenticare il lavoro di raccordo del miglior verdeoro, Coutinho. I cambi avvantaggiano i sudamericani: Douglas Costa viene da un campionato in cui ha fatto la differenza da subentrato, e Firmino porta una dose di imprevedibilità che l’isolato Gabriel Jesus non riesce a dare, mentre il Belgio non potrà dare molto di nuovo.

3. KDB

De Bruyne sa far tutto. Anche essere il leader del Belgio nonostante la partenza in sordina?

Paul: KDB, Keep Dreaming Buddy, Kevin De Bruyne. Il ragazzo può sognare, perché a 27 anni è il miglior tuttocampista del mondo. La geniale dottrina guardioliana lo ha indirizzato verso un’interpretazione totalitaria, quasi maniacale, del ruolo: ormai legge le giocate altrui con maggior sensibilità, ha una percezione assurda del tempo e dello spazio circostanziale. Per questo ci si aspetta ben altro, ci si aspetta una leadership paonazza come il suo viso, forte, vigorosa; computi diversi rispetto alla sua conformazione naturale, certo, però le aspettative aumentano e il tempo per incidere inizia a scarseggiare: fronteggiare il centrocampo brasiliano sarà la sua Sfida. I suoi Quarti di finale che valgono quasi come una finale stessa.

Angelo: Ho notato come i giocatori del Manchester City di scena al Mondiale stiano facendo tutti fatica a mantenere le prestazioni viste durante la stagione con il club. Non so se sia un caso, ma su tutti, Silva e De Bruyne sottotono rispetto ai loro standard. Il belga però è giunto alla maturazione definitiva ed ora è uno dei migliori interpreti del ruolo, ammesso che abbia un ruolo definito. La sua presenza pesa, come quella di ogni giocatore importante, lo dimostra lo strappo al 94′ finale che ha permesso la sudata qualificazione contro il Giappone, c’è tanto di suo in quel gol.

Federico: De Bruyne è costretto a un ruolo ridimensionato, rispetto a quello che gli ha cucito addosso Guardiola nel City. In una squadra strapiena di talento, qualcuno dovrà pure far fatica; per lasciare spazio ad Hazard e Mertens, De Bruyne si è sacrificato in mediana, dove riesce comunque a far valere lo stesso strapotere fisico che aveva mostrato in Premier League. Non sta facendo la differenza, o meglio, non sta agendo da vero e proprio pensatore; si limita a far da raccordo tra il roccioso reparto difensivo e i contropiedisti davanti. Un uomo così potrebbe fare la differenza in qualsiasi momento, e se nei Quarti di finale non perderà la lucidità potrebbe fare la giocata decisiva.

Kevin De Bruyne Quarti di finale | Numerosette Magazine
Non sembra molto convinto di essere leader di questo Belgio.

4. Furore russo

Quale sarà l’atteggiamento della Russia contro la Croazia?

Angelo: La Russia non ha paura di nulla, il fattore casa sta dando un plus non indifferente all’undici di Čerčesov. La squadra aggressiva e ad alto ritmo che abbiamo visto nel girone probabilmente non la rivedremo più. Contro la Spagna partita attendista, per usare un eufemismo, ma non ci voleva molto a capire che in questa edizione la Roja andava affrontata in questo modo senza temere di essere schiacciati. Nei Quarti di finale contro la Croazia il discorso potrebbe essere simile, ma non la vedo così spacciata, in virtù del fatto che con la Danimarca i croati non hanno mantenuto la stessa brillantezza delle prime partite.

Federico: La Russia è arrivata ai Quarti di finale dopo aver giocato contro la Spagna come se le trincee di Stalingrado non se ne fossero mai andate. Con la Croazia non è pensabile un simile atteggiamento a oltranza; molto probabilmente, i russi proveranno a giocarsela a viso aperto almeno per un tempo, adottando la tattica di logoramento solo nella seconda frazione. Golovin e compagni hanno mostrato un sangue freddo e una tenacia invidiabile, e anche la Croazia ha speso molto per passare il turno; la partita rischia di essere molto meno scontata del previsto. Tutto dipenderà dalla tenuta mentale della difesa russa, che avrà di fronte una squadra molto più attrezzata della Spagna, che non si limita al possesso palla ma aggredisce anche con palle alte e giocate da fuori.

Paul: Inizialmente forte, quantomeno nell’idea. Come quando hai una birra ghiacciata in frigo e la tiri fuori ad agosto; devi berla subito. La Russia dovrà andare all’attacco, negando profondità e verticalità ove sia possibile ai croati. E con l’atletismo che abbiamo tanto ammirato nei gironi, chissà che non possa accadere qualche sorpresa: chiaro, il realismo è più che implicito, le idee non sono sempre realizzabili. Credo che la chiave di questi Quarti di finale sarà sulle corsie esterne. Attenzione, quindi, a Perisic e soprattutto a Rebic.

5. Ante Russiam

Ante Rebic ha stupito, ma non può più nascondersi: farà la differenza anche nei Quarti di finale?

Paul: Dicono tutti che il gol contro l’Argentina sia facile da segnare: si, l’errore di Caballero è innegabile. Ma la coordinazione di Rebic è importante, sicura, senza fronzoli: un anno prima, forse, l’avrebbe sbagliato. Questione di fiducia, di miglioramento tecnico-tattico, forse di “trovarsi al posto giusto al momento giusto”. Da quel momento, il mondiale di Rebic è cambiato, la sua carriera è cambiata. Con la Danimarca lo abbiamo visto buttarsi fra le linee dopo 100 e più minuti di corsa strenua sulla fascia, è indubbio che abbia tanto da dire, da dimostrare: Rebic è il bello dei Mondiali. La sorpresa che non ti aspetti. Un esterno che, all’interno dell’area, fa male.

Federico: Rebic è stato il vero segreto della Croazia. Con così tanta, abbagliante, qualità in mezzo al campo, i croati avevano bisogno di una punta operaia capace di fare tanto lavoro sporco. Rebic è sembrato un giocatore ben diverso dalla chiaroscura esperienza in Italia con la Fiorentina e un’altra partita eccellente potrebbe valergli l’attenzione di un top club. Alcune sue movenze hanno ricordato il miglior Kalinic di Firenze; contro la Russia dovrà giocare molti palloni sporchi e ripulirli per i fenomeni che giocano alle sue spalle. Un compito ingrato che probabilmente deciderà su larga parte della prestazione della Croazia ai Quarti di finale.

Angelo: In stato di grazia, dategli il pallone e lasciamolo fare. Ad ogni Mondiale possiamo trovare un protagonista disatteso, specialmente se attaccante, è proprio il caso di Ante Rebic. Sente la porta, sente la maglia, sente le luci della ribalta. Magari tutto ciò finirà, sfumando nell’illusione di un mese adrenalinico che solo un campionato del mondo può regalarti. Ma fino a che la Croazia sarà in gioco non tradirà le aspettative che ora ha creato attorno a se. Ante-Rebic, Post-non importa.

Ante Rebic verso i Quarti di finale | Numerosette Magazine
Forse non ho sentito bene. Davvero ha detto “Ante-Rebic, Post-non importa”? Notevole.

6. Under Pressure

L’Inghilterra deve temere davvero la Svezia? O la pressione intorno ad essa?

Paul: Lo ammetto, l’Inghilterra agli Ottavi era piatta come una tavola da surf. Però mantengo la mia posizione, i Tre Leoni andranno fino in fondo; per la prima volta nella storia – non me ne vogliano Owen e Sherear – hanno un centravanti davvero determinante supportato da un organico giovane e bilanciato. Pickford, Maguire, Lingard, Trippier, sono solo parte degli esordienti che hanno avuto il coraggio e la forza di scacciare la maledizione rigori; si, in Inghilterra puntano sui giovani. E questi giovani potrebbe riportarla a casa, con o senza pressione.

Ma poi Toivonen farà una bicicletta alla Ibra e ciao England. La Svezia ha più risorse di Kim.

Angelo: Questo è uno di quei momenti sliding doors che mi incuriosiscono. L’Inghilterra ha la più facile, sulla carta, delle occasioni per tornare in semifinale 28 anni dopo. Questa nazionale ci ha abituato troppo spesso a tonfi clamorosi e ad eliminazioni preconfezionate di stampo fordista. Old same shit. La Svezia non è inferiore a livello di organizzazione di gioco, e lo ha dimostrato arrivando ai Quarti di finale concedendo quasi nulla alle avversarie. La differenza nei singoli però è abissale: se testa e gambe sono della partita, credo che sia la volta buona. Southgate dispone di giocatori in grado di poterla decidere con una giocata, seppure con delle prestazioni collettive a mio avviso piuttosto piatte fin qui.

Federico: La Svezia è la vera sorpresa di questo mondiale. Per chi, come il sottoscritto, ha visto dal vivo la drammatica partita di San Siro, era impensabile che una formazione così modesta potesse addirittura arrivare tra le migliori otto del mondiale. Ma in un torneo caratterizzato dalla caduta degli dei, ormai nulla è impossibile. La Svezia è un osso duro per tutti e in una partita secca potrebbe succedere di tutto; gli svedesi hanno dimostrato pragmatismo e nervi saldi. L’Inghilterra ha una buonissima formazione, e Southgate ha combinato i suoi elementi creando uno starting XI dalle molteplici soluzioni offensive. Più che la Svezia, però, gli inglesi devono temere sé stessi. L’hashtag #itscominghome è andato un po’ troppo oltre e rischia di trasformarsi in una maledizione, in un peso. Se l’Inghilterra supererà il test svedese, potrà puntare a qualsiasi risultato.

Jordan Henderson England Quarti di finale | Numerosette Magazine
I numeri 8 in maglia rossa sembrano maledetti. Ma stavolta l’Inghilterra passa.

7. Quale sarà la partita per cui non è ammesso prendere impegni?

Angelo: Scelgo proprio Svezia-Inghilterra. Perchè non riesco a decifrarla, perchè l’ebrezza di poter vedere la Svezia come prima semifinalista del Mondiale mi suscita sensazioni contrastanti. Sono sadico, e mi piace pensare che allora ci saremmo potuti essere noi al loro posto. Berg e Toivonen in una semifinale Mondiale, bella storia. O forse no. Fatto sta che è una sfida meno scontata di quello che si pensa. L’Inghilterra deve alzare l’asticella, il pubblico la sta invocando, la brama di nuovo nell’Olimpo delle grandi. Quello fatto vedere finora non basta, specialmente contro una Svezia in pura trance agonistica. Quindi sì, non voglio perdermela perchè l’Inghilterra deve convincermi, altrimenti #Footballiscominghome, on the sofa.

Federico: Data la quantità sbalorditiva di talento in campo, ho già spostato tutti gli appuntamenti che avevo per gustarmi Brasile-Belgio. Sono curioso di vedere l’atteggiamento dei fiamminghi, perché i verde-oro sono stati impressionanti fino ad ora e sono una squadra che non è mai andata in difficoltà. Del Belgio non si può dire lo stesso. Poi, ho sempre in mente il pronostico di Hazard, che con un po’ di coraggio candidava la sua formazione a campione del mondo. Un 4-3-3 molto europeo contro un 3-4-3 che dà spazio alla fantasia; in un mondiale invertito, si sfidano due squadre paradossali. Il Brasile europeo contro il Belgio dal talento sudamericano; il Brasile di Neymar e Coutinho contro la generazione dorata fiamminga. Imperdibile.

Paul: Uruguay-Francia, assolutamente. Celeste colpita da una maledizione incredibile: nelle partite decisive, manca sempre uno dei pezzi da 90. Nel 2010 e 2014 mancò Suarez rispettivamente contro Olanda e Colombia, e ora Cavani se la guarderà sull’app di Mediaset Connect – ah no, scusate, mi sono fatto ipnotizzare. E io, si, mi farò ipnotizzare dal grezzo tango uruguagio e dall’onnipresenza di Kanté, fino alla sfrontatezza di un Fekir che potrebbe risolverla dal nulla. D’altronde, chi espone la maglia del Lione al Geoffrey-Gouchard ha fegato da vendere…

Prepariamoci a numerosissimi scenari per questi Quarti di finale.

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