Pensavamo di averle viste davvero tutte in Premier League: dagli sfottò ai cori, dai trasferimenti più clamorosi fino alle pagine più violente della storia del calcio, che travalicano il semplice status di gioco per sconfinare nella politica. Tra le tante rivalità storiche che accrescono ogni giorno di più il fascino del campionato inglese ne esiste una totalmente fuori dal normale, forse introvabile in tutto il resto del mondo. Si tratta del derby tra Liverpool ed Everton, le due squadre del capoluogo della contea del Merseyside, così diverse per storia e gloria, ma destinate a essere per sempre due rivali cittadine davvero atipiche.

C’è da dire però che l’aggettivo atipico a Liverpool sembra essere di casa: la città dei Beatles, oltre a sembrare la meno inglese fra tutte le altre per cultura e tradizioni, è caratterizzata da un forte senso di appartenenza, tanto che i suoi abitanti non sono semplici Liverpudlians ma veri e propri Scouser a causa del loro accento diverso dagli altri, quasi incomprensibile per chi vive lontano da questa meravigliosa città. A sottolineare ancora di più le peculiarità di un centro così storicamente florido e vivace, è la grandissima rivalità con la vicina Manchester sotto ogni punto di vista. Dal commercio allo sport, quando si tratta di superare gli scomodi e ingombranti vicini, tutta Liverpool è compatta, al punto che non importa se siano i Toffees o i Reds ad avere la meglio contro lo United o il City di turno, ogni vittoria si trasforma in una festa generale.

All yuo need is love

Amore sì, ma fino a un certo punto: se è vero che quasi tutte le famiglie in quel di Liverpool sono miste, ossia composte da tifosi di entrambe le squadre (gli stessi Beatles erano equamente divisi tra Toffees e Reds) è proprio grazie a una rottura se oggi possiamo godere di uno degli spettacoli più belli di tutta la Premier League. Nel 1892 infatti, quattordici anni dopo la fondazione dell’Everton, qualcosa in casa Toffees sembrava non girare nel verso giusto: la squadra cominciò a giudicare troppo alto il prezzo per l’affitto del campo da gioco, l’allora sconosciuto Anfield Road, finendo così per trasferirsi in un altro stadio distante appena qualche centinaio di metri, il Goodison Park. John Houlding, allora usufruttuario del terreno che prima ospitava l’Everton, decise così di dare vita alla sua propria squadra, il Liverpool Football Club, senza sapere che quello sarebbe stato il primo di tanti mattoncini che avrebbero lanciato il Liverpool dritto nell’Olimpo delle squadre più gloriose di tutta la storia del calcio.

Una delle immagini simbolo del Friendly Derby | numerosette.eu

Allora perché Friendly Derby?

Inizialmente la situazione non sembrava essere così pacifica. Nonostante i pochissimi casi di violenza tra le due tifoserie, la rivalità si accese negli anni ’80, quelli che videro protagoniste nella First Division proprio le due squadre di Liverpool: in 12 stagioni le due rivali cittadine si aggiudicarono ben dieci titoli (8 per il Liverpool e 2 per l’Everton) ma l’apparente idillio fu spezzato dalla tragedia dell’Heysel, in cui i gli Hooligans dei Reds furono accusati dai County Road Cutters dei Toffees di aver causato di proposito la triste strage soltanto per impedire ad un sempre più lanciato Everton di confermare la sua forza anche in Europa.

Da allora il derby divenne uno dei più cattivi e sporchi di tutto il massimo campionato inglese, ma a calmare le acque ci pensò (per sfortuna) un’altra grande tragedia del nostro calcio, quella di Hillsborough, dove persero la vita ben 96 innocenti tifosi del Liverpool. Furono proprio i sostenitori dell’Everton a contribuire in maniera massiccia alla ricerca della verità, sfidando autorità e stampa nazionale tutte schierate contro la città di Liverpool. Inutile dire che il tempo ha dato ragione ai Toffees: 23 anni più tardi i tifosi del Liverpool sono stai assolti da ogni accusa, riuscendo così a trarre beneficio da un enorme ed inaspettato atto di solidarietà proveniente dai rivali di sempre.

Here comes the sun

Dopo la tempesta spunta sempre il sole, ed è così che dopo anni di grande rivalità, quello tra Liverpool ed Everton può di nuovo definirsi il Friendly Derby per eccellenza. Ad aiutare la serena amicizia, però, è anche la diversa sorte delle due squadre: se il Liverpool ha continuato a fare incetta di trofei i campo internazionale, salvo poi commettere qualche triste passo indietro degli ultimi anni, il progetto dell’Everton non è decollato molto, impedendo ai Toffees di diventare la vera rivale del Liverpool non solo entro i confini della città, ma anche in campionato ed in Europa.

La triste stagione che sta vivendo la squadra in maglia blu poi porta ai minimi termine ogni tipo di rivalità: i ragazzi attualmente affidati alle cure di Allardyce hanno bisogno di conquistare punti a tutti i costi per riscattarsi da un avvio di campionato decisamente complicato e al di sotto delle aspettative dopo la faraonica campagna acquisti estiva. Ad Anfield si troveranno dinanzi un Liverpool altalenante e sperimentale, deciso più che mai a centrare nuovamente l’accesso alla Champions League e magari sperare in un sogno ancora più grande. Non cambierà di certo le sorti della classifica (almeno non direttamente per le due squadre) e dell’intera stagione, forse non sarà decisivo ancora per molti anni, ma il Friendly Derby tra Everton e Liverpool resta una delle pagine più belle e più caratteristiche di tutto il panorama europeo.