Klopp player

Il Liverpool versione 2017/18 è senza dubbio una delle realtà più divertenti di tutta la Premier: fragilissimo in difesa ma anche devastante in fase offensiva. Del resto stiamo pur sempre parlando di una squadra di Jurgen Klopp, uno che non scende a compromessi.
L’arrivo del tedesco, ormai quasi tre anni fa, ha dato vita ad un’autentica macchina da gol, uno dei sistemi offensivi migliori d’Europa che comunque al momento non garantirebbe ai Reds la vittoria di trofei, ma comunque permette di giocarsela con chiunque e di far tremare qualsiasi avversario. Per averne una conferma citofonare a Guardiola e chiedere cosa sia successo lo scorso 14 gennaio. I rossi della Merseyside hanno tante chiavi nel loro attacco, dal killer instinct di Salah al dinamismo di Can, ma il vero segreto di pulcinella è un altro: Roberto Firmino, tra i più eccentrici e atipici numeri 9 del calcio europeo.

Bobby ha avuto, sotto la guida dell’ex tecnico di Borussia Dortmund e Mainz, una crescita esponenziale dal punto di vista realizzativo ma anche e soprattutto dal punto di vista tattico, diventando così fondamentale per tutto il gioco della squadra.

Roberto Firmino spacca le difese | numerosette.eu
“Avete sentito? Parlano di me…”

Da fantasista a Klopp player

La crescita del brasiliano è stata impressionante, ma anche necessariamente lenta per eliminare quella parte barocca del suo gioco, facendolo così diventare l’efficientissimo giocatore che possiamo ammirare ogni fine settimana sui campi inglesi.
In Germania Firmino giocava lontano dalla porta, alternandosi da mezzala e da trequartista, esente da qualsiasi compito difensivo. Il suo solo scopo in campo sembrava quello di divertire, riuscendoci per altro spesso. Le poche ambizioni di quell’Hoffenheim gli permettevano comunque di porre le basi per un’eventuale crescita futura. Le 5 stagioni passate in Bundesliga si sono effettivamente rivelate un solido ed ottimale trampolino di lancio per un calcio di livello superiore.

Prima dell’approdo in Premier Roberto era una perla bellissima, ma non sempre utile alla causa. E’ chiaro come il primo cambiamento doveva essere, per forza di cose, dal punto di vista dell’attitudine in campo: in poche parole imparare come unire l’utile al dilettevole.

La parte inglese di questo viaggio non inizia nel migliore di modi, il fallimento del progetto di Brendan Rodgers rallenta la crescita di Bobby, ma è proprio in questo momento che subentra la provvidenziale cura-Klopp.
Il tedesco non dubita nemmeno per un secondo nel mettere Firmino al centro del suo progetto e dell’attacco. Sarà l’uomo vitruviano nel gioco del suo Liverpool, quel fulcro indispensabile e dal quale deve passare ogni azione.

Firmino a Liverpool non ha ancora vinto nulla, per ora, ma sembra ormai destinato a diventare un calciatore determinante per partite determinanti.
Ora il brasiliano gioca molto più vicino alla porta, mantiene sempre quella vena “fumantina” ma ha saputo adattarla, rendendola molto più funzionale alla causa. Il primo pensiero di Klopp è stato quello di spostarlo in una posizione più centrale, non per migliorare la sua vena realizzativa – quella sarebbe stata una conseguenza quasi naturale – bensì per permettergli di sfruttare la sua elevata tecnica ed il suo Q.I. calcistico elevato per dialogare in spazi stretti con i compagni. Bobby segna e fa segnare proprio per questa sua nuova posizione in campo: vede meglio la porta e di conseguenza sa decidere quale giocata può portare un vantaggio concreto ai suoi.
Firmino è diventato a tutti gli effetti un “diversivo” per l’attacco dei Reds, è un giocatore che crea superiorità numerica e libera spazi per l’inserimento dei centrocampisti.
Quelle combinazioni tanto imprevedibili per le difese tra lui, Mané e Salah sono dovute proprio a questa capacità di saper prendere la decisione giusta, unita ovviamente ad un ottima base di tecnica e talento che li rende a tutti gli effetti uno dei tridenti più divertenti e prolifici dei maggiori campionati europei.

Anche i numeri sostengono la tesi del cambiamento in meglio di Firmino. Il brasiliano gioca una mole notevole di palloni ed è quasi sempre presente nei gol della squadra: 20 reti e 10 assist in tutte le competizione. A questo punto della stagione sono numeri di un giocatore importante, che ha avuto una crescita esponenziale.
E’ aumentato anche il suo apporto in fase d’interdizione, con la sua capacità di leggere il gioco si è rivelato un’arma decisiva per il gegenpressing dei Reds. Ha acquisito una cattiveria agonistica che non è mai stata nelle sue corde, necessaria per essere un punto fermo dell’undici di Klopp.

Il vero e proprio merito di Klopp è stato quello di non snaturare l’io calcistico di Firmino, ma di adattarlo al meglio alla sua idea di calcio.

La storia si ripete, in parte

Jurgen Klopp si conferma per l’ennesima volta un maestro nel migliorare un giocatore ed nserirlo nel suo contesto tattico. Firmino è solo l’ultimo di una lunga lista di giocatori rivitalizzati o fatti esplodere sotto la guida del tecnico tedesco.
Prendete per esempio la sua esperienza a Dortmund: Lewandowski, Reus, Hummels e Gundogan – la lista potrebbe essere molto più lunga – sono tutti esempi di giocatori che han saputo fare quel passo in più, raggiungere un livello decisamente elevato proprio grazie ai comandamenti del nativo di Stoccarda.

In questa moltitudine di “esperimenti” Firmino rappresenta però un’eccezione, è un giocatore inedito pure per Klopp, o almeno lo è stato in origine.
Firmino non è un centravanti di peso o un rapace d’area – come lo erano Lewandowski e Barrios, due attaccanti che han fatto le fortune del tecnico tedesco.

Roberto Firmino non è quindi solo un giocatore migliorato da Klopp, rappresenta anche un evoluzione del suo gioco, quel tassello che ha permesso al calcio più bello di Germania di far girare molte teste anche in Premier League.

Firmino-Klopp è uno di quei tandem ai quali non si smette mai di abituarsi, sono oggettivamente divertentissimi dentro e fuori dal campo. Il brasiliano è diventato un vero e proprio prolungamento in campo del proprio allenatore: è come se Klopp fosse riuscito ad entrare nella mente del suo giocatore e tutto ciò si riversasse in campo. Il Liverpool non è più solo spettacolo, ora è anche e soprattutto concreta davanti: Firmino, esattamente come i reds, ha finalmente imparato ad unire l’utile al dilettevole. Una vera a propria perla, levigata nel tempo per avere anche un’utilità oltre che alla sua straordinaria bellezza. Probabilmente non porteranno a casa trofei in questa stagione, ma siamo certi che ci faranno divertire fino all’ultimo minuto.

In fin dei conti, questo è tutto ciò che importa a Klopp ed ai suoi uomini. Il risultato non può che essere spettacolare.

 

 

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