Questo mese Numerosette apre le porte alla categoria moda come cultura e lo fa proponendovi una chiacchierata con il fotografo di moda internazionale, Paolo Simi, che ci racconta il ruolo della fashion industry a 360° attraverso il suo lavoro sul panorama Italiano ed estero, regalandoci anticipazioni sulla moda uomo 2017 di grandi come Paul Smith, Burberry e Vivienne Westwood.

Paolo è un artista toscano con sede a Milano che collabora con numerosi marchi ‘true’ Made in Italy come Trussardi e Moreschi, e si occupa anche delle new faces per Models.com. Numerosi sono i suoi lavori con brands e riviste italiane, francesi, britanniche e americane tra cui Dazed & Confused ed Essential Homme.

Lindsey Wikson Backstage Milan

In particolare, tratteremo della passione di Paolo per la moda e l’editoria britannica, senza farci scappare i suoi progetti nell’ambito del calcio, in collaborazione con Nike, e il suo prossimo libro I am not. Un articolo da leggere per tutti coloro che amano moda e cultura e che come Paolo hanno sia la passione per il Made in Italy che per i brands UK.

Che siate in vacanza al mare o in montagna, oppure in città bloccati a lavoro, vi auguriamo una buona lettura!

Cara Delavigne – Trussardi Milan

Abbiamo intervistato Paolo proprio al suo rientro dalle sfilate della settimana della moda di Parigi questo mese, e curiosi, abbiamo deciso di scoprire il suo parere e le sue impressioni sulla moda di oggi e del prossimo anno.

Sei ormai un fotografo affermato da anni e uno dei pilastri della fotografia per le sfilate moda uomo su Milano, Parigi, Londra e New York. Tra queste città, qual è la tua preferita, quella che ti appassiona di più durante la settimana della moda?

“Parigi. Per quanto riguarda le settimane della moda, nient’altro è paragonabile a Parigi! Non parlo di vestiti o produzioni varie, ma le locations di Parigi e l’atmosfera che si respira alle sfilate uomo e donna non c’è da nessun altra parte.”

Shot from POSH Editorial Paris 2014 – Emporio Armani Coat

Tornato pochi giorni fa dalla settimana della moda uomo di Parigi per l’appunto, hai novità interessanti da segnalarci per il 2017?

“Due considerazioni. La prima, parlando di designers, tralasciando marchi come Dior o Balmain, vorrei segnalare Palm Angels, che in contemporanea con Paul Smith, ha presentato una collezione ispirata al mondo Rasta e della Marijuana. È una vera esclusiva per la spring/summer 2017.

Paul Smith ha messo in scena una sfilata tutta ispirata alla Giamaica, tra colori e musica, in modo molto soft. Palm Angels invece si ispira a San Francisco e la California in generale, proponendo indumenti con scritte del tipo ‘Liberate Marijuana’. Questo per dire che certe rivoluzioni sociali si iniziano a vedere anche nella moda.

La seconda considerazione invece, viene proprio dall’ambito delle sfilate, si sta assistendo ad un cambiamento epocale. Tantissimi marchi come Burberry e Vivienne Westwood hanno deciso di interrompere le settimane moda uomo e di fare le sfilate uomo donna insieme.

Chiaramente questo cambiamento avverrà pian piano, ma sta già sconvolgendo il modo di fare moda. Ovviamente non si tratta di eliminare ‘l’uomo’, ma si metterà tutto insieme perché non c’è più il fatturato di una volta. Tutto ciò avrà sicuramente un impatto sul processo produttivo.”

Mi parlavi di Paul Smith, Burberry e Vivienne Westwood. Qual è il il tuo rapporto personale con la moda britannica e in campo lavorativo?

“Si parla spesso di Parigi ma secondo me la moda nasce a Londra. La moda nasce in strada a Londra per poi svilupparsi in tutto il mondo. I cercatori di look, i look trenders, gli opinionists, vanno tutti lì per ricercare il nuovo trend. È così dagli anni 60, dall’invenzione della minigonna di Mary Quant. Personalmente ho sempre adottato la moda inglese e quando voglio mettermi qualcosa di ‘fashion’ mi ispiro sempre al British, è proprio il mio stile. Adoro alla follia i brands come Paul Smith e Ben Sherman!

Paul Smith, spring/summer 2017 – Essential Homme

Per quanto riguarda il mio lavoro, una delle collaborazioni più interessanti e importanti è quella con la rivista Dazed. Con loro ho avuto l’opportunità di lavorare con il reportage, per esempio quello fatto con Nike durante i mondiali di calcio 2014. Facendo moda al 90%, con Dazed sono riuscito a portare il mio stile di moda molto pulito anche nella foto di strada, nel reportage, e insieme a Nike abbiamo anche pubblicato un libro. È stata un’esperienza bellissima. È vero che puntando sul calcio si è usciti un po’ fuori dal classico discorso moda, ma gli inglesi son talmente aperti a livello editoriale che, diversamente dall’Italia, non ci si focalizza su una sola area.

Dazed & Confused – Fever Pitch – Terracina

Dalla fotografia al film. Abbiamo saputo che uno degli ultimi video su cui hai lavorato come direttore della fotografia è stato richiesto al Fashion Film Festival, uno step molto importante presumo.

“Si, assolutamente. Il film si chiama YOKAI. È stato pubblicato su una delle più belle e importanti piattaforme al mondo per i video creativi, Nowness. Il film nasce dal concetto dietro le creme di bellezza però l’ispirazione vien fuori dagli Yokai che, per chi non lo sapesse, sono quei fantasmi giapponesi, figure soprannaturali della mitologia giapponese.

Il genere di questo film si potrebbe definire horror, ma il tutto è per arrivare alle creme di bellezza. È un video inimmaginabile e originalissimo. È talmente strano ma così curato nei dettagli che anche un qualcosa di brutto come uno zombie diventa bello. E la moda è un po’ così: si prendono dei concetti  a volte brutti per poi farli diventare belli!”

Yokai 2016

A parte il fatto di esser stato pubblicato su Nowness, qualche settimana fa abbiamo saputo che il Fashion Film Festival ha richiesto la partecipazione del video; è stato candidato su tutte le categorie, io in particolare come director of photography. Sono estremamente contento di questo traguardo. Per me che faccio moda, è proprio come arrivare a Cannes.”

Sei di origini toscane ma vivi da tanti anni a Milano. Sempre attraverso il tuo lavoro, puoi dirci la situazione dell’industria della moda su Milano?

“Tralasciando i miei vari progetti, io lavoro da anni come fotografo responsabile di Models.com a Milano. Models.com è il sito di riferimento per la moda in tutto il mondo e io mi occupo delle ‘new faces’ su Milano, sperando possa arrivare anche la nuova Kate Moss!”

Per i giovani aspiranti modelli che passano per Milano, queste ‘new faces’, la capitale del nord è solo un punto di arrivo o un punto di partenza?

“Per quanto riguarda la moda ora, Milano è solo un punto di passaggio. Ma non è sempre stato così. Tra gli anni ‘80 e ‘90 molti modelli vivevano qui e facevano di Milano la loro residenza. Mentre ora la maggior parte, e diciamo i più conosciuti, decidono di stabilirsi a Parigi o a New York.”

MODELS.COM – Model of the week – CHIARA

Abbiamo parlato di tanti aspetti Paolo, ma ti disturbo con un’ultima domanda riguardo l’uscita del tuo prossimo libro d’arte e moda che stai producendo proprio in questi giorni e che uscirà a settembre. Di cosa tratterà precisamente il libro?

“Questo libro sarà l’incontro fra arte e moda. Si intitolerà I AM NOT. Partiamo dall’idea dell’incertezza che c’è tra i giovani d’oggi, incertezza sul loro futuro, ma invece di chiedere loro ‘cosa vuoi essere?’ cerchiamo di scoprirli chiedendogli cosa non vogliono essere o cosa non vogliono diventare. Questo per poi arrivare a capire il loro carattere. Quello che è interessante di questo libro non è solo il concetto di base ma anche l’approccio stilistico. Infatti, vari artisti di arte contemporanea disegneranno proprio sulle foto che io scatterò.”

Insomma sarà un libro che mostra la moda, come forma d’arte, che riprende problematiche sociali. E parlando di tendenze sociali, so che il tuo libro sarà prodotto attraverso il ‘crowdfunding’.

“Si, è proprio così. E la campagna verrà finanziata precisamente da EPPELA, sito italiano di riferimento per il crowdfunding. Il crowdfunding è uno strumento originale che sta prendendo piede in Italia ma che all’estero funziona già benissimo da anni. Consiglio a tutti di saperne di più e provarlo.”

Editorial The Ones2watch New York 2013

Ringrazio immensamente Paolo per averci regalato questa intervista e nell’articolo potrete trovare vari link per saperne di più dei brands citati, sulle tendenze della moda e sul lavoro di Paolo. Seguite Paolo anche su Instagram!

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Al prossimo mese e alla prossima intervista sulla moda su numerosette.eu.