Per natura o per necessità, ci siamo sempre trovati nella condizione di dover compiere numerosi spostamenti, dai più brevi fra città e nazioni, ai più lunghi attraversando oceani e interi continenti; il viaggio possiede la capacità di soddisfare la voglia di scoperta ed il moto di curiosità che da sempre caratterizza l’uomo come essere errante – da qui forse, il noto detto Errare Humanum Est? – che si sposta in una dimensione cosmopolita.

Dalla scoperta della ruota ai viaggi interspaziali, ne è passata di acqua sotto i ponti. Passatemi il termine: una delle invenzioni più utili della storia, la più adatta ad avvicinare ciò che era lontano, ad oltrepassare ciò che sembrava insormontabile, il Ponte. Oggi sono presenti in numero elevatissimo, fatti di materiali diversi, di differenti stili e con svariate funzioni, oppure con uno scopo essenzialmente estetico; tra i più noti ricordo il ponte di Brooklyn a New York, il Tower Bridge a Londra, il Golden Gate Bridge di S. Francisco, il Ponte Vecchio di Firenze, famoso non tanto per la sua ampiezza quanto per la sua storia.

Ma esiste da molto più tempo ed è molto più grande, un altro tipo di ponte: non collega semplicemente due sponde, ma due continenti, non è fatto di cemento né d’acciaio, ma di foreste, montagne e litorali; non bastano come indizi?turchia

Stiamo parlando ovviamente della Turchia, o più precisamente, Repubblica di Turchia, vero e proprio ponte naturale tra Oriente ed Occidente, promotore dell’avvicinamento fra l’Europa e l’Asia, al contrario divide ben quattro mari, da tempo grandi centri di commercio marittimo fra varie popolazioni: Mar Egeo e Mar Mediterraneo che collegano l’Europa dell’Ovest, Mar Nero su cui si affaccia l’Europa dell’Est ed  il piccolo Mar di Marmara, dove sorge la metropoli Istanbul. L’antica capitale dell’impero Ottomano è un intrigo di fascino e mistero; legata soprattutto alla storia del paese, alla cultura e all’arte, la città racchiude armoniosamente le impronte delle antiche popolazioni che l’hanno abitata: la religione dell’Islam viene praticata al richiamo del Muezzin, ed i fedeli si riuniscono nelle Moschea Blu e nelle Moschea di Soliman Il Magnifico, ma non mancano i segni del cattolicesimo: la chiesa di Santa Sofia veniva utilizzata come luogo di culto dai cristiani bizantini ai tempi di Teodosio e Giustiniano, prima che i musulmani la trasformassero in moschea.

santa sofia istranbul

Santa Sofia, Istanbul. Impressionante. Immagine tratta da Internet.

Per la sua posizione tattica e privilegiata, la Türkiye Cumhuriyeti  è sempre stata teatro di scontri e conflitti tra le potenze dei vari secoli: dai popoli antichi dei Persiani e dei Macedoni ai – soliti – Romani, dai Bizantini e le Repubbliche Marinare agli Ottomani, il cui dominio durò più di Seicento anni, fino alla proclamazione della Repubblica Turca nel 1923, guidata dal generale Atatürk. 

Nello stesso anno, faceva la sua prima apparizione la Türkiye Millî Futbol Takımı, ossia la Nazionale di calcio turca, in un’amichevole contro la Romania che terminò 2-2; la prima panchina della rappresentativa turca veniva affidata al presidente del Galatasaray dei primi anni novanta, Ali Sami, soprannominato Yen. La sua idea di gioco si basava fondamentalmente su un concetto: Giocare con gli inglesi, avere un nome ed un colore, e battere le squadre non composte da turchi; 

nazionale turca 1923

Ottobre 1923, amichevole Turchia-Romania, esordio per la Nazionale con la mezzaluna e la stella sulla divisa. Immagine tratta da Internet, tanto piccola quanto significativa.

Palese l’ambizione del personaggio, tanto che il suo soprannome, in turco significa letteralmente Vinci!  Ma la determinazione di mister Yen non si concretizza: spesso la squadra non raggiunge la qualificazione o non viene invitata alle competizioni internazionali, caso isolato la prima storica partecipazione ai Mondiali del 1954 in Svizzera, avventura che però termina ai gironi. Bisognerà aspettare il nuovo millennio, più precisamente il 2002, in Giappone, per assistere ad una grande prestazione della Turchia, che raggiunge il terzo posto dopo un girone non facile – Costa Rica, Cina e soprattutto Brasile -, e le vittorie sui padroni di casa nipponici e sul Senegal; la squadra del tecnico Senol Gunes si arrende in Semifinale solamente al Brasile di Rivaldo. Terza posizione anche agli Europei del 2008 in Svizzera, dopo che la compagine dell’attuale tecnico, l’imperatore Fatih Terim, aveva fermato il cammino della Croazia ai rigori, dopo un insperato pareggio al 122′, i turchi capitolavano di fronte alla Germania per un gol di Lahm all’ultimo minuto.

turchia mondiali 2002

Primo successo internazionale, medaglia di Bronzo nel 2002; la pazienza è la virtù dei forti. Immagine tratta da internet.

Quasi tutti i componenti della rosa turca li vediamo – o li abbiamo visti – indossare le divise delle squadre principali della loro patria: Galatasaray, Fenerbahçe, Beşiktaş e Bursaspor; nonostante possano esserci delle sorprese dai meno noti Caner Erkin, fresco neoacquisto dell’Inter oppure dal talentino Oğuzhan Özyakup , Terim punterà sulle bandiere cariche di esperienza Selçuk İnan, Mehmet Topal, Burak Yilmaz, ed affiderà la leadership ai fuoriclasse Hakan Çalhanoğlu, ed in particolare al gladiatore Arda Turan. Sarà l’assonanza con il nome del generale Atatürk, sarà la prepotenza mescolata all’eleganza che dimostra in campo, sarà che ricorda il guerriero Leonida, saranno molte cose, il numero 7 blaugrana avrà l’onore e l’onere di portarsi sulle spalle una formazione forse non pronta, ma migliorata rispetto agli anni scorsi, e con l’ambizione di togliersi delle soddisfazioni. La stessa ambizione di mister Ali Sami Yen

YEN, ARDA!

this is Arda

THIS IS SpARDA!