Do Rio Travelogue: rabbia e orgoglio

Dopo un’incandescente giornata di basket per il gruppo A con il big match tra USA e Australia, anche il terzo turno del gruppo B si è rivelato scoppiettante, con la classifica che inizia a delinearsi e le gerarchie che si fanno sempre più chiare.
Come al solito, i primi a scendere in campo sono i brasiliani, oggi impegnati in un match fondamentale contro la Croazia, entrambe le squadre si trovano infatti con una vittoria e una sconfitta.
La Carioca Arena fa sentire, ancora una volta, tutto il suo calore per i propri beniamini che tuttavia partono un po’ con il freno a mano tirato.
I primi due quarti sono infatti favorevoli ai balcanici che, grazie ad un Bogdanovic in forma strepitosa, arrivano all’intervallo con dieci lunghezze di vantaggio.
Mai però sottovalutare il cuore dei brasiliani, possono sembrare morti ma state pur tranquilli che per il loro popolo daranno fino all’ultima goccia di sudore.
Infatti sospinti dal pubblico rientrano nel terzo quarto con tutto un altro piglio e, guidati da Leandrinho Barbosa, tengono testa fieramente ai croati, recuperando negli ultimi due parziali sugli avversari e portandosi sotto nel punteggio, prima di cedere nel finale, perdendo, a testa alta, col punteggio di 76-80.
Dominatore assoluto della partita è stato Bojan Bogdanovic con ben 33 punti in quasi 38 minuti giocati, un’autentica sentenza.
Il giocatore dei Brooklyn Nets sta disputando un ottimo torneo olimpico, a oltre 20 punti di media e oggi ha condotto i suoi alla vittoria, risultando una pedina importante anche a rimbalzo, avendone catturati 6, secondo migliore del team croato.

"Grazie Bogda' ci hai salvati"
Grazie Bogda’, ci hai salvati

Altra partita importante anche per il classe ’94 Dario Saric che con 15 punti e 7 rimbalzi ha dato un apporto eccezionale alla causa, dimostrando spesso, nonostante la giovane età, una sicurezza da veterano.
Si staranno sfregando le mani i tifosi di Philadelphia che non vedranno l’ora di ammirarlo sul parquet del Wells Fargo Center.
Per il Brasile, grandi performance di Barbosa con 16 punti e di Huertas che, oltre ai 10 punti segnati, ha distribuito anche 9 assist per i compagni.
Tutto ciò non è bastato però e ora per i padroni di casa, raggiunti dalla Spagna, si fa davvero dura, considerando che nella prossima sfida dovranno affrontare i rivali eterni dell’Argentina, in una partita che si preannuncia incandescente.
Risultato fondamentale invece per la Croazia che si porta a quota due vittorie e raggiunge l’Argentina al secondo posto del girone.

Secondo match della giornata è stato quello tra Nigeria e Spagna, i due fanalini di coda del girone.
Le furie rosse con grinta e rabbia sono riuscite a portare a casa un incontro che si era messo piuttosto male, con i campioni d’Africa che, all’inizio del quarto quarto, si sono trovati in vantaggio di un punto, prima di subire il rabbioso ritorno degli spagnoli che si sono imposti con il punteggio di 96-87.
Il migliore della Spagna è stato, manco a dirlo, Pau Gasol che, con 16 punti e 7 rimbalzi, ha condotto i suoi in quella che si è rivelata una tempesta.

Quando non sai cosa fare, dai la palla a Pau.
Quando non sai cosa fare, dai la palla a Pau.

Prima partita discreta anche per Ricky Rubio che, visto decisamente sottotono nelle prime due uscite, stavolta è sembrato tornare quasi sui suoi livelli.
La compagine iberica, grazie a questa vittoria, riesce ad agguantare il Brasile al quarto posto, servirà tuttavia un’impresa per riuscire a passare nel primo tre, evitando così gli Stati Uniti in quella che, con questa Spagna, sarebbe una sfida a senso unico.
Tra le fila degli africani vanno sottolineati i 24 punti in 26 minuti di Chamberlain Oguchi, un cecchino dall’arco dei 3 punti dal quale ha tirato con una media del 58,3%, cifre che farebbero tentennare anche Steph Curry.
Per il classe ’86, attualmente Free Agent, questa è una grossa occasione per mettersi in mostra e, magari, finire sul taccuino di qualche squadra europea in vista della prossima stagione, dopo aver trascorso quella appena passata in Polonia.

Del resto, se ti chiami Chamberlain, segnare canestri dovrebbe venirti abbastanza semplice.
Del resto, se ti chiami Chamberlain, segnare canestri dovrebbe venirti abbastanza semplice.

Un po’ impreciso oggi quello che era stato il migliore dei suoi nelle prime due partite, Diogu che, a fronte della solita solidità a rimbalzo (ne ha catturati 7), ha segnato appena 7 punti.
La Nigeria ora, dopo 3 sconfitte in altrettante partite, può sostanzialmente dire addio alle speranze di qualificazione, cercando almeno di chiudere con dignità nelle sfide contro Croazia e Brasile.
Arriviamo infine al big match del giorno, quello tra Lituania e Argentina, le due capoliste del girone.
Il match, come da copione, è equilibratissimo, le squadre rimangono punto a punto per buona parte della partita, i lituani provano l’allungo nel terzo quarto portandosi a 8 punti di vantaggio, tuttavia, all’inizio dell’ultima frazione di gioco, gli argentini non mollano e infilano 12 punti consecutivi, rimettendo la testa davanti.
La stoccata decisiva arriva sul punteggio di 64 pari, quando i baltici segnano 8 punti uno dietro l’altro, staccando gli avversari che non riusciranno più a riprenderli, chiudendo alla fine a -8, sul punteggio di 81-73.
Un contributo fondamentale ai suoi l’ha dato il neo giocatore dei New York Knicks Kuzminskas, autore di ben 23 punti, in una partita che ha dominato soprattutto con una altissima percentuale del 69,3% al tiro.

"Non mi prendete mai"
Non mi prendete mai

Ottima prestazione anche quella di Mantas Kalnietis che ha chiuso la gara con 17 punti, 7 assist e 5 rimbalzi, dimostrando ancora una volta il suo grande momento di forma e facendo ben sperare i tifosi dell’Olimpia Milano.
Tra le fila argentine ancora una volta a brillare sono gli “anziani”, soprattutto Manu Ginobili, autore di 22 punti e leader indiscusso, a 39 anni, della sua nazionale.

Mani Ginobili, 39 anni e non sentirli.
Manu Ginobili, 39 anni e non sentirli.

Sugli scudi anche Scola e Nocioni, rispettivamente 12 e 14 punti, entrambi offrono, nonostante gli anni passino, sempre una solida garanzia quando si tratta di nazionale perché, oltre a dare il 120%, hanno ormai talmente tanta esperienza ad altissimi livelli, che i compagni inevitabilmente ne trovano un grande aiuto.
Menzione d’onore anche per Delfino, autore di 10 punti, che, è sempre bene ricordarlo, non giocava una partita ufficiale da 3 anni, causa infortuni vari.
La situazione resta rosea per entrambe le formazioni, la Lituania ormai naviga a gonfie vele verso il primo posto nel girone che vorrebbe dire evitare team USA fino alla finale, l’Argentina invece, nonostante la sconfitta, rimane ancora al secondo posto, anche se dovrà sgomitare per non perdere ulteriori posizioni.
Mi raccomando, non perdetevi la prossima giornata, ricchissima di emozioni e decisiva ai fini della classifica.

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