Diario di bordo – giorno 1

Chiamatemi Lorenzo. Sono partito a bordo della numerosette per raggiungere luoghi mai visti da nessuno prima d’ora. Voglio vedere terre straordinarie e uomini potentissimi, voglio raggiungere la casa degli dei e di tutte le creature che abitano questo mondo. Abbiamo salpato oggi dal porto del Presente e già verso sera dovremmo uscire dal golfo della Cronaca nel mar del Verosimile. Sono l’unico qua a non aver mai oltrepassato queste acque, il nostromo, un uomo che ha passato la sua vita più qua che nella terra ferma, afferma di aver viaggiato con uomini del calibro di George Martin, Clive Lewis e addirittura il leggendario Tolkien! Non vedo l’ora di raggiungere le Colonne di Luciano. Finalmente partirò alla scoperta delle terre Fantasy

Diario di bordo – giorno 5

Siamo al quinto giorno di navigazione e già ho visto un sacco di terre straordinarie! Il mare del Verosimile è veramente vasto. Questo è la parte orientale dell’Oceano della Prosa e bagna potenti nazioni come quelle che abbiamo attraversato. Da quando siamo partiti, la nave ha toccato le piane rive di Prosa Giornalistica e Manualistica; poi ha oltrepassato le Nazioni Unite della Storiografia e la Saggistica; qua abbiamo costeggiato le alte rive dei grandi stati del Romanzo Realista come Flaubert, Dickens e Dostoevskij. A questo punto il timoniere ha allontanato la nave dalla scia della corrente di Prosa Scientifica per farci spingere da quella d’Arte. Secondo il nostromo si sta avvicinando una tempesta che ci coglierà dopo lo stretto di Proust-Joyce, speriamo bene!

Diario di bordo – giorno 13

La tempesta ci ha colti proprio nell’ultimo capitolo della terra di Joyce, in piena notte. Eravamo tutti in coperta, svegli e se anche non avessimo avuto nulla da fare non credo che qualcuno sarebbe riuscito a dormire. Ormai siamo nell’ultima tratta dell’Oceano di Prosa e lentamente stiamo attraversando gli arcipelaghi di Filosofia, delle isole floride e ricche ma talmente piccole che bisognerebbe per avvistarle avvicinarsi troppo pericolosamente per una nave. Domani ci aspetta l’ultimo tratto dell’Oceano prima delle colonne di Luciano, dobbiamo attraversare il mare della Religione e la Mitologia, forse riuscirò a scorgere l’enorme monte Omero (alcuni marinai dicono che sia talmente alto da fare ombra a tutta la terra che lo circonda, fino al mare, ma io non credo che esista veramente).

Diario di bordo – giorno 21

Le colonne di Luciano! I due lembi di terra che chiudono il Mare della Verosimiglianza ci osservavano minacciosi come se non volessero che oltrepassassimo. Il vecchio cuoco mi ha detto che si chiamano così in onore di un certo Luciano di Samostata, l’autore della Storia Vera, una parodia delle acque in cui noi viviamo. In questa Storia Vera sembra che Luciano per primo  si sia portato in mondi sconosciuti, impensabili per chi vive nel golfo della Cronaca, dove scorrono fiumi di vino, popoli armati di funghi e asparagi come se fossero scudi e lance e, addirittura, afferma che vi sia un vento in grado di sollevare tutti i naviganti per portarli sulla Luna! Tuttavia la Luna non è nella nostra rotta, dovremmo deviare verso Ariosto o de Bergerac, ma il capitano dice che allungherebbe troppo.

Diario di bordo – giorno 22

Sono da un giorno fuori dal Mare della Verosimiglianza e già ne ho viste abbastanza da non potermi stupire più di niente! Dopo Luciano di Samostata molti avventurieri si recarono in questi posti, spinti dall’immaginazione e la curiosità. Brandano, Marco Polo, Dante Alighieri e il barone di Münchhausen e molti, molti altri sono venuti fin qua. Questi autori hanno poi riportato tutti i diari di bordo dei loro Viaggi Fantastici con cui a loro volta hanno spronato molti altri avventurieri ad avventurarsi nel mondo del Fantastico.

Diario di bordo – giorno 30

Oggi siamo scesi a rifornirci dei viveri necessari per raggiungere la nostra destinazione. La numerosette ha ormeggiato nell’arcipelago della Fantascienza, in un’isoletta chiamata Verne, tra Wells e Salgàri, delle Isole d’Avventura. Le isole di Fantascienza sono molto particolari. Queste piccole isolette sono bagnate interamente dal Mar Fantastico ma sono cresciute come delle colonie degli abitanti orientali della Verosimiglianza. Perciò tutti gli abitanti hanno una cultura e una filosofia forgiata sulla nostra ma inseriti in un ambiente così occidentale sono come l’olio e l’acqua! Non avete idea di come appaiano curiosi dal porto! (dove io sono rimasto per ordini del capitano).

Diario di bordo – giorno 42 (e seguenti)

Siamo arrivati! Dopo una settimana di viaggio attraverso il Canale delle Fiabe Popolari, siamo finalmente giunti nell’Arcipelago Fantasy. Qua si bagnano un centinaio di isolette una diversa dall’altra. Sono completamente diverse dalle terre da cui sono partito, qua esiste la magia, vi sono re e castelli, strane creature, elfi, nani, gnomi e draghi sputafuoco! Faccio fatica a descrivere quello che i miei occhi hanno visto (abbiamo approdato quattro giorni fa e ho avuto un po’ di tempo per esplorare). L’arcipelago maggiore e più importante di tutte è chiamato Arda. Il nome glielo diede il primo a navigare in queste acque, il grande J. R. R. Tolkien. Tanto è vasta questo posto che soltanto una parte è stata esplorato dal grande Tolkien, l’enorme isola che oggi chiamiamo Terra di Mezzo. Questa è separata dall’ancora sconosciuta Aman dal grande mare Belegaer. La Terra di Mezzo è separata tra Endor ed Ennor a Sud, dove si trovano le Terre Oscure. Moltissime specie abitano queste terre, molte delle quali, probabilmente per un problema di sovrapopolazione, sono emigrate in altre isole. Vi sono i saggi elfi, i nani che abitano la montagna e gli avidi uomini, vi sono i terribili orchi, elfi corrotti nell’animo dal peggiore essere di quelle terre: Sauron l’Oscuro.

Ash nazg durbatulûk, ash nazg gimbatul,
ash nazg thrakatulûk agh burzum-ishi krimpatul

[trad. Un Anello per domarli, un Anello per trovarli,
un Anello per ghermirli e nel buio incatenarli.]

Queste oscure parole, in una lingua che non sembra discendere dal ceppo indoeuropeo, risuonano ancora oggi nei cuori degli autoctoni perché deve riportarli alla memoria antichi dolori. La Terra di Mezzo domina e governa tutto l’Arcipelago Fantasy, sebbene molte isole desiderino l’indipendenza.

Un’altra terra che mi ha stupito è Narnia. Narnia è un’altra grande isola, che compete in prestigio con la Terra di Mezzo, che ha come capitale Anvard, dove regna la stirpe dei Luni. L’isola è prevalentemente boschiva (e ciò mi fa pensare a un’economia principalmente agricola) abitata da un sacco di creature straordinarie: fauni, centauri, minotauri e molti altri. Una cosa che vi sorprenderà è che là quasi tutti gli animali possiedono il dono della parola! E non tanto questo la cosa più sconvolgente quanto il fatto che parlino inglese! Qua si professa un antico culto legato alla figura del Grande Leone Aslan, figlio dell’Imperatore d’Oltremare.

Quando Aslan apparirà, il male in bene muterà. Dei suoi ruggiti il fragore annullerà ogni dolore. La sua bianca zanna dell’inverno è la condanna. Con lo scuoter la criniera giungerà la primavera.

Egli è il creatore di Narnia, della terra e degli animali che qui vi abitano. Nella sua narrazione C.S. Lewis (colui che ha legato il suo nome a questo straordinario luogo) fa moltissime allusioni alla figura cristologica suggerendo un possibile legame tra una delle nostre e la loro religione.

Voglio raccontarvi di un’ultima isola, sebbene molte di più ne rimangono. Westeros, legata indissolubilmente all’esploratore George R. R. Martin. Quest’isola, legata alla gemella Essos, si spiega da Nord a Sud assumendo una forma simile alla nostra Gran Bretagna. Nell’estremo Nord vi sono i ghiacci da cui si muove un’antica minaccia che proprio in questi giorni sembra risvegliarsi (temo che sia meglio allontanarsi entro l’arrivo della prossima stagione). A proposito proprio in questi giorni, secondo gli indigeni, sembra che stia arrivando l’inverno, il che sarebbe un problema perché non ho di che coprirmi! A differenza delle altre isole, qua le terre sono state colonizzate prevalentemente dagli uomini che si sono spartiti lo spazio in sette regni. O almeno, questo finché la casata Targaryen non riuscì a riunificarla tutta. O meglio, (mi scuserete se faccio una seconda precisazione): o meglio, era unificata tutta fino alla morte di re Robert Baratheon, allora tutto il paese si ritrovò in preda a diverse rivolte e tutt’ora è schiacciato in un’atmosfera instabile. Ogni grande casata desidera il trono (chiamato dagli autoctoni “trono di spade”) che si trova nella capitale, Approdo del re. Baratheon, Stark, Lannister, Targaryen, Tully, Tyrell, Marterl, Greyjoy e Arryn, tutti quanti pronti a pugnalarsi alle spalle! La situazione politica di Westeros è molto instabile, naturalmente l’ONU non riesce a intervenire, ma non nego di non essere curioso di vedere chi ne uscirà vincitore, se uno di queste famiglie, qualcun altro o gli Estranei (che sarebbe l’antica minaccia di cui parlavo poco fa.)

Diario di bordo – Ultimo giorno di navigazione

Ci sono un sacco di cose straordinarie in queste isole! A volte sono dei cliché, a volte sono originali scoperte tanto che se questo è l’ultimo giorno di certo non sarà l’ultima spedizione!

Alla prossima avventura,

Lorenzo.