Che sarebbe stata una partita a senso unico potevamo aspettarcelo un po’ tutti, ma dopo la buona prima volta di Haiti in Copa América contro il Perù era venuta più di qualche speranza per un possibile ribaltone del pronostico.

Non la pensano allo stesso modo i Brasiliani di Dunga, criticato per un gioco poco divertente ma capaci di chiudere la partita con un passivo spaventoso: 7 reti, sarà difficile non fare confusione con il racconto.

Scendono in campo ad Orlando gli opposti che si attraggono: la grandezza del Brasile contro la favola di Haiti.

PRIMO TEMPO

I primi due squilli sono di Coutinho e Casemiro che ci provano da fuori area: solo un brivido per il portiere di Haiti, Placide, che vede il pallone sfumare sul fondo.

Poco male per la Seleçao, perché alla mezz’ora siamo già 2-0: Coutinho prima, Coutinho poi, Coutinho con un missile dal limite e Coutinho con un leggero tocco sotto porta servito da Jonas, insomma il talentino del Liverpool mette in ghiaccio la partita in una giornata calda e decisamente poco invernale.

Urlando contro il cielo

Fondamentalmente il problema è uno, ovvero che il Brasile non sembra intenzionato a fermarsi e che Haiti non ha davvero le potenzialità né la possibilità di mettere almeno un bastone fra le ruote del carro verdeoro. Ecco che quindi sale in cattedra Renato Augusto, emigrato nella Chinese Super League ma sempre bravo quando si tratta di metterci la faccia; in questo caso ci mette la testa, sfruttando un errore del portiere haitiano e un preciso cross dell’ormai bianconero Dani Alves.

Il primo tempo finisce così, partita in cassaforte e prequel di una seconda frazione da capogiro.

SECONDO TEMPO

Esce Jonas entra Gabriel Barbosa.

Il talento del Chelsea Willian ci insegna ancora una volta quanto sia bravo a seminare il panico fra gli avversari, ma un paio di tentativi si spengono – di pochissimo – sul fondo: visto il risultato, ci può anche stare.

Sarà proprio Gabriel Barbosa, talento cristallino del Santos, a sigillare la partita con un potentissimo tiro in area – decisiva l’incursione ed il passaggio preciso dell’onnipresente Willian – che taglia l’erba e si insacca vicino al secondo palo: 59 minuti sul cronometro, il povero Placide è già stato bucato quattro volte.

Purtroppo per lui arriverà anche la quinta disgrazia, “grazie” alle incursioni di Dani Alves che è abilissimo a saltare tutti, arrivare a tu per tu con il portiere e servire con un passaggio leggero il compagno che deve soltanto appoggiarla in rete: prima era Coutinho, ora tocca a Lucas Lima esternare la gioia per il gol. A dire il vero questo è un po’ più complicato, il cross arriva da fuori area e il numero 10 brasiliano deve compiere una torsione per insaccare in rete con un colpo di testa liftato.

Al minuto 70 si ferma per un attimo il mondo: tiro di Haiti, Allison respinge e Marcelin risponde in rete facendosi trovare pronto. Prima rete di Haiti, consolation goal che rende meno amara una sconfitta degna del peggior Mineirazo.

Renato Augusto all’85’ decide di ricominciare a far piangere gli abitanti dell’isola caraibica, lo fa sfruttando l’ennesimo errore difensivo dei rossoblù, troppo genuini per essere veri, troppo umili per essere competitivi.

RENATO AUGUSTO BRASILE

“Io sono ancora qua”

Dulcis in fundo dicevano i latini. Coutinho non parla tanto, ma quando lascia che a farlo sia il pallone è un bel problema per tutti: rete meravigliosa per il talento tutto dribbling e controllo di palla, talento che decide di gelare un portiere tutt’altro che placido come Placide con un destro a giro che si spegne dentro la rete che aveva già accolto altri sei palloni nel corso della partita.

CHI SALE…

Coutinho, devo anche spiegarvi il perché?

…CHI SCENDE

Non mi sento di punire con ulteriore severità una squadra che ha già fatto un miracolo conquistandosi una partecipazione alla Copa 2016: bucati sette volte, preferisco ricordarli vivi come nell’esordio contro il Perù.

brasile haiti