Luci a San Siro. Muro di materassi biancorossoblu contro una colonia di meringhe, Simeone contro Zindane, Atletico o Real?

Vinco io o vinci tu?

(Immagini tratte da Internet)

atletico real

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LE PREMESSE

Poche parole, stasera servono i fatti.

ATLETICO REAL

PRIMO TEMPO 

Le mani di Oblak svegliano la partita dopo 7′ di studio. Punizione per il Real: batte Bale, zampata di Benzema a deviare ma il portiere dell’Atletico respinge in maniera strepitosa. Stre-pi-to-sa.

La prima sfuriata offensiva degli uomini di Simeone viene fermata da un intervento sciagurato di Carvajal: Griezmann atterrato e per Mark Clattenburg di Consett si tratta del primo cartellino giallo della sfida: la vera notizia è che non se lo sia preso Pepe, ma date tempo al tempo.

Qualche minuto dopo è il momento di fischiare a favore dei madrileni, aspettate, no, intendo per le Merengues: punizione battuta da Toni Kroos, spizzata del codino di Bale e Sergio Ramos svicola in mezzo all’area beffando una copertura fra il goffo e l’approssimativo dell’ex viola Stevan Savic. Rete in sospetto fuorigioco, ma poco importa: arbitro non fischia gol non si annulla.

atletico real

Savic: “Perso”

Fino al duplice fischio non accade praticamente nulla, le due difese si specchiano l’una contro l’altra senza riuscire a staccare lo sguardo: studio, contropiede ed azione prontamente bloccata. Qualcuno faccia qualcosa!

Ci prova le petit diable Antoine Griezmann, ma il suo tiro sotto porta viene respinto sempre da Oblak: questa volta il fuorigioco viene ravvisato, tutto fermo e duplice fischio.

SECONDO TEMPO

Nemmeno il tempo di finire il thè caldo – non me ne vogliano gli amici di Sky e di Mediaset, prima o poi tanto farete la pace – che già si deve soffrire sugli spalti: passano 60 secondi e lo scambio fra Griezmann e Torres viene stroncato sul nascere dalla ruspa Pepe. Calcio di rigore e possibilità di rimettere le cose a posto proprio sui piedi di Antoine che, però, smonta la traversa anziché la porta: tutto da rifare, la consacrazione può attendere.

"Se soffio un po' magari si alza"

“Se soffio un po’ magari si alza”

Saul Niguez prova a dire la sua ma trova soltanto la curva Sud di Milano, poco dopo Benzema trova invece uno strepitoso Jan Oblak, per il momento vero eroe di giornata.

Corsa “alla Bale” di Bale che rigioca per Cristiano Ronaldo; nemmeno a dirlo è sempre il portierone dell’Atletico a respingere il pallone facendolo però carambolare sullo stesso gallese che calcia a botta sicura trovando una deviazione decisiva di – no, questa volta non sua – di Stevan Savic.

Pochi minuti dopo è però Juanfran che lancia in mezzo uno spiovente sul quale si lancia indisturbato il neo entrato Yannick Ferreira-Carrasco: pallone appoggiato in rete e partita rimessa in equilibrio. Chi credeva che la rete di Ramos avesse ammazzato una finale si sbagliava di grosso. Si sbagliava perché ogni uomo sulla Terra dovrebbe sapere una massima di vita: il Cholo non molla mai.

"From Milan with love"

“From Milan with love” (e con la partecipazione del classico disturbatore)

Di qui in poi sembra un finale già scritto.

Nessuna occasione limpida, a parte forse un paio di lampi targati Bale-Torres che tuttavia non riescono a capitalizzare e far anche soltanto salire un brivido sulla schiena degli 80.000.000.

Si va ai supplementari, si va a giocare con il fuoco.

Tanti tiri del Real, ma Simeone e l’Atletico ergono un muro clamorosamente alto e massiccio capace di traghettare la partita fino ai calci di rigore senza grosse preoccupazioni. Anche se il fantasma dei calci di rigore fa sempre più paura di tutto il resto: è una lotta ingiusta, fredda e crudele. Se la meriterebbero entrambe ma, come sappiamo tutti, ad alzare la coppa sarà soltanto capitano e a far festa soltanto uno spicchio della maestosa “Scala del calcio”.

LOTTERIA DEI RIGORI

Parte Lucas Vazquez, tocco morbido alla destra di un immobile Oblak.

Ancora Griezmann, stavolta preciso: calcia basso, Navas battuto.

Marcelo e Gabi continuano la sagra del gol: 2-2.

Arriva il momento di Gareth Bale: tiro dolce e ancora preciso, Oblak stranamente immobile.

Saùl Niguez ha sui piedi la palla più calda della vita, spiazza Navas e tiene in vita la partita: 3-3.

Sergio Ramos non ha paura, questo lo sappiamo: rincorsa lunghissima e destro a destra, Oblak si muove ma va dalla parte sbagliata.

Juanfran fa però rima con palo, errore brutto e pesantissimo.

Cristiano Ronaldo non sbaglia mai, si toglie la maglia e il Real Madrid è campione d’Europa: dramma Colchonero, si esce con onore ma le gambe fanno male. Tanto male.

Il bacio alla coppa dato da capitan Ramos è la chiusa di un articolo povero di parole ma carico di significato. Ricco di immagini e baci: perché il calcio, potete dire quel che volete, resta pur sempre uno sport fatto di emozioni.

Ah, ma allora Pepe ha dei sentimenti!

Ah, ma allora Pepe ha dei sentimenti!