– “Iniziamo da te Homer, sei il capofamiglia“.
– “Io? Il capofamiglia? Aaaaaaaaaaah“, urla correndo giú per le scale.
– “Homer, esci“, lo richiama Marge, che mi dice: “Eh, lo sai, fa sempre così“.
– “Insomma Homer, oggi sono 30 anni dalla vostra prima apparizione, quali sensazioni hai?
– “30 anni? Di già? Aaaaaaah! Brutto bagarospo non me lo avevi detto“, esclama strozzando Bart.
– “Papà, tanti grandi attori hanno festeggiato i trenta anni di attività: per esempio Al Pacino” lo tranquillizza Lisa mentre soccore il fratello.
– “Al Pacino? Il gangster? Non sapevo facesse anche cinema“, risponde Homer mentre Lisa scuote la testa.
– “Comunque Homer, sono 30 anni, direi un progetto azzeccato vista la popolarità che avete oggi“, gli chiedo.

È iniziata così la nostra intervista alla famiglia Simpson che oggi compie i trenta anni di attività: era il 19 aprile del 1987 quando fecero il loro esordio come corti all’interno del programma Tracey Ullman Show, due anni prima di conquistarsi la prima serata. Una scelta che fu il preludio di trentadue Emmy Awards, otto Peoplès Choice Awards ed addirittura una nomination per un Golden Globe, oltre ad essere entrati nell’immaginario collettivo e nelle case di tutto il mondo: battute storiche, oltre quindici profezie avveratesi, piú di cento star intervenute nel programma, argomenti contemporanei trattati con satira e un sorriso strappato nelle situazioni piú estreme, questi sono i The Simpsons.

Tentare è il primo passo verso il fallimento – risponde Homerma i rischi stupidi sono il motivo per cui vale la pena di vivere la vita“. Una delle massime raccoglibili nelle varie puntate. “Guardate me: chi si affiderebbe ad uno così? Neanche io, probabilmente. Ho tutti i difetti del mondo ma alla fine agisco sempre con buone intenzioni: forse è questa la forza che mi contraddistingue e che mi ha reso così amato“.

Homer, ma cosa stai facendo?” lo interrompo mentre è intento a prendere qualcosa dal giardino di Flanders. “Tanto quello non se ne accorge – mi risponde – tu continua a parlare: il fatto che non mi interessi quello che stai dicendo, non vuol dire che non ti stia ascoltando“.

Buona sera vicino-ino“, replica Flanders. “Doh! Eccolo, quest’altro. A proposito, stavamo facendo un’intervista e non mi hai ancora chiesto della religione: beh, io forse sono credente, ma posso dire che Dio è il mio personaggio immaginario preferito“, si apre Homer. “Tutti noi abbiamo bisogno di credere in qualcosa: Io credo che tra un attimo mi farò una birra“, aggiunge.

 

È già un po’ alticcio e rischia il collasso, si sdraia sul divano e si addormenta in mezzo alle lattine. In salotto entra Bart, osserva la situazione ed esclama “Ehi che succede qui? Lo sballo assoluto?, prima di venir ripreso da Marge che gli chiede di chiamare le sue due sorelle. “Ciuccellona“, strilla apostrofando Lisa, che arriva in salotto tutta entusiasta.

Iniziamo con la signorina – dico facendomi spazio sul divano – tu sei la razionale della famiglia, se avete resistito in questi trenta anni è anche merito tuo?“. “Noi sembriamo così strani – inizia a spiegare – ma alla fine le nostre diversità si compensano: forse è proprio questa la nostra forza, essere differenti l’uno dall’altro, essere completi. Io, ad esempio, amo studiare, ho tanti sogni, mi piace suonare e tante altre cose. Si Bart, è inutile che fai le smorfie, studiare!“.

Ognuno deve seguire le proprie passioni – continua Lisa – ed io, per esempio, sono stata anche buddhista, a differenza della mia famiglia“. Un urlo proveniente dalla casa accanto la interrompe all’improvviso, è Ned Flanders: “Percepisco nell’aria una presenza satanica! Tutti nel bunker, ragazzi!“.

Io so che Lisa può soddisfare tante nostre curiosità sulla serie: “Dovete sapere che noi siamo gialli per attirare l’attenzione durante lo zapping e la voce di mio padre è quella più utilizzata nei navigatori in tutto il mondo – inizia la ragazzina – ma non posso svelarvi tutto, ci sono migliaia di retroscena: però posso consigliarvi un video, rimarrete a bocca aperta“.

Intanto Homer si è ripreso e, approfittando della vista di Nonno Abe, cerca di farsi dare un passaggio da Boe.
-“Papà, tu sai guidare di notte?
-“Perché, è notte?

Dove entra il bere, esce il parere“, esclama Homer prima di varcare la soglia. Lisa continua a parlare, raccontando anche della difficoltà che certe volte incontra nel far valere i propri desideri in questo mondo. “Oh Lisa – interviene Bart – le donne sono facili, sono le capitali degli Stati ad essere difficili“. Lisa prova a ribattere, ma viene sovrastata da un sonoro “ciucciati il calzino“.

– “Bart, è il tuo turno, sai che in coppia con Lisa siete stati inseriti all’undicesimo posto tra i migliori personaggi animati di tutti i tempi e tu, come singolo, sei stato nominato dalla rivista Times al quarantaseiesimo posto tra i personaggi più influenti del mondo nel 1999?
– “Bart non sa neanche cosa è il Times…“, sussurra senza speranza Lisa.
– “Zitta ciuccellona! In questi anni abbiamo portato in tutte le case allegria grazie al nostro saper attuare una satira velata nei confronti di tanti temi, senza risultare offensivi nè blasfemi, bensì suscitando anche un sorriso ed una riflessione – racconta Bart, stupendo la sorella per la sua saggezza improvvisa – io, ad esempio, sono tre decenni che scrivo su quella maledetta lavagna ed adesso lei è nell’immaginario collettivo. Questo abbiamo saputo fare, entrare nella mente degli spettatori, di tutte le età, variando la modalità delle puntate, girando il mondo all’interno di esse e non solo“.

Bart, mi hai sorpreso“, lo interrompe Marge. Adesso è il suo turno, mi offre da mangiare e da bere preoccupandosi con il suo stile che sia tutto in ordine e soddisfacente. “Sono stati trenta anni impegnativi, tenere a bada questo carrozzone non è semplice, ma alla fine la nostra unità disunita ha prevalso. E adesso siamo qua, invecchiati ma sempre uguali, rinnovati senza cambiare. Poi con i Simpson non si deve mai perdere la pazienza: per esempio, adesso Bart sta facendo uno scherzo a Patty e Selma. Ma cosa posso dirgli ormai? Piuttosto, con i Simpson si deve perdere la speranza!

Usciamo dalla casa, è ora di cena e Homer sta tornando e ci saluta da lontano: sta correndo con la macchina verso casa. Dietro di lui, il Signor Burns e Smithers. Provo ad avvicinarmi per scambiare due parole ma capisco subito perché Homer sta scappando: probabilmente ha disturbato il suo capo che ha sguinzagliato i suoi temibili cani. Non ci resta che scappare.

Eccellente“, sento da lontano.

Insomma, trenta anni ed il rimpianto di aver potuto trascorrere poco tempo con Homer in questo pomeriggio. Ma d’altronde chissà dove era andato a finire, forse lo scopriremo in qualche puntata. L’unica certezza è che i Simpson, in tutte le loro sfaccettature, continuano a farci divertire. Dietrologie, misteri e curiosità aleggiano intorno alla serie, un qualcosa di entusiasmante che fa comprendere la portata di questa creazione.

Tanti auguri quindi alla famiglia più gialla che ci sia!